Il Linguaggio della Mente: come la PNL cambia le Emozioni con le parole

Le parole sono molto più che semplici suoni: sono strumenti capaci di modellare emozioni, pensieri e percezioni. Ogni parola che usiamo per descrivere noi stessi o il mondo intorno a noi è come una pennellata che disegna la nostra realtà. Eppure, molti di noi non sono consapevoli del potere che le parole hanno nel definire il nostro stato d’animo, le nostre relazioni e i nostri successi. La Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) si focalizza proprio su questo potere del linguaggio e su come possiamo usarlo per prendere il controllo della nostra vita, trasformando pensieri ed emozioni in risorse positive.

La PNL studia le parole che diciamo e che ci diciamo, rivelandoci un mondo di potenzialità inespresse. Attraverso tecniche mirate, ci insegna a scegliere consapevolmente ogni frase per creare un dialogo interiore che ci sostiene e ci guida verso la realizzazione dei nostri obiettivi. In questo articolo, scoprirai come la PNL possa aiutarti a cambiare il tuo linguaggio e, di conseguenza, le tue emozioni.

Ogni parola che scegliamo porta con sé un’energia, una vibrazione che influenza il nostro stato d’animo. Quando ripetiamo frasi come “sono incapace” o “è troppo difficile”, il nostro cervello inizia a credere che quella sia l’unica realtà possibile. Al contrario, frasi come “imparo da quello che mi accade” o “non esiste l’errore ma solo feedback” costruiscono uno stato mentale positivo, alimentando la fiducia in se stessi e la motivazione.

La PNL lavora sul linguaggio positivo per trasformare il dialogo interiore e renderlo una risorsa di potenziamento. Questo processo di “riprogrammazione” non significa negare la realtà, ma scegliere di guardare ogni situazione con una prospettiva che incoraggia il cambiamento e la crescita. Il linguaggio positivo può essere considerato come una palestra mentale: più alleniamo la mente con pensieri costruttivi, più facile diventa raggiungere risultati concreti.

La PNL offre una serie di strumenti per coltivare un linguaggio che supporti il nostro benessere e la nostra efficacia. Ecco alcune delle tecniche principali:

Parole Potenzianti: scegliere frasi che valorizzano le risorse interne e che sostengono il nostro senso di autoefficacia. Parole come “riesco”, “scelgo”, “imparo” attivano il cervello a considerare nuove possibilità.

Ristrutturazione Linguistica: Questa tecnica permette di modificare le frasi limitanti in affermazioni di apertura. Ad esempio, sostituire “è impossibile” con “prima o poi trovo la soluzione” o “prima o poi vinco” crea un mindset più flessibile e aperto alle possibilità.

Ancoraggio Verbale: Alcune parole sono particolarmente potenti nel richiamare stati d’animo specifici. Usare parole che evocano calma, sicurezza o determinazione permette di influenzare positivamente il nostro stato emotivo.

Uno degli strumenti più potenti della PNL è il “Metamodello”, una tecnica linguistica che permette di analizzare e smontare il linguaggio limitante. Quando diciamo frasi come “Non riesco mai a fare nulla di buono” o “Tutti sono contro di me”, stiamo inconsapevolmente costruendo barriere che ci separano dal nostro vero potenziale.

Il Metamodello ci aiuta a riconoscere questi schemi limitanti, a identificarli e a riformularli grazie a specifiche “parole allarme” e contro-domande che puntano a smontare le frasi stesse.

Deformazione: frasi come “Nessuno mi apprezza” sono distorsioni della realtà. Con il Metamodello, possiamo riformularle chiedendoci “Come faccio a saperlo? È vero che nessuno mi apprezza o ci sono persone che mi supportano?”
Generalizzazione: espressioni come “Fallisco sempre” sono generalizzazioni che ci portano a vedere la vita in bianco e nero. Con il Metamodello, possiamo decostruirle chiedendoci “Sempre sempre? Ci sono state volte in cui ho avuto successo?”
Cancellazione: “Loro sono più bravi” è una cancellazione del comparativo. Chiedendoci “Rispetto a quali altri sono più bravi?” possiamo scoprire che in fondo, non è così vero.

Il Metamodello è molto più potente e complesso rispetto agli esempi sopra riportati, ma rendono l’idea del suo funzionamento: ci si allena farsi le domande giuste ogni volta che ci scappa qualche affermazione negativa su se stessi. In questo modo metti in crisi il sistema di convinzioni limitanti.

