La Legge dell’Attrazione – conferenza online

La Legge dell’Attrazione funziona realmente oppure è un falso mito? Quanto incide l’inconscio nel funzionamento della Legge dell’Attrazione? Quali sono le regole per farla funzionare realmente?

 

A questi ed altri interrogativi rispondo nella conferenza andata in onda in streaming su Youtube  giovedì 8 Maggio dalle 22,00 alle 23,00.

In molti trattano l’argomento in maniera superficiale dicendo che basta pensare positivo per attirare la realtà desiderata. Questo crea false illusioni che prima poi vengono amaramente smentite.

 

Il semplice pensiero razionale serve a poco: bisogna comunicare con il proprio inconscio per poter entrare in contatto con un processo universale più ampio. Inoltre, dato che questa legge funziona in base a quello che REALMENTE emani, le tue credenze profonde creano la tua vita attuale. Quindi, il semplice pensiero positivo razionale serve a poco se le tue credenze profonde (e inconsapevoli) remano contro.

 

Se sei interessato a questi argomenti guarda la registrazione su questo player.

 

Il Potere dell’Empatia

Spesso sento parlare di comunicazione efficace e persuasiva, ma poche volte ascolto cose sensate. Chiaramente premetto che io mi occupo di comunicazione persuasiva e non di quella manipolativa.

 

“C’è differenza?” starai pensando. Si…e tanta.

 

La persuasione è la capacità di proporre agli altri qualcosa in base ai loro schemi mentali e rispettando il principio win-win: vinco io e vince l’altro.

 

La manipolazione è puro egoismo in quanto si basa sull’inganno puro e semplice. Ad esempio, il capo ufficio che promette una promozione (che mai arriverà) in cambio di straordinari non retribuiti o il genitore che fa leva sul senso di colpa del figlio per fargli fare qualcosa conto la sua volontà.

 

Mi sembra ovvio che la manipolazione è l’arma di chi ha poche risorse e anche di chi è  poco intelligente. Infatti, la sua testolina non arriva a comprendere che questa politica lo porterà a farsi solo terra bruciata. 

 

Spesso si trascura il potere del rapporto empatico, anche per disinformazione e poca conoscenza dell’argomento.

Facciamo il punto della situazione.

 

L’empatia è la capacità di mettersi nei panni degli altri e di capirli. Questa capacità è presente in maniera preponderante nei primi ani di vita e si riduce man mano che si avanza con l’età.

 

Gli individui che sono in grado di sintonizzarsi con gli altri e creare la magia dell’empatia, generano rapporti basati sulla fiducia.

Se ti fidi di qualcuno è più facile essere d’accordo con lui o accettare una sua offerta, giusto?

Chiaramente rifiuterai proposte assurde, ma sarai più propenso verso quelle sensate.

 

Questo fa la grande differenza tra chi è più carismatico e chi non riesce ad ottenere consenso nelle relazioni.

 

Pensa solo a chi riesce ad essere immediatamente empatico con persone appena conosciute. Questo significa creare un imprinting positivo nella mente dell’interlocutore.

 

Non hai una seconda possibilità per dare una buona prima impressione e l’inconscio dell’altro decide se gli piaci o meno nell’arco di qualche secondo.

 

È possibile creare empatia in tantissimi modi e le tecniche non mancano.

 

Se ti interessa imparare conquistare i tuoi interlocutori e avere la giusta attitudine mentale nelle relazioni private e professionali, guarda ora

 

CONQUISTA ISTANTANEA

Corso multimediale

Report pdf + audio lezione + brano subliminale mp3

Mente Vincente

Quante volte abbiamo sentito parlare di mente vincente, focus mentale o visione positiva? Penso che quasi tutti abbiamo una vaga idea di cosa significhi, ma sappiamo davvero come si crea una struttura mentale vincente?

 

Penso che chiunque abbia conosciuto almeno una persona con una particolare attitudine a vincere e, forse, abbiamo provato un po’ di invidia o di ammirazione verso questo individuo.

 

Normalmente la gente etichetta questi casi come “fortuna”, “raccomandati” o “chissà cosa c’è sotto”.

