Mente Quantica: tra Misticismo e Teorie Quantistiche

Negli ultimi anni si sente spesso parlare di programmazione quantica, mente quantica, ecc..

Quando decidemmo il titolo “La Mente Quantica” per il mio libro uscito nell’Ottobre del 2015, ho ritenuto che si potesse confondere nel marasma dei tanti autori che trattano l’argomento. Infatti, alcuni mi chiedono: “Perché Mente Quantica? Cosa significa?”.

Bisogna fare un passo indietro e parlare di uno splendido libro intitolato “Il Tao della fisica” scritto dal fisico Fritjof Capra. Nella sua opera, l’autore mostra incredibili connessioni tra le filosofie orientali e le teorie della meccanica quantistica. Quest’ultima è una branca della fisica che si occupa del mondo subatomico (ovvero le particelle che compongono la realtà che viviamo).

L’esplorazione di questo mondo infinitamente piccolo ha messo gli scienziati di fronte ai limiti della scienza newtoniana: le particelle non rispondevano più alle leggi classiche conosciute e non era più possibile predire con certezza i loro comportamenti. Da una scienza deterministica si passò ad un approccio statistico. In altre parole, non si poteva più predire il comportamento delle particelle, ma la “tendenza ad avvenire”.

Inoltre, l’esperimento della “Doppia fenditura” li aveva messi di fronte ad un alto enigma: gli elettroni cambiano natura in base al fatto di osservare o meno cosa accade durante l’esperimento. Ovvero, il fatto di attivare un rilevatore per comprendere bene determinati comportamenti (osservazione) ne mutava la natura da onda a particella. Qui parliamo di un cambio radicale della natura della realtà: da qualcosa di impalpabile e vasto come un’onda (per avere un’idea pensa alle onde radio che occupano vaste regioni di spazio) a qualcosa di piccolo e individuabile come una particella.
Da qui il famoso detto: “L’osservatore influenza il sistema osservato”.

Ad oggi non si è ancora compreso come avvenga questo fenomeno. Alcuni fisici hanno ipotizzato che l’utilizzo di uno strumento per osservare illumini il sistema interferendo con lo stesso. I fotoni che compongono la luce, essendo piccoli quasi come gli elettroni, impattano contro le particelle deviandone la direzione. Questo potrebbe spiegare come mai la direzione possa essere deviata, ma non il cambio di natura di realtà (da onda a particella). Quindi, questa spiegazione non è plausibile.

Alcuni fisici più arditi si sono spinti oltre ipotizzando che sia l’uomo a influenzare l’esperimento e non il rilevatore. In altre parole, l’atto di osservare potrebbe modificare la natura della realtà. Uso il condizionale perché al momento non si sa come mai si verifichi questa specifica situazione.
Qualcuno potrebbe giustamente obiettare che questo fenomeno riguardi solo il mondo subatomico e non il “macro” che quotidianamente abitiamo dove le fisica newtoniana fa da padrona. Questo appunto è vero, ma bisogna tenere conto anche che quelle minuscole particelle ci compongono.

In questa direzione, potremmo ipotizzare una connessione tra coscienza e realtà (al punto che non si parla più di “osservatore” ma di “partecipatore”). Se vi fosse una connessione con la mente, parliamo di quella razionale o di quella inconscia? Ovviamente, ci riferiamo a quest’ultima e alla programmazione mentale in essa contenuta: credenze inconsce, resistenze ed imprinting emozionali.

È doveroso affermare che la maggior parte dei fisici respinge questa ipotesi, ma al momento nessuno dei due schieramenti riesce a smentire le ipotesi dell’uno o dell’altro in quanto ogni volta che si cerca di osservare inevitabilmente si influenza l’esito dell’esperimento subatomico.

Il nostro inconscio è responsabile di comportamenti, scelte, stati interiori, pulsioni, ecc.. La nostra parte razionale non fa altro che giustificare spinte inconsce; oppure, il più delle volte ci limitiamo ad affermare: “E’ stato più forte di me!” o “Sono fatto così, non posso farne a meno!”.
La nostra mente è come un iceberg: la parte emergente potrebbe essere scambiata per l’intero blocco di ghiaccio, in realtà ne è solo la decima parte, in quanto il vero iceberg si trova nascosto sotto il livello del mare. Difatti, le correnti marine fanno presa sulla parte nascosta influenzandone la direzione, non è il vento a farlo soffiando sulla parte visibile.

Allo stesso modo, attribuiamo grande potere alla nostra parte razionale senza prendere in considerazione che è il nostro (invisibile) inconscio a decidere la direzione della nostra esistenza.

Se a questo aggiungiamo le suggestive ipotesi della meccanica quantistica avanzate da alcuni fisici, è facile rendersi conto quanto sia importante lavorare sul proprio programma mentale. Ad esempio, se le credenze avessero davvero il potere di far collassare la funzione d’onda, è opportuno lavorare su di esse al fine di allineare la nostra mente profonda verso gli obiettivi desiderati.