La PNL, poi, utilizza la “ristrutturazione” per prendere una situazione percepita come negativa e reinterpretarla da un’angolazione più positiva. Questo non significa ignorare le sfide, ma scegliere di guardarle con occhi diversi. Ad esempio, una frase come “Questa presentazione mi spaventa” può essere riformulata come “Questa presentazione è una sfida”.  Questa semplice modifica cambia lo stato emotivo, trasformando la paura in una spinta motivazionale.

Attraverso la ristrutturazione linguistica, la PNL ci aiuta a prendere coscienza di come interpretiamo le situazioni e ci offre strumenti per cambiare prospettiva. Con la pratica, possiamo costruire un repertorio di pensieri positivi che rafforzano il nostro equilibrio emotivo e la nostra capacità di adattamento.

La PNL non si limita al dialogo interno, ma amplia le competenze comunicative con gli altri. Quando impariamo a scegliere parole che costruiscono fiducia, empatia e apertura, le nostre relazioni migliorano. Con la tecnica del “rapport”, ad esempio, possiamo stabilire una connessione immediata con l’interlocutore, creando un clima di cooperazione e ascolto reciproco.

Il “rapport” è un’abilità fondamentale per chiunque voglia costruire relazioni autentiche. La PNL ci insegna a osservare i segnali verbali e non verbali del nostro interlocutore e ad adattare la nostra comunicazione per creare sintonia. Imparare a calibrare la propria voce, postura e linguaggio è un’arte che può fare la differenza sia nelle relazioni personali che professionali.


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Metamodello: oltre la superficie – Video gratuito

Come è possibile trovare le credenze limitanti e le resistenze interne responsabili di stati interiori negativi e comportamenti indesiderati?

È sufficiente usare le tecniche di Programmazione Neurolinguistica (PNL) alla rinfusa sperando di beccare il punto giusto o è necessario utilizzare qualche tipo di strumento linguistico in grado di individuare il “punto” esatto sul quale utilizzare le tecniche?

Il Metamodello è lo strumento “principe” che permette di andare oltre la struttura superficiale, oltre le semplici transazioni verbali generiche, accedendo alle credenze e resistenze interiori.

Ovviamente, non si tratta di capire “perché” si è creato un problema, ma semplicemente di evidenziare il punto esatto sul quale lavorare.

Il Metamodello si occupa di 3 processi principali: Generalizzazione, Cancellazione e Deformazione.

Guarda ora il video gratuito.
METAMODELLO: oltre la superficie – lezione 4 di PNL
Se non visualizzi il video, guardalo direttamente su YouTube grazie a questo link
https://youtu.be/XxvPFEhJlgM

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Ricchezza e credenze limitanti

In questo periodo è facile sentir dire “E’ tutto fermo”, “Non si incassa”, “Non si trova lavoro”, ecc..

 

Si tratta di frasi che hanno un fondamento, non è che la gente se le sogna la notte. Ovviamente, vi è una situazione economica particolare, ma oggi voglio darti una notizia che (forse) potrebbe cambiare qualcosina della tua esistenza: se credi a quelle frasi finirai anche peggio.

 

Il mio ambito di studio si occupa particolarmente delle credenze profonde. Non esiste nulla di potente o di più distruttivo di una credenza. Un’idea è un virus che ti entra dentro e si espande senza controllo. Una volta “cementificata” dentro di te è già troppo tardi perché ti dirà cosa è reale e cosa non lo è. Sembra fantascienza? Non lo è…e chi cerca di fartelo credere è solo qualcuno che cerca di avere un vantaggio su di te.

 

Le credenze (positive e negative) arrivano prevalentemente dai nostri genitori. Ad esempio, idee come “I soldi si guadagnano con difficoltà”, “Solo i delinquenti diventano ricchi” o “Le persone oneste guadagnano quanto basta per vivere”, sono idee magari suggerite da un genitore. Queste si radicano “cancellando” e “deformando” le esperienze di vita fino a renderle confacenti alla credenza stessa.

 

Mi spiego meglio. Supponiamo che uno creda “Chi guadagna tanto è una persona losca”.

 

Questo individuo “cancellerà” (non vedrà letteralmente) tutte quelle possibilità di guadagno oneste. In questo modo, la credenza si preserva (solo i delinquenti si arricchiscono).

Nel momento in cui nota una possibilità di guadagno onesta, potrebbe deformare la realtà: “Chissà cosa c’è sotto!”.

 

Non ha nessuna prova che sia qualcosa di losco, ma deforma la realtà per preservare la credenza. Da questo meccanismo non se ne esce con il semplice pensiero positivo.