 

È solo un modo per rendere la cosa confacente al proprio modello ristretto. Non è facile ammettere che noi falliamo dove un’altra persone riesce solo perché ci ostiniamo a mantenere schemi mentali e comportamentali inefficaci.

 

La capacità di mettersi in discussione è una grande dote perché ci permette di adattarci a mutamenti e situazioni impreviste.

 

Conosco già l’obiezione che a questo punto può emergere:

“Ma cosa c’entra quello che accade fuori con il mio modo di pensare e i miei comportamenti? Quello che c’è fuori è fuori!”.

 

Questa è la grande illusione e bugia in cui tutta la massa cade. Si crede che i nostri pensieri, emozioni e comportamenti non abbiamo alcuna incidenza sulla realtà esterna, ma se mi segui da tempo sai molto bene che la mia idea è diametralmente opposta.

 

Se sei ancora un po’ scettico a riguardo, proverò a dimostrartelo.

 

Ad esempio, come gli altri ci trattano dipende dall’idea che abbiamo di noi stessi.

 

Se credo di essere sfigato o che gli altri mi trattano sempre male, le cose andranno sempre peggio. Sia ben chiaro: queste idee si creano grazie ad esperienze reali (magari qualcuno che ci ha trattato male). Ma se manteniamo il focus inconscio su questa idea…le cose sono solo destinate a peggiorare.

 

Come?

 

Ad esempio, grazie alla nostra comunicazione non verbale: il nostro corpo comunicherà agli altri insicurezza, paura, ecc.. E come pensi reagirà l’inconscio di queste persone?

 

Facciamo un altro esempio, se credo che tutte le donne sono egoiste, secondo te, che tipo di donne attirerò nella mia realtà? Donne egoiste, è ovvio. Le attirò come il miele attira le mosche grazie al non verbale e ai miei comportamenti inconsci . Potrei spingermi a parlare delle teorie della meccanica quantistica, ma l’ho già fatto in altri articoli.

 

Una struttura mentale vincente, quindi, si basa essenzialmente sui seguenti punti:

1) Forte determinazione: forte ostinazione nel raggiungere gli obiettivi (salvo essere flessibili quando il rapporto costo/benefici muta)

2) Determinati comportamenti verso gli altri: il non verbale comunica sicurezza, tranquillità e forza. La gente avverte inconsciamente di avere di fronte una persone sicura di sé e si comporterà di conseguenza

3) Ispirazione: si è in grado di prendere al volo le occasioni e di vederle quando serve.

4) Determinati schemi mentali: il focus mentale è rivolto verso soluzioni e pensieri positivi.

 

Concludendo questo articolo, vorrei spronarti ad avere sempre una forte determinazione e cambiare schemi di pensiero e comportamenti che non portano risultati.

Nella vita ci vuole anche insistenza e forza di volontà. Inoltre, prendiamo spunto e ispirazione da quelle persone che riescono a realizzare obiettivi simili ai nostri: come hanno fatto, cosa pensano, come si comportano, quali risorse hanno impiegato, ecc.?

 

Se vuoi istallare nella tua mente schemi di pensiero e comportamenti vincenti, guarda ora

 

STRUTTURA MENTALE VINCENTE

5 brani subliminali

cover STRUTTURA MENTALE VINCENTE

La mente creatrice

La mente crea? Questa domanda mi ha sempre stimolato a trovare una risposta soddisfacente. Avevo circa 16/17 anni quando lessi un piccolo libretto sulla meccanica quantistica. Una frase mi colpì particolarmente: “L’osservatore influenza il sistema osservato”. Nella meccanica quantistica si ipotizza che la coscienza, l’osservazione, possa far collassare la funzione d’onda e far emergere la linea di possibilità che inconsciamente ci si aspetta. In parole povere, teoricamente si afferma che le aspettative possano influire sulla realtà circostante.

 

Teoria affascinante che trova una forte corrispondenza nella Programmazione Neurolinguistica (PNL): le profezie auto-avveranti. Se pensi (davvero e profondamente) che le cose andranno in un certo modo, così accadrà.

 

Naturalmente, in questo caso ci si riferisce al potere dell’auto-suggestione (secondo me, troppo sottovalutato); condizionando il proprio inconscio, si metteranno in atto comportamenti inconsapevoli che andranno verso la direzione delle aspettative.