Quando parlo di Mente Quantica, mi riferisco proprio al programma mentale in grado di influire sulla nostra vita e di come questo possa essere riscritto grazie a specifiche tecniche di Neuro Quantistic Engineering®. Inoltre, bisogna prendere in considerazione altri aspetti come le Leggi Universali, il processo di Manifesting, il Karma e il Quantum Energetico. Non basta lavorare sul proprio inconscio, ma occorre prendere in considerazione un approccio integrato che contempli la mente, il corpo e l’anima umana.

Questo approccio trasversale per me rappresenta il vero significato di Mente Quantica.

 

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LA MENTE QUANTICA

 

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Programmazione Quantica: attivala in 3 mosse – Video

Programmazione Quantica: attivala in 3 mosse.

 

Scopri le tecniche per attivarla.

 

 

Avevo promesso che se superavo i 5.000 iscritti sul canale Youtube, avrei realizzato un video gratuito pieno di contenuti.

 

Quindi, ecco una bella video-conferenza gratuita sulla Programmazione Quantica.

 

 

Ti spiegherò 3 tecniche per attivarla in maniera autonoma.

 

Scopri come allineare la tua mente profonda ai tuoi desideri.

 

Guarda la diretta video martedì 30 Giugno 2015 alle ore 22,30 con Vincenzo Fanelli.
Per vederla, clicca sul player sottostante alla data e orario indicato.

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Prosperità e Mente Quantica? Video-conferenza

Prosperità e Mente Quantica? E’ possibile mettere insieme questi due aspetti?

 

Quali sono le connessioni tra le teorie della meccanica quantistica e la riprogrammazione mentale verso il successo?

 

L’intervento cercherà di affrontare questo importante aspetto: può l’attitudine mentale influire sulla prosperità?

 

Si analizzeranno gli schemi mentali di chi raggiunge la prosperità. La Legge di Attrazione crea tanti false illusioni perché è fraintesa.

 

Nell’intervento si affronterà anche questo delicato punto.

 

Guarda gratuitamente la registrazione della video conferenza di  mercoledì 24 Giugno 2015 alle ore 22,30 con Vincenzo Fanelli.

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Crea la tua realtà con la Mente Quantica

Di William Bishop

Traduzione e adattamento: Sonia Di Giacomo

 

Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di Mente Quantica e della Legge di Attrazione.

Molti credono che si tratti di qualcosa scoperto di recente e, magari, qualche improvvisato guru spaccia per sue le ricerche di altri o (addirittura) le antiche tradizioni millenarie.

 

Quando parliamo del potere creativo dell’essere umano, dobbiamo inevitabilmente andare indietro nel tempo fino a perderci in epoche così lontane da ripensare alla stessa natura dell’uomo.

 

Dalle profondità dell’antichità arrivano frammenti di insegnamenti che rispecchiano le nuove teorie della meccanica quantistica.

Ad esempio, chi non ha sentito in ambienti spirituali la seguente frase “La realtà è un’illusione”?

Bene, anche le teorie più recenti della fisica affermano che l’Universo in cui viviamo non è altro che dettagliatissimo ologramma, un’illusione creata dalla limitatezza dei nostri 5 sensi.

 

E che dire di un’altra affermazione mistica come “La tua mente crea la realtà in cui vivi”?

Sicuramente si tratta di una frase molto evocativa…ma lo è ancora di più quella della fisica quantistica:

L’osservatore influenza il sistema osservato”.

 

Ci si riferisce al fatto che gli esperimenti eseguiti nel mondo subatomico vengono influenzati dal fatto che si osservino o meno.

Il fatto di “guardare” muta la stessa natura della realtà (esperimento della “Doppia Fenditura”).

Ancora una volta il misticismo sposa le teorie della meccanica quantistica.

 

Stiamo, quindi, per scoprire qualcosa di nuovo? No, stiamo per “ri-scoprire” la vera natura dell’essere umano, natura che è stata celata e tenuta segreta da chi non desidera che l’uomo riprenda in mano le redini della sua creazione.

Se questo dovesse accadere, questi personaggi perderebbero ogni potere in quanto ogni persona diventerebbe libera.

 

Ovviamente, questo potere è come un muscolo: meno lo usi e più si atrofizza.

Infatti, l’uomo utilizza pochissimo questa antica capacità perché nessuno – ovviamente – gli dice di averla.

Quando inconsapevolmente la utilizza, lo fa non al massimo delle sue capacità.

 

Inoltre, questo potere necessita di un quantum energetico notevole.

L’energia degli esseri umani è tendenzialmente bassa a causa di paure, pensieri negativi, emozioni parassite e una cattiva alimentazione.

 

Ma le cose stanno cambiando. Sempre più individui diventano consapevoli del loro potere e condividono queste conoscenze con chi hanno attorno; sempre più persone diventano consapevoli di come un equilibrio emozionale e alimentare possa aumentare il proprio potenziale energetico.

Finalmente l’uomo sta cominciando a riscoprire questa sua antica capacità.

 

I più razionali affermano che queste siano tutte assurdità.