Cancellazione e Deformazione sono due processi assolutamente utili, ma in questo caso diventano distruttivi per “difendere” la credenza.

 

Li spiego in questi due video

 

 

Naturalmente, non sono solo i nostri genitori ad inculcarci le credenze dato che loro hanno un ruolo solo nella prima parte della nostra vita. Poi ci pensano i media (dovremmo vedere davvero meno TV), la società, la scuola, gli amici e le esperienze di vita in generale.

 

Ora, perché ricchezza e credenze sono collegate? Mi sembra ovvio: a prescindere dall’oggettiva situazione economica, se uno ha anche qualche belle credenze limitante non vedrà le opportunità per uscirne perché cancellerà e deformerà l’esperienza. Non è che eliminando le credenze limitanti improvvisamente piovono soldi dal cielo, ma si ha una “visione della realtà” meno condizionata e in grado di cogliere le occasioni.

 

In conclusione, il mio consiglio è di diventare più consapevoli di queste convinzioni e di eliminarle. E’ possibile farlo con grande forza di volontà e mettendole in discussione: devi provare a te stesso che non sono vere. Questo significa avere una grande capacità di mettersi in discussione.

 

Oppure è possibile lavorarci con la Programmazione Neurolinguistica (PNL). Quest’ultima non solo è in grado di scovarle con estrema facilità grazie al Metamodello, ma ha diverse tecniche per eliminarle definitivamente.

 

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LA CALAMITA DELLA RICCHEZZA

5 brani subliminali

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Il Metamodello

Il Metamodello è uno degli strumenti più odiati e più utili della PNL. Il più odiato perché complesso e da imparare a memoria (in realtà, basta solo molta pratica); il più utile perché senza la padronanza dello stesso, il piennellista perde il 99% della sua efficacia.

 

Ma di cosa si tratta? È un modello linguistico di precisione (nato dalla Linguistica Trasformazionale) utile per accedere alla struttura profonda.

 

La comunicazione quotidiana è una rappresentazione sintetica di quello che c’è nel profondo e spesso i messaggi sono incompleti.

 

Il Metamodello si occupa di tre processi:

 

  • Generalizzazione
  • Cancellazione
  • Deformazione

 

 

GENERALIZZAZIONE: quando uno o pochi elementi finiscono per rappresentare tutta la realtà del soggetto. Ad esempio, la prima volta che (da piccoli) abbiamo visto aprire una porta abbassando la maniglia, abbiamo GENERALIZZATO che tutte le porte si aprono in quel modo. Quindi si tratta di un processo utile perché ci evita di dover studiare ogni volta una porta per poterla aprire.

Questo processo può divenire limitante se, ad esempio, generalizzo che una mia amica è sempre scorbutica con me. Magari su 10 volte che ci incontriamo, 4 volte è scorbutica, 6 volte è affabile. Però potrei generalizzare “Tutte le volte è intrattabile”. Questo diventerà un limite per la nostra relazione.

 

CANCELLAZIONE: si tratta di un altro importante processo che permette di ridurre il mondo in “piccole fette” gestibili. Razionalmente non riusciamo a computare tante informazioni per volta (Legge del 7+-2). Se sono ad una festa in cui vi è musica, voci e rumore, per poter ascoltare chi ho di fronte dovrò “cancellare” tutto quello che ho attorno per concentrarmi solo su quello che mi interessa. Lo facciamo inconsciamente. Anche questo, come puoi notare, è un processo importante.

Il rovescio della medaglia consiste nel fatto che spesso “Cancelliamo” informazioni importanti. Tornando all’esempio di sopra (l’amica scorbutica) supponiamo che qualcuno mi dica: “Ma altre volte è affabile con te!”. Io potrei candidamente e in perfetta buona fede rispondere: “Non è così! Non mi ricordo neanche una volta in cui lo è stata”. In altre parole, si vive in una visione tunnel in cui la credenza che regge il gioco “cancella” tutto quello che va contro.

 

DEFORMAZIONE: è un processo che coinvolge la creatività. Le invenzioni e l’arte sono il frutto di questa abilità umana: deformare la realtà per creare qualcosa che non esiste. Ad esempio, se devo incontrarmi con qualcuno, posso simulare nella mia mente il possibile dialogo in modo da prepararmi all’incontro. Quindi, anche questo processo è FONDAMENTALE. Però, posso crearmi un “film mentale” positivo o negativo. Posso immaginare che il dialogo andrà bene, oppure che il mio interlocutore si annoierà o che si arrabbierà con me.