 

Non mi riferisco al semplice pensare, ma a credenze inconsce, paure e aspettative profonde. Quindi, quando si dice che “il pensiero crea”, non è proprio vero: se profondamente non ci credi, il semplice pensiero non funziona.

 

Negli ultimi anni ho concentrato le mie ricerche sulle credenze e posso ormai affermare con forte certezza che quando abbatti le credenze limitanti, cambi completamente la tua vita.

 

Torniamo alla domanda: la mente crea?

 

Non so se questa particolare interpretazione della meccanica quantistica sia vera (l’osservatore influenza il sistema osservato), però l’esperienza mi dice che le emozioni e quello che ti aspetti dalla vita influenzano molto profondamente quello che ti circonda: lavoro, sentimenti, benessere, relazioni, ecc..

 

Paradossalmente, le paure sono molto potenti: l’emozione (anche se è negativa) fissa nel profondo l’aspettativa (legata alla paura) e tende ad avverarsi. Infatti, un mio maestro mi diceva sempre:

Se non hai paura, sei libero e non offri “ganci” agli altri.

 

In altre parole, la paura ti fa sintonizzare sulla linea di possibilità indesiderata razionalmente, ma desiderata inconsciamente.

 

Sarebbe meglio cambiare i propri schemi mentali ed emotivi in modo da sintonizzarsi su diverse linee di possibilità. Per questo motivo è importante circondarsi di persone che aumentano il nostro livello energetico e svolgere attività che ci regalano piacere.

Se si svolge un lavoro che non piace, a maggior ragione consiglio di ricavarsi spazi positivi nella propria vita.

 

Non è solo una questione di mente, ma anche di emozioni. Ecco perché è importante avere un certo equilibrio, convinzioni e un atteggiamento positivo. Quest’ultimo non deve essere esasperato: ignorare le cose che non funzionano dicendo che tanto andrà tutto bene, non significa essere ottimista ma “ciechi”. Bisogna imparare a prendere atto delle situazioni per focalizzarsi sulle soluzioni.

 

Vi sono due presupposti della PNL che chiunque dovrebbe utilizzare nella propria vita:

– Se continui a fare quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto.

Quindi, se quello che fai non funziona, cambia le azioni e gli schemi in quanto non producono risultati. Purtroppo spesso la gente si incaponisce nel ripetere sempre le medesime e inutili azioni.

 

Il secondo presupposto si collega con il primo:

– Se esiste al mondo anche una sola persona in grado di fare una determinata cosa, anche tu puoi farla modellando le sue strategie.

Se non hai le risorse per raggiungere il tuo obiettivo o risolvere il problema che stai vivendo, ispirati a persone che sono riusciti a farlo.

 

Questi due presupposti vogliono dirci che dovremmo imparare ad essere flessibili, adattabili e aperti ad altre mappe del mondo. Se si rimane ancorati alle proprie credenze anche quando queste si rivelano deleterie, si rischia di fallire.

 

Allora, la mente crea? Dal mio punto di vista, la risposta è più che affermativa. In questi anni ho studiato diverse discipline, ma la PNL (me ne occupo da metà degli anni novanta), è sicuramente tra le più efficaci e immediate per riallineare le proprie credenze agli obiettivi per creare la vita desiderata in quanto fornisce tecniche concrete, non tonnellate di teorie.

 

Se questo articolo ti è piaciuto, hai trovato degli spunti interessanti e ti è stato utile, scopri di più e acquista il corso multimediale

 

“Crea la tua Realtà: le 3 leggi per Co-creare”

1 audio lezione + 1 report in pdf + 1 mappa mentale

cover 3 leggi

 

Condividi questa risorsa con i tuoi amici grazie ai pulsati sottostanti (Facebook, Linkedin, Twitter, ecc.).

Il Linguaggio del Corpo e le bugie

È possibile capire se chi abbiamo di fronte mente? Leggere le bugie è possibile solo nei film o si tratta di realtà?

 

Naturalmente è possibile e si tratta di realtà. Conoscere una vasta gamma di segnali non verbali permette di decodificare istantaneamente le reali intenzioni degli interlocutori. Mi diverto moltissimo in televisione nel leggere le incongruenze palesi (per chi conosce il non verbale) dei personaggi pubblici: se tutti conoscessero questo codice, ci penserebbero due volte prima fare certe affermazioni.