A queste persone vorrei chiedere: come mai USA e Russia hanno investito anni e ingenti patrimoni nella ricerca di abilità psichiche come la visione a distanza, la telecinesi, ecc.? Di queste persone tutto si può dire tranne che siano degli sprovveduti. La preparazione dei cosiddetti “agenti psichici” non è più un mistero e nutro seri dubbi sulla sospensione di queste ricerche (come vorrebbero farci credere).

 

WILLIAM BISHOP

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È lo pseudonimo di un famoso ricercatore, studioso di meccanica quantistica e di poteri psichici. Dai tempi della “guerra fredda” fa parte di un gruppo di ricerca chiamato “Aurora Team”* le cui finalità sono l’esplorazione dei poteri latenti dell’uomo.

In particolare si occupa del “Progetto Genesi”*, un programma di ricerca che esplora il potere creativo dell’essere umano.

Tutt’ora, in giro per il mondo, continua a indagare e sperimentare nuovi metodi per risvegliare il potenziale umano.

*: i veri nomi sono stati cambiati per mantenere l’anonimato.

 

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LA MENTE QUANTICA

 

Manifestare? Una questione di energia

Non so quante volte ho dovuto affrontare questo delicato tema: non è possibile manifestare la realtà desiderata senza un buon livello energetico.

Come già affrontato in precedenti articoli e mie pubblicazioni, il Manifesting è l’arte di spostarsi sul ramo di realtà desiderato.

 

Secondo la meccanica quantistica noi non attiriamo nulla nella nostra realtà, ma ci spostiamo su linee di possibilità virtuali che poi diventano reali.

La mia esperienza mi ha insegnato che questi spostamenti richiedono energia. Più è lontana la linea virtuale dalla tua linea attuale, più energia dovrai usare.

In genere, le linee più vicine sono quelle che più probabilmente si potrebbero realizzare.

Quelle più lontane sono quelle più difficili (il cosiddetto colpo di fortuna o miracolo). Per queste hai bisogno di molta più energia

 

Quindi, meno energia hai meno puoi spostarti.

 

Il livello energetico dipende da una serie di fattori, tra i più importanti:

1) frequentazione di persone pessimiste, critiche non costruttive, giudicanti/rompiscatole;

2) errata alimentazione

3) pensare negativo

 

Posso insegnarti tutta la procedura sul manifesting, ma senza la giusta energia è come regalare un auto senza il motore: non serve a nulla.

 

Quindi, il mio consiglio consiste nel:

1) circondarsi di persone positive e che rafforzano la nostra autostima

2) scegliere un’alimentazione sana (su questo punto non entro nel merito ma ti consiglio di rivolgerti ad uno specialista)

3) cambiare schemi mentali ed emozionali verso la positività

 

 

Se ti interessa scoprire le dinamiche che ti tolgono l’energia e apprendere un’antica tecnica per aumentare energia velocemente, guarda ora:

 

AUMENTA IL TUO QUANTUM ENERGETICO

 

Il Gatto di Schrödinger – video gratuito

In tanti che si avvicinano al manifesting e da profani alla Fisica Quantistica mi dicono: “Non ho mai capito cosa diavolo è il Gatto di Schrödinger”.

 

Bene, oggi voglio spiegartelo con un video tratto dal mio intervento nel convegno “I 3 giorni della ricerca psichica e spirituale” tenutosi ad Assisi nel 2013.

 

Nel video userò parole semplici ed esempi abbordabili per chiunque.

 

Questo esperimento ipotetico elaborato da Erwin Schrödinger (fisico e matematico austriaco oltre che premio Nobel per la fisica) è utile per capire come viene concepita la realtà microscopica del mondo subatomico secondo la Fisica Quantistica e come funziona diversamente dalla nostra realtà macroscopica.

 

Buona visione

 

 

Se vuoi saperne di più sulla Legge dell’Attrazione e le altre Leggi Universali, sul Manifesting e come puoi divenire co-creatore della tua realtà, 

guarda ora

CREA LA TUA REALTA’ – FULL EDITION

nuova cover full ed

Come spostarsi sulla realtà desiderata

Un concetto che ho sempre portato avanti nel corso degli anni afferma che noi non attiriamo la realtà desiderata, ma ci spostiamo su linee di possibilità virtuali (che poi diventano reali).

 

Questo concetto viene preso dalle teorie della meccanica quantistica. Queste affermano che esistono più linee di possibilità;

l’osservatore influenza il sistema osservato facendo emergere quella che in qualche modo si aspetta.

 

Si comprende questo meccanismo grazie all’esperimento ipotetico chiamato “Il gatto di Schrödinger” (Erwin Schrödinger, fisco e matematico, premio Nobel per la fisica).

 

L’esperimento è ipotetico, quindi MAI nessun gatto è stato realmente coinvolto.

 

Si prende un gatto, si mette in una scatola insonorizzata con un’ampolla di veleno, si chiude tutto ermeticamente e si collega ad un interruttore.

 

Quando fuori si preme l’interruttore, l’ampolla si rompe liberando il veleno ed uccidendo il gatto.

 

Ma supponiamo che l’interruttore sia difettoso: hai il 50% percento di possibilità che funzioni e l’altro 50% di possibilità che non funzioni salvando il gatto.

 

Quindi, si preme l’interruttore: per sapere cosa succede, dobbiamo aprire la scatola insonorizzata.

