Autostima e Comunicazione Efficace - un percorso per migliorare la motivazione e le relazioni (prima parte)

Questo articolo è nato grazie alle numerose e-mail in cui mi si chiedeva come si articola un percorso di crescita e cosa può fare la PNL. Per rispondere mi ispiro ad un classico percorso di PNL dove si lavora sia sulla comunicazione efficace che sulla programmazione del proprio inconscio per raggiungere gli obiettivi.

La prima cosa da fare è migliorare le capacità comunicative grazie alle tipologie di Rapport: creare empatia grazie alla postura (Rispecchiamento), al ricalco su valori e credenze del proprio interlocutore, al ricalco emotivo e ai Sistemi Rappresentazionali (VAK).

Questi ultimi, ad esempio, sono fondamentali per comprendere la frequenza comunicativa di chi abbiamo di fronte. L’essere umano filtra la realtà attraverso i 5 sensi. È stato notato che si tende a prediligerne uno in particolare. Ad esempio, c’è chi in un incontro bada molto all’immagine (come si veste il suo interlocutore), chi soppesa le parole o chi valuta chi ha di fronte in base alle sensazioni che gli trasmette. In PNL si raggruppano i sensi in tre sistemi principali:

 

- Visivo = Vista /immagini (V)

- Auditivo = Udito / suoni-parole-rumori (A)

- Cenestesico = tatto/sensazioni/olfatto (Kog) o semplicemente (K)

 

Nel Basic Practitioner ci si allena parecchio nel riconoscere il canale preferenziale di chi abbiamo di fronte ed, in seguito, usarlo per generare empatia. Ad esempio, se una persona usa in modo preferenziale in sistema Visivo, per generare empatia è importante usare parole e predicati verbali legati al suo mondo.

Ad esempio: “Come si può vedere, questa situazione può essere chiarita quando tutti gli elementi sono messi in luce e la si osserva da un punto di vista più ampio”.

 

Se avessi di fronte un Cenestesico: “Come puoi percepire, questa situazione può essere compresa toccando con mano tutti gli elementi e alleggerendola di tutto quello che è un pesante zavorra”.

 

Se avessi di fronte un Auditivo: “Posso dirti che questa situazione è possibile renderla armoniosa quando tutto gli elementi cominceranno a suonarti bene come in un bel concerto e tutte le stonature verranno eliminate”.

 

Ho sottolineato le diverse parole calde che si usano in base ai diversi sistemi. Poi, quando si comprendono le basi di questo meccanismo, si va oltre e si comprende che i Sistemi Rappresentazionali sono presenti tutti (e non solo come erroneamente dicono molti che fanno PNL), ma sono messi in sequenza. Quando comprendi la strategia mentale del tuo interlocutore possiedi le chiavi per generare empatia molto velocemente.

 

Un altro passo importante è la comprensione del linguaggio del corpo. La CNV (Comunicazione Non Verbale) ti permette di comprendere in tempo reale le intenzioni del tuo interlocutore andando oltre le parole espresse perché il corpo non mente. Decodificare i segnali di gradimento e quelli di rifiuto (cioè quando dice “SI” e “NO” con il corpo) è come possedere una vista supplementare perché così è possibile sapere se chi abbiamo di fronte è realmente d’accordo con noi, se mente, se non gradisce quello che diciamo (o che dice lui stesso). Tutto questo ti permette di allineare la direzione della comunicazione per creare empatia e correggere quello che non funziona. Un’altra applicazione ulteriore è su se stessi: ad esempio, se mentre dico “Quanto amo il mio lavoro”, scuoto la testa come se dicessi “NO”, mi gratto il naso (scarico tensionale) o faccio un passo indietro (come se mi allontanassi), segnalo delle forte incongruenze. In pratica, razionalmente sono convinto di qualcosa che il mio inconscio non condivide. Tra i due quella che detiene più potere è la parte profonda. Infatti, quando decido di raggiungere un obiettivo devo sempre comprendere se è ecologico, ben formato e se tutto il mio sistema di convinzioni profonde è in sintonia. Altrimenti, rischio di lanciarmi in progetti che lascerò a metà, o che renderanno molto scontenta la parte profonda (cosa sconsigliata!). La parte sugli obiettivi è sempre un argomento stimolante in aula perché aiuta i corsisti a capire con molto anticipo se quello che si prefiggono è raggiungibile o se bisogna tarare nuovamente la meta ambita.

 

Uno degli argomenti più stimolanti e che in pochissimi abbiniamo alla PNL è l’Enneagramma. Questo sistema ci aiuta a comprendere rapidamente la personalità di chi abbiamo di fronte. In questo modo sappiamo in anticipo le parole calde che creano empatia, cosa fare, cosa evitare e qual è lo stile di comunicazione più idoneo per generare fascino. Si basa su 9 tipi di personalità e l’individuazione si basa sulla codifica della gestualità, la neurofisiologia e poche domande mirate sui criteri. La cosa che sorprende la maggior parte dei miei corsisti è che puoi comprendere il tuo interlocutore anche durante una normalissima conversazione, senza che ci si accorga che si sta usando il sistema. Nel Basic Practitioner mi limito ad esporre questo aspetto, ma chiaramente si tratta di un sistema molto potente per migliorare se stessi (comprensione dei propri punti di forza e di debolezza) e gli altri. Infatti, è ulteriormente ampliato nei corsi avanzati.

Immaginate per un attimo di aver la capacità di leggere nella mente del vostro interlocutore, di sapere le credenze, le sue convinzioni, i suoi comportamenti inconsci, se mente o dice la verità e di sapere in anticipo cosa fare per creare empatia. Questa non è fantascienza, ma è solo il risultato più basso che si raggiunge in un corso di PNL.

 

Quello più alto, invece, tocca aspetti legati alla padronanza del linguaggio. Non avete minimante idea quanto sia potente il linguaggio: non si tratta solo di mettere insieme le parole, ma, con alcuni accorgimenti, potete creare emozioni e generare empatia. Esiste una semantica precisa che vi permette di accedere alla parte profonda e di far passare determinate qualità nella comunicazione. L’esempio più semplice è l’uso del “NO”: se vi dico “non pensate a un cane che insegue un gatto”, cosa succede?

La prima cosa che accadrà sarà che penserete ad un cane e un gatto per poi smettere di farlo. Anche se vi ho detto di non farlo, la vostra mente non computa il “NO”. Compreso questo meccanismo, è possibile usarlo per far passare in maniera subliminale messaggi ben precisi. Ad esempio, se ho litigato con un amico e voglio generare in lui uno stato di accordo, posso dirgli: “Non voglio che tu sia d’accordo con me”. Questo messaggio razionalmente non va in contrasto con la sua volontà, ma a livello inconscio passa un messaggio diverso: “…voglio che sia d’accordo con me”. Naturalmente, esistono schemi più sofisticati e raffinati (ad esempio, comandi nascosti, legami linguistici, ricalco verbale e presupposti) affrontati in aula e che permettono una padronanza della comunicazione, anche la più difficile.

 

(continua…)

 

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vincenzofanelli@libero.it