 

Il non verbale non mente mai, perché si tratta del linguaggio inconscio. A volte diciamo “si” con le parole mentre il corpo afferma il contrario: scuotiamo la testa e indietreggiamo. Questa è una classica incongruenza. Chiaramente bisogna fare affidamento sul linguaggio del corpo, in quanto la parte logica può mentire.

 

Una volta un ragazzo mi disse che mi avrebbe sicuramente fatto un favore; mentre parlava scuoteva la testa (come un “no) e indietreggiava (come per prendere le distanze da quanto affermato).

 

Infatti, come volevasi dimostrare, questo ragazzo non mantenne la parola data.

 

Potrei riportarti centinaia di casi in cui il non verbale ha smascherato bugie, anche inconsapevoli. Infatti, non sempre la gente mente volutamente: a volte prende impegni dimenticandosi di averne preso un altro.

 

Il non verbale si articola in tantissimi segnali ed è la padronanza di questi che ti aiuta ad avere una visione di insieme del tuo interlocutore: scuotere la testa e fare un passo indietro sono solo alcuni. Ad esempio, grattarsi la punta del naso esprime un fortissimo scarico tensionale. Quando qualcuno mi dice “domani ci vediamo” mentre si gratta il naso, esprime un’incongruenza: o questa cosa gli crea un forte fastidio o l’indomani mi bidonerà.

 

Conoscere il non verbale equivale ad avere una “doppia vista” per leggere negli altri al di là delle parole. Pensa come cambierebbe la propria vita nelle relazioni professionali e personali: mentirti sarebbe quasi impossibile.

 

E tu cosa ne pensi?

Se vuoi saperne di più, leggi il mio libro I Poteri Segreti della Comunicazione Empatica” (Essere Felici).

Il linguaggio segreto del nostro inconscio

Cos’è la comunicazione non verbale? Si potrebbe definirla come tutti quegli atti comunicativi non rientranti nel normale linguaggio logico. Infatti, il nostro cervello è costituito da due emisferi: uno destro e uno sinistro.

 

Non sono separati (altrimenti non saremo vivi!) ma si tratta di una suddivisione di comodo in quanto nella parte destra vi sono la maggior parte delle funzioni del nostro inconscio (creatività, emozionalità, sogni, intuizione ecc.) mentre in quella sinistra vi sono quelle adibite alla parte razionale (logica, matematica, valutazione, capacità sequenziale, parola ecc.).

 

Mentre la parte razionale utilizza il linguaggio informativo per comunicare (il tipo di comunicazione maggiormente conosciuta), l’inconscio utilizza un altro genere di comunicazione: la comunicazione non verbale. Si tratta di gestualità, tono di voce, gestione degli spazi territoriali e “toccamenti” (ad esempio, dare una pacca sulla spalla, o toccare se stessi come accarezzarsi i capelli).

 

Si tratta di un vero e proprio mondo sommerso di cui ignoriamo l’esistenza o a cui non diamo troppa importanza. La società occidentale è essenzialmente basata sulla logica e la razionalità (emisfero sinistro) e per questo tendiamo a dare importanza in maniera esclusiva al linguaggio informativo. Badiamo più alle parole che al modo in cui sono espresse.

 

Se, ad esempio, chiediamo ad un nostro amico di prestarci l’auto e questo ci risponde che lo farà, prestiamo ascolto solo alle parole dette. Non notiamo, ad esempio, se mentre asserisce scuote la testa (come a indicare un “no”), abbassa inconsciamente il tono di voce (quasi a non voler pronunciare quelle parole) o tende ad allontanarsi da noi (quasi a “prendere le distanze” dall’affermazione). In questo esempio, riscontriamo una serie di incongruenze tra comunicazione logica e inconscia. E non dovremo meravigliarci se il nostro amico ci chiamerà dopo un paio d’ore per dirci che a causa di un impegno imprevisto, non potrà mantenere la parola data.