I films mentali hanno il potere di condizionare la nostra vita “suggestionandoci” verso la realtà immaginata.

 

All’interno di queste 3 classi, vi sono diverse sottoclassi (Quantificatori Universali, Operatori Modali, Verbi non Specificati, Lettura della Mente, Perfomativo Mancante, ecc). Ad esempio, è vero che esiste la Generalizzazione, ma al suo interno vi sono Quantificatori Universali e Operatori Modali.

Forse ora capisci perché a molti piennellisti non piace: bisogna studiarselo seriamente e imparare le diverse domande di confrontazione per accedere alla struttura profonda celata dietro la frase.

Ad esempio, supponiamo che qualcuno venga da me per avere una mano. Mi dice che non riesce più ad avere una relazione seria con una donna perché “Tutte le donne sono uguali”. Questa frase è la partenza per accedere alla struttura profonda. In questo caso mi trovo di fronte ad una generalizzazione, nello specifico “Quantificatore Universale” identificato da “tutte”.

 

La confrontazione, in questo caso, si opera ripetendo il Quantificatore Universale emerso e con domande specifiche: “Tutte, tutte? Non ci è mai stata una volta in cui hai incontrato una donna diversa dalle altre? Non ne esiste al mondo anche sola una diversa ?”.

 

È lampante che la frase in questione (tutte le donne sono uguali) è irreale, però tramite le domande bisogna fare in modo che:

a) se ne renda conto

b) emerga il vero problema

 

Nel primo caso, grazie alla magia del Metamodello, potrebbe risolversi il problema; nel secondo caso si potrebbe individuare il nocciolo del problema e/o la credenza celata.

 

Conoscere molte tecniche della PNL serve a poco se non si possiede la padronanza del Metamodello. Questo spiega anche perché ci sono tanti piennellisti poco capaci.

Purtroppo ho conosciuti alcuni colleghi che credono che il Metamodello si risolva in una sola domanda: “Cosa intendi specificatamente?”. Non è così: ci sono differenti domande in base alla diverse violazioni.

 

Infine, vorrei dire che il Metamodello non è un generatore di Rapport, non crea empatia. per questo motivo non bisogna abusarne durante la normale comunicazione. Immagina di avere un amico che ad ogni tua affermazione dica:

 

“Ma cosa intendi?”, “Ma sempre, sempre?”, “Come fai a saperlo”, “Rispetto a quale altro?”, ecc..

 

Mi sembra ovvio che un individuo di questo genere salirà in cima alla lista dei più odiati! Personalmente lo uso durante le sessioni di coaching (senza esagerare) e per gestire le obiezioni. Infatti, questo strumento è utile per spezzare obiezioni e “muri”.

 

 

Libro consigliato

La struttura della Magia di John Grinder, Richard Bandler (Astrolabio)

La Struttura della Magia

Il Virus delle Idee

Le idee sono un virus. Non c’è solo l’influenza in giro ma anche le opinioni di chi ci circonda e dei media. Pensiamo che le parole siano solo qualcosa di etereo, ma nessuno ci hai mai detto che “più ripeti (o ti ripetono) una cosa, più questa si fa spazio nella tua mente”. Oppure: “Più ripeti una bugia, più diventa una verità”.

 

Le idee persistenti e ripetute entrano nella nostra parte profonda e, nel bene e nel male, ci contagiano. Non si tratta di una semplice pensiero, ma qualcosa di fisico, di un nuovo schema neurologico che decide di “piantare le tende” nella tua mente.

 

Così può nascere una bella credenza (potenziante o limitante) e da quel momento in poi la tua esistenza sarà condizionata da essa: cancellerai e deformerai informazioni per non contraddirla mai.

 

Ad esempio, se credi che “l’amore non esiste”, inconsciamente cancellerai tutte quelle situazioni in cui si dimostra che esiste. Quante volte ci capita di “non vedere” determinate cose (anche se sotto i nostri occhi) mentre per altri sono lampanti?

 

Può succedere che qualche amico ci aiuti a notare coppie in cui l’amore esiste. Però la nostra affermazione potrebbe essere, ad esempio: “Lei lo fa solo per interesse” o “E’ l’eccezione che conferma la regola”. In altre parole si Deforma la realtà (senza un riscontro oggettivo) per mantenere il modello limitante.

