5 Segreti della PNL per il Successo – Video

Quali sono i segreti per avere successo sia nella vita privata che nel lavoro? La Programmazione Neurolinguistica (PNL) fornisce molteplici strategie per raggiungere gli obiettivi desiderati.

Uno dei segreti più importanti è essere flessibili. Chi ha successo, ha la grande dote di sapersi adattare agli eventi. Queste persone non credono nel fallimento, ma nel feedback. Cosa significa quest’ultima frase? In altre parole, quando le cose non funzionano, prendono in considerazione solo quello che ha funzionato, elaborano nuove strategie e NON ripetono quello che NON ha funzionato.

Questa verità che potrebbe sembrare scontata, in realtà viene disattesa dalla maggior parte della gente che non riesce ad avere successo. Infatti, queste persone ripetono inutilmente gli stessi comportamenti anche se questi portano a insuccessi. E’ come se sperassero in un intervento divino senza prendere in mano la propria vita.

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I 5 SEGRETI DELLA PNL PER AVERE SUCCESSO 

 

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Modellamento e PNL Video

Il Modellamento nella PNL è un argomento cruciale dato che è il cuore della disciplina stessa. Si basa su uno dei presupposti della PNL:

 

“Se esiste al mondo anche una sola persona in grado di fare una determinata cosa, anche noi possiamo farla modellando le sue strategie”.

 

Non si tratta di semplice “scimmiottamento” (anche se alcuni, sbagliando, dicono il contrario), ma di estrazione dei Livelli Logici di chi si desidera modellare adattandoli al nostro modello del mondo: non si può modellare qualcuno in contrasto con la nostra “mappa” (più che altro, farlo non sarebbe ecologico).

 

Imparare il Modellamento significa ampliare la propria visione del mondo; invece, chi resta rigidamente attaccato alle proprie idee e strategie (pur non ottenendo grandi risultati), è destinato a ripiegarsi su se stesso.

 

Robert Dilts, uno tra i più grandi ricercatori di PNL, usa una splendida metafora per far comprendere l’essenza del Modellamento: se due persone si scambiano una moneta ciascuno, alla fine dello scambio avranno una moneta per uno; se si scambiano un’idea ciascuno, alla fine ognuno avrà DUE idee.

 

Flessibilità, apertura verso altre “Mappe del Mondo” e voglia di mettersi in discussione sono alcuni degli ingredienti che possiedono le persone che hanno successo nella vita (e quando parlo di successo, mi riferisco alla sua accezione più ampia).

 

Se vuoi saperne di più, guarda il video gratuito.

 

 

 

Programmazione Neurolinguistica (PNL) video

Programmazione Neurolinguistica (PNL), cos’è? La PNL è una disciplina nata recentemente (negli anni settanta) in America.

 

La Programmazione Neurolinguistica si occupa di eccellenza personale e nasce dal modellamento di chi riesce a raggiungere con successo gli obiettivi.

 

La PNL è abilità: non è possibile apprenderla realmente senza la pratica.

 

Spesso sento dire: “Aaaa…conosco la PNL ma non funziona. Ho letto molto libri!”.

 

Questa affermazione “certifica” chi non ha capito nulla di Programmazione Neurolinguistica: senza la pratica, l’esperienza diretta e il costante misurarsi con successi e tentativi meno brillanti, non è possibile apprendere questa disciplina.

 

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Ancoraggi nella PNL: richiamare l’eccellenza

Gli ancoraggi nella PNL (Programmazione Neurolinguistica) sono uno degli strumenti più semplici per richiamare stati di eccellenza attingendo dal passato.

 

Cosa sono gli ancoraggi?

 

Si tratta di interruttori neuro-emozionali, neuro-associazioni, che generalmente si creano naturalmente: annusiamo un profumo e ricordiamo una determinata persona; ascoltiamo un brano musicale e piombiamo nel passato; vedere un particolare modo di gesticolare può ricordaci una persona (simpatica o antipatica).

 

I pubblicitari usano tantissimo queste neuro-associazioni: ad esempio, mettono una colonna sonora particolare mentre l’auto pubblicizzata sfreccia su una strada. La musica rievoca un’emozione particolare (che loro hanno ben studiato) e inconsciamente sarà abbinata al veicolo. Oppure, in alcuni fast-food esiste una particolare combinazione di odori che generalmente stimola l’appetito.

 

Quindi, alcuni usano ancoraggi naturali per spingere i consumatori verso i loro prodotti. Gli ancoraggi non sono stati inventati dalla PNL, semplicemente  la PNL li studia.

 

Una delle applicazioni più interessanti consiste nel creare interruttori emozionali per attivare stati potenzianti quando più ci servono. Ad esempio, devo incontrare un cliente, sono giù e vorrei cambiare stato. È possibile “lanciare” un’ancora e accedere ad uno stato motivante.

 

Come è possibile farlo?