 

Ma vorrei farvi un esempio ancora più semplice: quante volte è accaduto di incontrare qualcuno che, da un punto di vista logico ci ha fatto discorsi ineccepibili, seri e pieni di buone intenzioni ma, quando poi se ne andato, dentro di noi ci siamo detti: “Questo non mi convince?”. Eppure, ha fatto dei bei discorsi! La spiegazione è semplice: il nostro inconscio decodifica i segnali non verbali del nostro interlocutore (conosce la comunicazione non verbale!) e filtra le incongruenze. L’unico modo per avvisare la parte logica consiste nell’inviargli una sensazione (che spesso ignoriamo). Infatti, quello che faremo qui è rendere logica la comunicazione non verbale, ricodificare un linguaggio ormai perso in quanto da piccoli usavamo solo questo (non sapevamo usare il linguaggio informativo).

 

Ma, a questo punto, si potrebbe affermare che questo è un sistema per smascherare le bugie. Non è proprio così. Tornando all’esempio del nostro amico che vorrebbe prestarci l’auto, potrebbe darsi che lui sia convinto logicamente di potere soddisfare le nostre richieste ma forse ha completamente dimenticato che l’auto gli serve per una commissione. Ma il suo inconscio non lo ha dimenticato e lo comunica. Ma perché è importante conoscere il linguaggio del nostro inconscio? Forse, la domanda non è corretta: quanto il linguaggio dell’inconscio influenza la comunicazione? E quanto conta quello logico?

 

A tal proposito sono stati effettuati degli studi e delle ricerche il cui risultato è a dir poco sconvolgente: il 93% della comunicazione è gestita dall’inconscio. La parte razionale influenza il 7%. Questo non vuol dire che il linguaggio informativo non è importante, anzi, provate a parlare con qualcuno solo gesticolando e senza esprimere un significato logico: probabilmente vi scambierà per pazzi. Anche se ha solo il 7%, ha un’importanza fondamentale in quanto tutta la nostra cultura si basa su comunicazione di tipo informativo.

 

Conoscere la comunicazione non verbale è un ottimo sistema per decodificare la comunicazione del nostro interlocutore in tempo reale, sapere se chi abbiamo di fronte gradisce o rifiuta i nostri argomenti, potendo leggere in lui come in un libro aperto sollevando il velo dei convenevoli logici! È un sistema per capire da cosa è stimolato il nostro interlocutore, qual è l’argomento che ama e utilizzarlo per creare un rapporto empatico. Infatti, ho suddiviso i segnali in tre categorie: Gradimento, Rifiuto e Specifici. Il nostro inconscio si esprime in maniera semplice e comunica gradimento o rifiuto verso un argomento, una parola o una persona. I segnali Specifici sono una variante di rifiuto e gradimento ma con qualche significato in più.

 

Alcuni segnali

 

1. Bacio dato a se stessi.
Il nostro interlocutore esprime un specie di bacio inconscio, un “arricciamento” delle labbra. Questo segnale significa che l’argomento o la parola espressa lo stimola e che dovremmo approfondire quanto detto. Si sta creando in lui un interessamento positivo. Spesso questo segnale è appena accennato e poco visibile.

 

2. Pressione della lingua all’interno delle guance.
Questo segnale è visibile come un rigonfiamento delle guance e viene espresso rarissime volte. Significa che l’interesse verso l’argomento a la parola espressa è molto alto (anche se non si è raggiunto il massimo del gradimento). Infatti è precedente ad un altro segnale (il linguino – esposizione della lingua). Si potrebbe dire che siano collegati. È come se la lingua accarezza internamente le guance per poi esporsi.

 

3. Accarezzamento delle labbra con le dita o il dorso della mano.
Il nostro interlocutore si accarezza le labbra utilizzando le dita o il dorso della mano. Può essere espresso anche utilizzando, ad esempio, una penna. In genere tutti gli atti concernenti l’accarezzamento, esprimono gradimento. Questo segnale significa che il nostro interlocutore è coinvolto emotivamente verso la parola o argomento espresso.

 

4. Linguino.
Si tratta del massimo segnale di gradimento. In percentuale potremmo affermare che è pari al 100%. Si tratta di una breve esposizione della lingua sulle labbra come per umidificarle. Questo segnale esprime il massimo dell’empatia. Se il vostro interlocutore tende a fare spesso e volentieri questo atto, a prescindere dall’argomento, vuol dire che il gradimento è nei vostri confronti.