 

Per la fisica classica, il gatto vive o muore SOLO quando premi l’interruttore; ti accerti della cosa aprendo la scatola.

Per la meccanica quantistica, invece, il gatto vive o muore quando apri la scatola.

 

Esistono 2 linee di possibilità: in una è vivo, nell’altra è morto. Solo quando apri la scatola, la tua osservazione farà collassare una delle due facendola emergere nella realtà.

 

Quindi, l’osservatore influenza il sistema osservato;

la nostra osservazione della realtà la influenza.

 

Il punto interessante del Gatto di Schrödinger è che esistono tante linee di possibilità e facciamo collassare quella che osserviamo. In una interpretazione si afferma che le altre spariscono; in un’altra interpretazione (teoria dei molti mondi di Everet-Wheerler-Graham), non si parla di linee virtuali, ma di linee reali.

 

Ora il punto è un altro: quando “osserviamo” qualcosa con il nostro occhio interiore, probabilmente ci spostiamo sulla linea di possibilità desiderata. Quindi non attiriamo nulla nella nostra realtà, ma siamo noi a muoverci verso altre linee.

 

Se scaviamo nel misticismo e nello sciamanesimo, abbiamo già sentito parlare di mondi paralleli e altre realtà.

La nostra capacità di realizzare la vita desiderata si concretizza proprio nel sapersi spostare sulle diverse linee di possibilità.

 

Si tratta del Focus Universale: un focus interiore che permette questo slittamento.

 

Questa capacità è atrofizzata nella maggior parte di noi in quanto abituati ad usare il Focus Ordinario: ci si muove su un’unica linea di possibilità non potendo realizzare cose al di là delle nostre forze.

 

 

Su questo argomento ho sviluppato un corso multimediale dove ho raccolto la mia esperienza in merito al Focus Universale e dove spiego come usarlo consapevolmente per spostarsi sulle linee di possibilità desiderate.

 

Guarda subito

IL FOCUS DELLA CO-CREAZIONE

 cover Focus

Fisica o Misticismo? Le nuove teorie della Meccanica Quantistica

Di Vincenzo Fanelli

Tratto da “Nea Agorà” dicembre 2002/gennaio 2003 – anno VIII nn.4/02 – 1/03

 

Per anni l’uomo si è spinto verso le esplorazioni spaziali alla ricerca di nuove meraviglie nella speranza di comprendere meglio la natura dell’universo che lo circonda. In seguito, ha scoperto che sotto i suoi occhi esiste un mondo inesplorato e che contiene tutte le risposte di cui ha bisogno: il mondo subatomico. La realtà che ci circonda è governata da leggi empiriche abbondantemente studiate da Isac Newton e che costituiscono la fisica attraverso cui si esplora e si misura il mondo. Ad esempio, se si lasciano cadere dei massi da una montagna, è possibile calcolarne la velocità ed i tempi di rotolamento. Per la fisica classica tutto deve essere misurabile e prevedibile.

 

Grazie ad essa è stato possibile mandare l’uomo sulla Luna. Con questi strumenti i fisici si accingevano ad esplorare il mondo dell’infinitamente piccolo senza sapere che tutte le loro nozioni sarebbero state improvvisamente stravolte. La curiosità di conoscere la costituzione del “primo mattone” della materia li ha spinti in un luogo dove le leggi della fisica newtoniana sono inservibili. La natura dei “mattoni” della materia che costituisce la realtà che ci circonda smentirono le aspettative dei ricercatori i quali pensavo di trovare piccoli ma solidi elementi; invece, trovarono impalpabili onde di energia. La solida materia che ci circonda è organizzata da onde energetiche che, come le onde radio, non possono essere individuate precisamente nello spazio in quanto presenti ovunque.

 

Ad esempio, la penna sulla nostra scrivania può essere individuata nello spazio, mentre le onde radio della stazione che ascoltiamo non possono essere individuate con precisione in quanto sono presenti ovunque. Le sorprese per i fisici non erano finite in quanto le onde di energia sono in grado di divenire anche solide particelle. Si scontrarono con un paradosso della natura difficilmente spiegabile con la logica: come può esistere qualcosa che è impalpabile ma che allo stesso tempo è tangibile? Questo paradosso emerse grazie a due fisici che dimostrarono separatamente che la luce può essere sia un onda che una particella: Thomas Young e Albert Einstein

 

Nel lontano 1803 Thomas Young eseguì un esperimento per accertare la natura della luce. Un fascio di luce solare passava attraverso un foro; davanti a questo foro vi era un pannello con due fenditure verticali che potevano essere coperte con un stoffa; infine, dietro al pannello con le due fenditure vi era un muro su quale poteva riflettersi la luce proveniente dalle aperture. Quando una delle due fenditure verticali veniva scoperta, il muro si illuminava con la luce solare in un determinato punto. In seguito, scoprì anche la seconda fenditura; sul muro vi doveva essere la somma della luce proveniente dalle due aperture. Invece, le cose andarono diversamente: sulla parete si proiettarono una serie di strisce alternate chiare e scure e la luce non appare nello stesso punto di quando era aperta solo una fenditura. Questo era dovuto ad un fenomeno di interferenza della meccanica ondulatoria. Le onde di luce passando dalle due fenditure interferiscono e in alcuni punti si rafforzano (strisce chiare) in altri si annullano (strisce scure). Questo esperimento dimostrò che la luce è composta da onde.

