La PNL e la storiella dei certificati

Una storiella che spesso gira nel mondo della PNL è

“Siamo l’unica scuola riconosciuta!!!! Solo noi diamo i certificati!!!!”.

“Ah…ma quello non è certificato da X, noi si!!!”.

 

Queste affermazioni rappresentano delle stupende violazioni del Metamodello (chi conosce la PNL sa di cosa sto parlando).

Bisognerebbe fare queste domande:

“Riconosciuto da chi? Cosa si intende per riconosciuto? Rispetto a quale altro istituto/ricercatore? Ecc.”.

 

Ci sono istituti che rilasciano i certificati di uno o dell’altro fondatore.

Altre scuole rilasciano certificazioni di altri ricercatori sia nazionali che internazionali.

Altre ancora rilasciano la propria certificazione in quanto scuole che operano da 20/30 anni nel mondo della PNL (l’esperienza parla più di ogni altro pezzo di carta).

 

Iniziamo con il dire che in Italia il fatto che un certificato sia dei fondatori o di un qualsiasi altro trainer, non ha nessuna importanza.

Questo per eliminare qualsiasi timore sulla valenza dei certificati.

 

Un altro punto è:

sei uno di quelli che crede che il valore di una scuola è comprovato dai certificati che rilascia o dalla preparazione dei docenti?

 

La PNL è abilità. Se una scuola crea esperti di PNL abili e con competenze al di sopra della media, è una scuola seria a prescindere dal pezzo di carta rilasciato.

Se un istituto forma persone con una preparazione appena sufficiente, ma con un bel certificatino da appendere, è una pessima scuola.

 

Quando andrai fuori avrai 3/4 marce in meno rispetto ad altri. Questo diventa rilevante se desideri diventare un coach:

non lavorerai per il fatto di essere certificato da tizio o da sempronio, ma solo per il passa parola e la tua efficacia con i clienti.

Uno più efficace di te, lavorerà più di te.

 

Quindi, non è questione di pezzi di carta, ma delle capacità che una scuola è in grado di farti sviluppare.

 

Ma andiamo con ordine.

 

La PNL è ormai una disciplina sviluppata da numerosi ricercatori che hanno ampliato enormemente il lavoro dei fondatori prendendo anche nuove direzioni.

Pensa che alcuni di questi sono persino italiani.

È vero che siamo un popolo di esterofili e che “americano fa più figo”, ma l’apprendimento della PNL non dipende da un certificato.

 

Purtroppo è anche vero che secoli di monarchia e di dominazioni varie hanno fissato nel nostro DNA un timoroso rispetto verso i titoli fino al punto che uno può essere un perfetto incapace, ma rispettato solo perché ha un titolo altisonante.

 

Se sei uno che si avvicina alla PNL (e PNL vuol dire rompere gli schemi), credo sia arrivato il momento di liberarsi di inutili strategie mentali.

 

Non di rado scambio due parole con allievi di altre scuole che pavoneggiano i loro maestosi certificati. Ignorano chi siano gli Andreas, Tad James, David Gordon (non è Flash Gordon, quello è un altro), ecc..

 

Ovviamente, non sanno che cosa siano il Quantum Linguistic, i Nuclei Profondi del Sé, le tecniche del modellamento del Sé degli Andreas e conoscono a mala pena qualche modello del Linguaggio Ericksoniano (giusto l’abc del ricalco e guida verbale, il resto è tabula rasa).

 

Pensano che essere un esperto di  PNL significhi conoscere Visivo, Auditivo, Cenestesico e il Rispecchiamento (ops, mirroring come amano gli esterofili).

Qui non siamo neanche all’abc della PNL.

 

Starai pensando:

“Fanelli, stai esagerando! Dai! Non è possibile che ci sia gente che pensa questo!”. 

Purtroppo, c’è…

 

Mi guardano stralunati come se parlassi di Pippo e di Nonna Papera. Ovviamente non è colpa loro: ricevono una formazione farcita di tante belle parole e pezzi di carta. Ma, sotto il vestito niente!

 

Questa ignoranza è comprensibile in un neofita o (al massimo) in un Practitioner di PNL, ma è piuttosto imbarazzante vederla in un Master di PNL (che dovrebbe saperne abbastanza).

 

Fortunatamente esistono scuole che rilasciano i cosiddetti certificati “americani” e offrono anche una formazione completa, ma abbondano anche quelle che badano più “alla carta da regalo” che al contenuto.

 

Fare formazione direttamente con i fondatori, con Robert Dilts o con Tad James è un’esperienza straordinaria.

Fare formazione con un loro allievo preparato ed esperto è un’esperienza altrettanto straordinaria.