 

Sono anni che cerco di far capire alla gente quanto le credenze possano essere il nostro paradiso o il nostro inferno personale. Il bello è che molta gente preferisce stare in mezzo alle fiamme piuttosto che cambiare questi elementi. Questo avviene perché le credenze (comprese quelle limitanti) ci dicono cosa è reale e cosa non lo è. Quindi, molti non vogliono mettere in discussione un modello limitante perché credono che sia REALE e non soggettivo.

 

Durante le sessioni coaching cerco di far capire che per ottenere un forte e persistente cambiamento bisogna abbattere questi limiti. Purtroppo alcuni pensano che si possa cambiare drasticamente senza mettersi in discussione, semplicemente facendo un corsettino. Insomma,  alcuni cercano “la pillola magica”.

 

Nel corso degli anni ho finalmente affinato una tecnica veloce ed efficace per ribaltare per sempre una credenza, ma  di questo te ne parlerò in un’altro articolo.

 

Vorrei concludere dicendo che non bisogna dare per scontate le parole e le idee che ci arrivano perché hanno molto più impatto di quanto possa pensare. È anche vero che ci sono persone più “impermeabili” e altre più suggestionabili.

 

Un consiglio: mai prendere per oro colato quello che ci viene detto, a prescindere dalla fonte. Un sano dubbio può essere un’inaspettata ancora di salvezza.

Avere Successo: il problema delle Credenze Limitanti

Avere successo, esiste il segreto per avere successo?

 

Quali sono le credenze delle persone di successo? A cosa non credono gli individui che riescono a far fluire l’abbondanza nella loro vita?

 

Premesso che i soldi non crescono sugli alberi e che nella vita bisogna impegnarsi per guadagnarli, anni fa ho iniziato un processo di modellamento riguardante persone che riescono a guadagnare in maniera (relativamente) facile e che hanno quasi sempre successo nelle loro imprese.

 

È facile chiudere il discorso dicendo:

 

“Sono figli di gente ricca” o “hanno avuto fortuna”.

 

Pensa a quanta gente parte da zero e, grazie ad un’idea brillante, ha successo.

 

Il mio lavoro si è concentrato sull’aspetto delle credenze soggettive “negative” relative al denaro che, di fatto, tendono a cancellare e deformare tutte le informazioni che vanno contro le stesse.

 

Le credenze non sono semplici pensieri, ma “pilastri” interiori che ci dicono cosa è reale e  cosa non lo è. Una cosa è dire:

 

“Credo che se metto la mano sul fuoco, mi brucio”.

 

Questa è una credenza OGGETTIVA che il caso di tenersi.

 

Un’altra cosa è dire:

 

“Credo che solo i disonesti possano essere ricchi”.

 

Questa è una credenza soggettiva perché in giro c’è un sacco di gente onesta che è benestante. Chi aderisce a una credenza di questo genere “cancellerà” le persone oneste (di successo) così da mantenere salda la convinzione.
Inoltre, questa credenza lo boicotterà in maniera più o meno inconsapevole in tutte quelle attività che potrebbero renderlo più ricco perché, se si reputa una persona onesta, non può diventare ricco. Quando “scavalcherà” questo limite, potrà farlo.

 

Questo può avvenire grazie ad eventi eclatanti che mettono in crisi la vecchia credenza. Ad esempio, un amico gli dimostra in maniera incontrovertibile che è possibile diventare ricchi onestamente.

 

Il risultato quale sarà? Certo, non pioveranno soldi dal cielo…mi sembra ovvio! Però il suo focus sarà più ampio e in grado di notare attività e possibilità che permettano maggiori introiti. 

 

È questa la grande differenza che esiste tra chi vorrebbe guadagnare di più ma non ci riesce e chi non incontra grandi ostacoli: le credenze.

 

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che vi è anche un problema di abilità, di formazione personale, esperienza ecc..

 

Sicuramente le abilità (cioè il saper fare determinate cose) sono importanti. Spesso, però, accade che due persone con la stessa formazione e potenziali abilità producano risultati diversi proprio grazie alla diverse credenze personali. Poi, mi sembra ovvio (e sensato) che una persona che decide di lanciarsi in un determinato ambito (ad esempio, la ristorazione), deve sviluppare abilità ed esperienza nel settore prima di fare qualsiasi passo. Non basterà lavorare sulle credenze.

 

Farlo solo perchè si è “convinti di avere successo” e senza nessuna esperienza in merito, è da irresponsabili!

 

Mi rendo conto che in un periodo economico come questo non è semplice liquidare la faccenda parlando semplicemente di “credenze”. Vi sono i problemi oggettivi, ma una convinzione limitante tende a non far intravedere altre soluzioni al problema.