 

Ma Einstein e Plank misero in evidenza la natura corpuscolare della luce in quanto agiva sulla materia come particella.. Ci troviamo nuovamente di fronte al dualismo onde-particelle, qualcosa che è può essere individuato in un punto dello spazio ma che allo stesso tempo non lo è. La meccanica quantistica ci dice che le due verità possono coesistere e che nessuna esclude l’altra. Se noi rifacciamo l’esperimento considerandolo in termini di particelle (fotoni), ci troviamo di fronte ad un altro enigma; quando è aperta una sola fenditura, la particella viene sparata e colpisce il muro in un determinato punto, lo stesso punto che invece sarà scuro se apriamo anche la seconda fenditura. Le domande che sorgono sfidano la logica:

 

Come fa la particella a sapere che deve colpire proprio quel determinato che invece sarà scuro quando l’altra fenditura sarà aperta e che ci sono due aperture? E le informazioni come fanno a circolare così velocemente?

 

Il fisico E. H. Walker esprime un’ipotesi suggestiva: i fotoni possiedono un livello di coscienza, dato per che coscienza si intende qualcosa che sia in grado di elaborare informazioni ed agire di conseguenza. E nell’esperimento di Young accade proprio questo: i fotoni sono a conoscenza del fatto che una o entrambe le fenditure sono aperte e si regolano di conseguenza. Un’altra deduzione molto forte è la seguente: l’universo è costituito da schemi di energia consci.
Il dualismo onde-particelle sembrava un incredibile “koan zen” proposto dalla natura per spingere l’uomo ad elevarsi verso una nuova visione della realtà.
Cominciava a prendere piede una nuova fisica (Fisica Quantistica) che, contrariamente a quella classica, afferma l’impossibilità di prevedere con certezza alcuni fenomeni a livello subatomico.

 

Albert Einstein non era d’accordo e cercò in tutti i modi di screditarla basandosi sul fatto che la Fisica Quantistica mostra alcuni fenomeni il cui funzionamento non può essere spiegato razionalmente. In altre parole non svela ciò che avviene dietro il sipario calato del palcoscenico. Nel 1935 pubblicò un esperimento svolto con altri ricercatori, Rosen e Podolski (conosciuto come l’effetto “Einstein-Podolsky-Rosen”), nella speranza di mettere in evidenza le lacune delle nuove teorie.
Due particelle venivano lanciate in direzioni opposte. La particella A, durante il suo tragitto incontra una carica magnetica che ne devia la direzione verso l’alto. Cosa succede alla particella B che segue il suo tragitto senza incontrare elementi che ne deviano la direzione? In teoria dovrebbe continuare la sua traiettoria in linea retta; invece, la natura rispose con un altro paradosso non spiegabile: la particella B deviava la direzione assumendo un moto contrario alla sua gemella. In altre parole deviava la sua direzione verso il basso.

 

Se la particella A, grazie al magnete, deviava la sua direzione verso destra, la particella B si dirigeva verso sinistra. Quello che accade nella zona A influenza l’area B. Questo esperimento dimostra che:
1. le particelle sono in grado di comunicare tra di loro trasmettendo ed elaborando informazioni.
2. la comunicazione è istantanea.

 

Questo ultimo punto fu pienamente dimostrato nel 1982 grazie a Alain Aspect, fisico dell’Istituto di Ottica dell’Università di Parigi a Orsay (Francia), che eseguì un esperimento simile al precedente, ma i cambi di regolazione potevano essere fatti all’ultimo microsecondo; questo permetteva di essere certi che le informazioni, se viaggiano alla velocità della luce, non potessero essere scambiate tra le particelle. Ma la natura rispose ancora una volta: le particelle comunicavano ugualmente.
La comunicazione istantanea poteva significare che la velocità della luce poteva essere infranta, fatto non accettato da Einstein e da buona parte dei fisici. L’effetto “Einstein-Podolsky-Eosen” voleva dimostrare come le teorie della nuova fisica non erano in grado di spiegare il funzionamento di alcuni meccanismi.
Ma l’effetto fu contrario alle aspettative: i ricercatori, accettando il presupposto che la velocità della luce non può essere infranta, elaborarono una teoria secondo la quale esiste un sistema di comunicazione diverso da quello che noi conosciamo, una comunicazione di tipo non locale. I fenomeni quantistici dimostrano che le informazioni circolano con sistemi che vanno al di là della nostra comprensione classica. Una logica deduzione di quanto appena esposto è la seguente: non esiste alcuna separatezza nell’universo. E questo apre le porte alla spiegazione di alcuni fenomeni poco presi in considerazione della scienza come la telepatia, fenomeno istantaneo. Il fatto più divertente è che la fisica quantistica fornisce uno strumento matematico per comprovare l’esistenza di fenomeni telepatici, manifestazioni rigettate dai fisici ma con cui sono costretti a scontrarsi.