 

Seguire un corso con un trainer che dimostra padronanza della PNL e forma allievi con abilità straordinarie a prescindere dal certificato rilasciato, non ha prezzo.

 

Diventa un’esperienza mediocre farla con uno che dà 4 nozioni in croce di PNL e giustifica il tutto con un pezzo di carta.

 

Pensi davvero che un certificato firmato da un personaggio titolato (senza mai averlo visto in aula) sia garanzia di qualcosa? I conti devi farli con chi realmente ti sta insegnando. Personalmente ritengo che se un docente o una scuola usa principalmente come argomento la storia delle certificazioni, vuol dire che non ha altri argomenti validi.

 

Ci credi che io, da allievo, non mi sono mai posto questo dilemma? Ho sempre pensato che una scuola deve mostrare il “saper fare”, non promettere pezzi di carta per convincere qualcuno ad iscriversi.

 

In PNL sono state sviluppate numerose tecniche proprio perché ogni individuo è diverso e bisogna imparare a comprendere quale usare in base alle situazioni e/o persone.

Quindi, più tecniche e approcci insegna una scuola, più aumentano le competenze dei suoi allievi.

 

Lo so, lo so…io ragiono in maniera troppo semplice, ma attento a non farti infinocchiare dai “ninja delle supercazzole”, ce ne sono davvero tanti. 

 

Concludo questo articolo dicendo che apprezzo le scuole che rilasciano qualsiasi tipo di certificato e che formano persone in maniera completa e competente.

Apprezzo un po’ meno quegli individui che pur di vendere un’iscrizione affermano di essere gli unici autorizzati e che, per questo motivo, gli altri valgono meno.

In questo modo ignorano scuole storiche italiane che iniziarono a insegnare PNL quando loro si contavano i brufoli allo specchio.

 

Questo è un ottimo test per valutare se le competenze della scuola che hai di fronte sono limitate o abbracciano tutto lo scibile umanamente possibile della PNL.  

 

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Certificazioni PNL in Italia

Un nodo cruciale, a volte, fonte di confusione è il discorso della certificazione. Spesso si equivoca sul fatto che solo i certificati firmati dai fondatori siano validi. Quindi, se questo ragionamento fosse valido, uno che insegna PNL dagli anni ’80 è meno efficace di uno che la insegna da un annetto, ma che rilascia un certificato firmato da uno dei fondatori.  Puoi renderti conto che, in questo caso, è un ragionamento poco sano. Il discorso è diverso se, oltre a rilasciarmi l’ambito certificato, il trainer ha una lunga e consolidata esperienza di insegnamento.

La PNL, nel corso degli anni, è stata sviluppata e arricchita anche da altri ricercatori. Anzi, se desideri diventare un professionista della PNL, il mio consiglio è di seguire più approcci in modo da arricchire le tue abilità. In linea di massima, più che la certificazione in sé, guarderei la “sostanza” di chi viene a fare docenza e la “qualità” dei contenuti insegnati; cercherei di capire da quanto tempo insegna, se lo fa professionalmente o sporadicamente, ecc.. In altre parole, guarderei se è davvero abile nell’insegnare la PNL. Quest’ultima non è qualcosa di tecnico: ha a che fare con lo sviluppo di abilità. Se il trainer non è abile, che diamine potrebbe mai insegnarmi?

Che il certificato sia firmato dai fondatori  o da altri trainer e ricercatori, da un punto di vista legale non conta: in Italia non è riconosciuto se non da chi conosce la PNL. Quindi, se pensi che con un particolare certificato invece che un altro, ti si apriranno le porte del mercato del lavoro, sei fuori strada: NON fare un corso di PNL per il pezzo di carta, ma per ampliare le tue abilità! Magari può essere un punto in più se l’azienda dove ti stai proponendo conosce e apprezza la PNL.

In alcuni sporadici casi, la certificazione è avvallata da qualche università e/o ha qualche sorta di riconoscimento istituzionale. Si tratta di casi isolati e di specifici accordi che i singoli istituti hanno preso con le istituzioni. Però, anche in questo caso “l’abito non fa il monaco”: a prescindere dal valore del pezzo di carta, verifica sempre il valore di chi insegna nel corso e se è in grado di trasferire le abilità nell’utilizzo della PNL.

Quando ho iniziato il mio percorso, me ne sono praticamente fregato del valore del pezzo di carta e di chi lo firmava. Ero interessato solo alla PNL, a migliorare la mia esistenza ed ero convinto della validità dei trainer che avevo scelto. In qualche modo avevo già compreso che la cosa più importante da valutare era il docente in quanto tale e non come erogatore di certificati.

La scelta della scuola e del trainer sarà affrontata in un altro articolo.