 

Ad esempio, se una persona è convinta che “il denaro è difficile da guadagnare” o che “si guadagna facilmente solo in maniere disonesta”, tenderà a cancellare tutte le informazioni relative a possibilità inerenti guadagni più semplici e onesti.

 

È un po’ come quando uno è convinto che “l’amore non esiste”: cancellerà tutti quegli esempi in cui si dimostra il contrario. È un modo per non contraddire la credenza.

 

 
Come ho detto in precedenza, è possibile supere il processo di “cancellazione”; però potrebbe innescarsi quello della deformazione, l’ultimo baluardo di difesa della credenza. In altre parole si può alterare la realtà percepita (deformarla) per non contraddire il modello al quale si aderisce.

 

Ad esempio, un amico dimostra in maniera incontrovertibile che si può guadagnare tanto in maniera onesta; il soggetto potrebbe deformare l’informazione dicendo: “E’ solo fortuna!”. In questo modo torna al punto di partenza rafforzando la convinzione limitante.

 

 

 

Schema dei processi di Cancellazione e Deformazione

 

 

Cancellazione e Deformazione sono due processi naturali e indispensabili.

 

Infatti, se siamo ad una festa, vi è molta musica, gente che parla e desideriamo parlare con un amico, inconsciamente “cancelliamo” tutto il resto per focalizzarci sulle sue parole. Non possiamo processare simultaneamente tutte queste informazioni. Quindi, la Cancellazione è un processo importante. Come ho già detto in precedenza, ha anche una retroscena spiacevole se legato ad un credenza limitante.

 

La Deformazione, invece, è un processo legato alla creatività: se dobbiamo incontrare qualcuno per la prima volta, possiamo anticipare nella nostra mente l’incontro in modo da prepararci alle possibili domande e risposte. Come puoi notare, si tratta di un processo importante e che permette le realizzazioni artistiche ed invenzioni (vedere con la mente qualcosa che ancora non c’è). Possiamo, però, anche crearci dei film mentali negativi che ci condizioneranno durante l’incontro. Quindi, la Deformazione (come la Cancellazione) ha risvolti positivi e negativi.

 

Per comprendere come una credenza (positiva o negativa che sia) influenzi la nostra vita, ricorrerò alla “piramide dei livelli logici”.

Questo schema è molto utile per estrarre i vari livelli sia nel modellamento di una particolare performance, sia per individuare problematiche all’interno di un processo. Il livello più basso è meno importante rispetto a quello più alto. Ad esempio, Ambiente è meno importante di Comportamento. Questo significa che per risolvere un problema al livello di Ambiente, si può agire su Comportamento. Allo stesso tempo non si può risolvere un problema di comportamento semplicemente intervenendo sull’Ambiente.

 

Facciamo un esempio concreto per comprendere questi livelli.

 

Una persona non riesce a lavorare bene.

 

– Ambiente: Dove e quando lavori? Come è organizzato il tuo posto di lavoro? Vi sono distrazioni?
– Comportamento: quali comportamenti metti in atto? Vi sono dei comportamenti  non costruttivi che metti in atto (o costruttivi che non metti in atto) che limitano le tue performance?
– Capacità: come svolgi il tuo lavoro? Che abilità hai o dovresti acquisire per migliorare le tue performance?
– Credenze: cosa credi in relazione al tuo lavoro? Perché non ce la fai?

 

Mi fermo qui perché in questo articolo parliamo di credenze.

 

Se vi è un problema a livello di Ambiente, è possibile risolverlo facilmente: si riorganizza la postazione di lavoro, gli orari ecc..

 

Se vi sono problemi a livelli comportamentale, si lavora eliminando comportamenti non costruttivi e adottandone nuovi (magari ispirandosi ad un modello vincente).

 

Se vi sono problemi legati alle Capacità (ovvero, mancano determinate abilità), si possono acquisire, ad esempio, tramite la formazione.

 

Le cose si complicano quando parliamo di Credenze perché queste influenzano a cascata tutti i livelli appena esaminati. Ad esempio, se uno è convinto che “I soldi si guadagnano difficilmente”, limiterà le sue abilità, i suoi comportamenti e avrà una percezione limitata/distorta dell’ambiente che lo circonda.

 

Per saperne di più:

CREDENZE DA RICCHI: http://www.piuchepuoi.it/rep/credenzedaricchi.php

 

Credenze da Ricchi