 

Ma qual è la natura della realtà? Noi siamo abituati a vedere e concepire quello che è attorno a noi in tre dimensioni: lunghezza, altezza, larghezza e tutto si svolge in un contesto scandito dal tempo.
La meccanica quantistica afferma altro. Per farvi comprendere il suo funzionamento ricorrerò ad un semplice esperimento. Supponiamo che io sia seduto ad una scrivania e di fronte a me vi sia un interruttore collegato a due lampadine. Quando schiaccio l’interruttore una delle due si accenderà ma non posso sapere in anticipo quale lampadina, dato che l’interruttore è aleatorio: vi sono il 50% delle probabilità che si accenda la lampadina A o la B. In questo esperimento vi sono un osservatore (io) e il sistema osservato (interruttore e lampade).

 

Le due possibilità sono racchiusa nella funzione d’onda, una elaborazione matematica che ci dice quello che potrebbe accadere (e non una certezza come nella fisica classica); la funzione d’onda dell’esperimento in questione contiene due possibilità (si accende la lampadina A o la B), ma quando aziono l’interruttore e si accende, ad esempio, la lampadine B, la funzione d’onda muta in quanto la possibilità della lampadina A cessa di esistere. Questo fenomeno si chiama collasso della funzione d’onda: svaniscono tutte le possibilità tranne quella che si è concretizzata. Prima che io (osservatore) accerti che la lampadina B è accesa, vi è una potenzialità poliedrica di sviluppo della funzione d’onda. Quando osservo cosa accade vi è un passaggio da tante possibilità ad una dando luogo al salto quantico (passaggio da più probabilità ad una). Quindi, nell’esperimento delle due lampade non vi sono tre dimensioni, ma sei (tre per ciascuna lampadina); se le lampade sono quattro, le dimensioni sono 12. Ma la domanda che sorge è:
quando si verifica il passaggio da un sistema pluridimensionale ad uno tridimensionale (compatibile con la nostra esperienza), in quale momento collassa la funzione d’onda? Quando tutte le possibilità svaniscono tranne una?

 

 

Secondo la meccanica quantistica questo avviene quando l’osservatore guarda e/o studia il sistema osservato. In altre parole, la coscienza umana ha la capacità di determinare il salto quantico. Supponiamo di fare l’esperimento in maniera automatica: io non entro nella stanza e il bottone che accende le lampade scatta automaticamente dopo un minuto. Quindi all’interno della stanza, dopo un minuto, una lampada si sarà accesa e per accertamene devo entrare e guardare. La meccanica quantistica afferma che prima di quel preciso momento non esisteva nessuna lampada accesa: la mia osservazione, la mia coscienza ha determinato un salto quantico facendo emergere una delle due realtà.

 

David Bohm, professore di fisica al Birbeck College, Università di Londra, afferma che la Fisica Quantistica ci propone un nuovo strumento di pensiero e di interpretazione della realtà dove non esistono parti separate dell’universo in quanto connesse ad un livello profondo privo di discontinuità.
Ma se tutto è collegato e non esiste separazione, come mai sono seduto su una sedia solida e la materia mi appare nettamente separata?
Tutto ciò che ci circonda è energia che assume determinate forme in base alla diversa velocità di vibrazione. È come vedere un onda nel mare: ci sembra un’entità ben distinta ma è il mare che acquisisce quella determinata forma.

 

David Bohm, ha dedotto che la realtà non è oggettiva ma soggettiva, l’universo e la materia per come noi la conosciamo non è altro che una grande illusione creata dai cinque sensi, un grande e dettagliato ologramma. Cos’è un ologramma? Si tratta di una foto a tre dimensioni.. Qual è la differenza tra un foto normale e un ologramma, a prescindere dalle tre dimensioni? Se fotografo una persona con una normale macchina, taglio in due la foto e distruggo una delle due parti, la metà restante non può permettermi di ricostruire la metà scomparsa. In una foto olografica, invece, la metà superstite contiene dentro di sé le informazioni per ricostruire la metà mancante, come se al suo interno vi fosse tutta la persona. A convalidare questo fenomeno vi è un altro fatto interessante: in una foto normale se voglio ritoccare un’imperfezione, non incontro nessuna difficoltà; in un ologramma sono costretto trasformare radicalmente tutto l’oggetto in quanto in ogni parte dell’ologramma è contenuta l’informazione del difetto che voglio correggere. Ogni parte dell’ologramma contiene tutte le informazioni dell’intero soggetto.

 

Solo paragonando l’universo ad un ologramma possiamo spiegare il legame non locale delle particelle in grado di comunicare istantaneamente, dove la separatezza delle particelle non è altro che pura illusione. David Bohm ci dice utilizzare un nuovo strumento di pensiero per comprendere la realtà, metodo già esistente. Per oltre 2000 anni alcune persone si sono impegnate per svilupparlo grazie all’introspezione e agli studi psicologici: le filosofie e le religioni orientali.