 

Segui le istruzioni:
1)    Chiudi gli occhi e rilassati su una poltrona o su un letto
2)    Pensa ad uno stato emozionale che vorresti ancorare
3)    Torna con la mente ad un momento del passato in cui lo hai provato
4)    Quando provi lo stato, stringi un pugno della mano (fase di ancoraggio).
5)    Ripeti il punto (4) e (5) diverse volte
6)    Pensa ad altro per qualche istante
7)    Ora, stringi nuovamente il pugno e nota se lo stato torna automaticamente
8)    Se non torna, ripeti con maggiore attenzione i punti (4) e (5)

 

L’ancora andrebbe potenziata e rafforzata ogni giorno. Più il gesto è inusuale, più l’ancora è potente e persistente. In questo modo potrai usare a piacimento questo stato quando più ne hai bisogno.

 

Questa è una della applicazioni più semplici riguardante l’ancoraggio; utilizzi avanzati e più potenti vengono generalmente insegnati nei corsi professionali di PNL.

PNL e modellamento dell’eccellenza

Il modellamento è un processo che si basa essenzialmente sullo scambio di idee. Quando due individui scambiano le loro esperienze e abilità, dopo il loro incontro, risultano più ricchi di prima.

 

Se esiste un particolare individuo che possiede specifiche capacità che ci interessano, grazie al modellamento possiamo “estrarle” e apprenderle.

 

Se incontriamo una persona affamata possiamo decidere di darle 10 euro in modo da potersi nutrire, ma la soluzione è solo temporanea. Se, invece, decidiamo di insegnarle una professione (sempre che lei lo voglia) le diamo la possibilità di sfamarsi per tutta la vita e non per un giorno soltanto. 

 

Ma cosa indichiamo con il termine “modello”? Si indica una descrizione o analogia atta a segnalare qualcosa di non osservabile o un sistema di presupposti, informazioni e inferenze presentato come una rappresentazione formale di un’entità o situazione.  


Come funziona il modellamento nella PNL?

Parte dalla comprensione del comportamento umano per esaminare i processi che ne sono la base e apprenderli. Ne deriva un parametro di riferimento, utile per insegnarlo ad altri. Ad esempio, in ambito aziendale o sportivo si fanno ripetere, a chi è inesperto, una serie di comportamenti specificandone le fasi. In questo modo è possibile apprendere una strategia fornita da chi ha già raggiunto significativi successi nell’abito di interesse.
Generalmente non si prende ad esempio un singolo individuo, ma un più ampio numero di comportamenti o esempi che hanno prodotto il medesimo risultato. Ad esempio, nella PNL si utilizzano alcune tecniche come la “Time Line” per trasformare blocchi emotivi. Per raggiungere il risultato e perfezionare il sistema, sono stati esaminati più casi con esito positivo e non un singolo esempio. 

 

Inoltre, una volta estratto il processo, deve essere formalizzato e applicato in ambito diverso. Ad esempio, posso modellare una strategia per guidare un team di regata e applicarla (contestualizzandola) in ambito aziendale.
Naturalmente il linguaggio, con cui ci esprimiamo, non descrive mai la struttura profonda: il “pezzo” originale subisce generalizzazioni, cancellazioni e deformazioni che ne alterano la forma. Per accedere alla struttura profonda, bisogna utilizzare dei linguaggi di precisione (Metamodello). Grazie ad esso, è possibile individuare le violazioni che “nascondono” il messaggio originale. 


In che modo si esamina un individuo che si desidera modellare?
Per creare modelli efficaci non basta la semplice emulazione, ma bisogna esaminare differenti livelli di informazione. Ad esempio, che influenza esercita l’ambiente esterno sulla persona che intendiamo modellare (quando e dove agisce). Naturalmente si prende in considerazione anche l’impatto che, a sua volta, genera l’individuo sull’ambiente.

Un altro livello di informazioni si riferisce al “cosa fa” esattamente, ovvero i comportamenti specifici (schemi lavorativi, relazionali e interattivi riferiti a situazioni e/o persone).
Inoltre si esaminano le capacità intellettuali e cognitive, i suoi valori e convinzioni (cosa “crede” in merito al proprio ambiente, in merito a se stesso, al suo lavoro ecc.). In altre parole, si esamina tutta la struttura dei suoi livelli logici (ambiente → comportamento → capacità → convinzioni/valori identità → spiritualità). 

 

Voglio concludere questo breve articolo (per approfondire il tema vi rimando alla lettura del libro “Creare modelli con la PNL” di Robert Dilts – Astrolabio) citando una frase di Robert Dilts che, grazie ad una metafora, spiega l’essenza del modellamento: se due individui si incontrano e si scambiano un dollaro, dopo il loro incontro avranno sempre un dollaro a testa. Se gli stessi individui scambiano un’idea, dopo il loro incontro avranno due idee ciascuno.

 

Questa frase dovrebbe far riflettere anche su quanto sia importante scambiare informazioni e comunicare all’interno di un team invece di trincerarsi dietro le proprie idee e pregiudizi.