 

Sembra che quando i ricercatori si spingono a sondare la natura ad un livello molto profondo, si scontrano con paradossi non spiegabili da un punto di vista razionale. La natura illusoria della realtà sembra affermare che siamo tutti intimamente collegati; ad esempio, un ragazzo che beve un bicchiere d’acqua in Italia è profondamente collegato ad un altro in Cina che sonnecchia sotto un albero. Questa affermazione non sembra poi così innovativa se prendiamo in considerazione ciò i mistici affermano da tempo: la realtà è un’illusione e siamo tutti connessi. Ogni elemento sembra essere organizzato da un elemento superiore.

 

Concludendo, esaminiamo cosa affermano le nuove teorie:
1. la materia è costituita da onde di energia
2. questi schemi di energia sono consci
3. la coscienza dell’uomo potrebbe essere in grado di far collassare le funzioni d’onda ed influire sulla realtà
4. nell’universo non esiste alcune separazione ma tutto è profondamente connesso
5. la realtà è diversa da come ci appare perché siamo limitati da filtri percettivi e cognitivi
6. la realtà è un illusione (dato che ne percepiamo una minima parte)

 

 

Se prendiamo per buona la concezione olografica dell’universo, il tempo e lo spazio diventano relativi, il passato il presente e il futuro coesistono e ogni concetto di separazione è un artifizio creato dall’uomo in antitesi con la vera natura della realtà. La realtà illusoria sembra essere in attesa di un nostro intervento per poter essere modificata. Solo pochissimi individui riescono a farlo perché la maggioranza ha un forte vincolo creato dalle convinzioni profonde sulla natura separata e razionale dell’universo.

 

Chiunque nella sua vita, anche solo per una volta, si è imbattuto in qualcosa che sfugge alle normali leggi della logica. Molti hanno preferito non vederla; altri si sono svegliati ed hanno cominciato a sviluppare capacità e potenzialità non comuni. Il fatto interessante è che tutti possono farlo, basta esserne convinti. Chiunque abbia imboccato questo sentiero sa che è possibile divenire responsabili della propria vita.

 

Le fonti dell’articolo derivano dai seguenti testi

 

Il Tao della Fisica

F. Capra

 

La danza del

Maestri Wu Li

G. Zukav

     
Il Tao della fisica   La danza dei maestri Wu Li      

PNL, convinzioni e Fisica Quantistica

Le convinzioni sono uno degli argomenti che più mi ha stimolato durante il mio percorso di  crescita.
Esse esercitano una forte influenza  nelle relazioni quotidiane (litigi, antipatie, simpatie, innamoramento ecc.) e determinano la nostra vita. Non mi riferisco a semplici pensieri ma a “pilastri inconsci” molto radicati dentro di noi ai quali difficilmente rinunciamo.

 

Le convinzioni sono il frutto di apprendimenti emozionali significativi che ci dicono quello che possiamo fare e cosa è oltre le nostre capacità. Quante volte ci prefiggiamo obiettivi più o meno impegnativi per poi imbatterci in limiti interiori quasi come se ci fosse un sabotatore dentro di noi? In una recente sessione di coaching un ragazzo incontrava grosse difficoltà per decollare nel suo lavoro. Per quanto si sforzasse non riusciva a compiere i passi giusti per migliorare la sua posizione. Desiderava guadagnare più soldi ma sembrava che una maledizione fosse calata su di lui. Gli paventai l’ipotesi che, in realtà, ci fosse qualche sua convinzione contraria alla sua felicità economica. Mi guardò perplesso:

 

“Ma come? Io mi blocco da solo? Sono gli altri che non mi danno le possibilità per emergere”.

 

Il suo ragionamento non farebbe una grinza se non fosse per il fatto che una convinzione funziona come un programma occulto che organizza i nostri comportamenti verbali e non verbali anche oltre la nostra consapevolezza. Ad esempio, io posso propormi come un bravo trainer ma se il mio corpo dice il contrario (perché il mio inconscio non ne è convinto), chi mi ascolta percepirà questa incongruenza anche senza aver mai seguito un corso di comunicazione non verbale. Quindi, se io non sono convinto di me stesso (consciamente e/o inconsciamente) come posso pensare di convincere gli altri?
Da quella sessione di coaching emerse una cosa davvero interessante: il padre di questo ragazzo affermava sempre che solo i delinquenti guadagnano tantissimo. Questa falsa convinzione entrò dentro di lui inflenzandone la vita.

 

A volte basta un evento con un grosso impatto emotivo per dar luogo a generalizzazioni che andranno a gettare le basi per la creazione di una convinzioni limitante (o potenziante).
Ad esempio, supponiamo che una persona non abbia mai provato a parlare l’inglese perché ipotizza che sia una lingua difficile. Si iscrive ad un corso, ma dopo un po’ di lezioni scopre di aver appreso poco. I suoi amici rincarano la dose dicendo: “Ma lascia perdere, l’inglese non è per te!”. Inoltre, il suo docente da il colpo di grazia: “Guardi…lei è proprio negato/a. Dovrò rifare il corso almeno un’altra volta!”. Chi si occupa di insegnamento sa che non esistono cattivi alunni ma SOLO CATTIVI MAESTRI. Da questi episodi può partire una generalizzazione “Io sono negato/a per l’inglese”. Da questo momento in poi si crea un convinzione che cancellerà tutti i messaggi contrari (in cui viene dimostrato che può apprendere l’inglese) e deformerà possibili cambiamento positivi (ad esempio: “Ho pronunciato bene la frase in inglese? Bhe, è stata solo fortuna, io sono negato/a”).

 

Possiamo cambiare le convinzioni limitanti e tenerci quelle potenzianti? La risposta è, chiaramente, affermativa.

 

Se ci pensi un attimo, quante volte durante la tua crescita (dall’adolescenza ad oggi) hai ribaltato quello in cui credevi per ampliare la tua visione del mondo? Quante cose pensavi di non saper fare 10, 15 o 20 anni fa, mentre ora hai acquisito quelle abilità che credevi non essere alla tua portata? Uno dei presupposti della PNL è:
“L’eccellenza è limitata soltanto dalla nostra percezione di ciò che è possibile. La PNL estende i limiti di ciò che è possibile”.
Quando sentii per la prima volta questa frase rimasi perplesso e osservai il trainer un po’dubbioso. Mi chiedevo: “Come è possibile cambiare una convinzione limitante? È così facile?”.

Molte discipline dicono che bisogna ripetersi ogni giorno una frase che incarna la nuova convinzione in modo da “scalzare” quella limitante. Non è facile perché ci vuole molta forza di volontà. Spesso si verifica che la vecchia convinzione prenda il sopravvento sul lavoro che cerchiamo di fare.
Cosa riesce ad intaccare questi limiti interiori? La risposta è molto semplice: il dubbio! Una convinzione è uno schema di neuroni statico, cioè ben radicato. Quando cominciamo a nutrire qualche dubbio in merito alle nostre credenze, alcuni neuroni cominciano ad intaccare questo schema. Più fortemente e a lungo dubitiamo, più la convinzione si sfalda. Purtroppo, questo meccanismo funziona anche su quelle potenzianti: ad esempio, se siamo convinti di essere bravi a giocare a calcio, una serie di eventi contrari potrebbe intaccare questa convinzione.

Per questo motivo è importante mettersi alla prova ogni giorno per “dubitare” delle nostri limiti e apprezzare tutte le esperienze che nutrono il nostro nuovo modo di essere. E’ fondamentale sperimentare esperienze diverse da quelle solitamente limitanti per rompere il circolo vizioso delle “cancellazioni” e “deformazioni”.

 

La PNL fornisce anche dei sistemi rapidi ed efficaci per inserire “dubbi” nelle convinzioni limitanti grazie alle submodalità, piccoli strumenti ma estremamente potenti.

 

Ma esiste anche un altro modo di considerare le convinzioni grazie alle nuove scoperte della Fisica:

Possono questi elementi influenzare la realtà esterna?

 

Molti elementi sembrano confermare questa affascinate e suggestiva ipotesi.

Recentemente si sente spesso parlare di Fisica Quantistica. Quello che a volte sfugge è comprendere come possa aiutarrci concretamente nella vita di tutto i giorni e qual è il nesso con le convinzioni profonde.

 

Questa branca della fisica è nata quando i ricercatori si scontrarono con la natura della realtà: ad esempio, una sedia è fatta di legno, questo è fatto di atomi che a loro volta sono composti da protoni, neutroni ed elettroni. Ma scavando ancora più a fondo cosa c’è?
I ricercatori usarono inizialmente i metodi di indagine della fisica classica che si basa su predizioni ben precise. Ad esempio, se lancio un sasso, grazie alla fisica classica posso predire con precisione in quale punto cadrà perché posso calcolare quanto forza imprimo nel lancio, il coefficiente di aerodinamicità ecc..

 

Il mondo subatomico, invece, rispondeva con leggi diverse che gettarono nello sconforto i ricercatori. In particolare, i fotoni (che sono le particelle che compongono la luce) si comportavano sia come particella sia come onda in base agli strumenti di misurazione utilizzati. Ora, come può qualcosa essere sia qualcosa di solido ed individuabile nello spazio (particella), sia qualcosa di impalpabile e non localizzabile con precisione (onda)? La deduzione più sorprendente fu che “l’osservatore influenza il sistema osservato”, in altre parole le aspettative influenzano quello che accade a livello subatomico.

 

Ho già scritto un articolo esauriente in merito dove cito i diversi esperimenti (“doppia fenditura” e “effetto Einstein, Podolsky, Rosen” teoria dell’Universo Olografico). Per questo motivo ti rimando alla lettura di questo articolo: “Fisica o Misticismo: Le nuove frontiere della Fisica Quantistica

 

La nuova Fisica non è accettata da tutti e il mondo dei fisici è spaccato in due. Lo stesso Einstein ha cercato di “smontarla” senza però riuscirci.
Se è vero, come sostengo alcuni fisici, che le aspettative influenzano la natura profonda della realtà, come mai tutto quello che penso non si realizza? Quando si parla di aspettative ci si riferisce a quelle profonde, alle convinzioni e credenze che influenzano tutto il nostro essere come un programma occulto che lavora al di sotto della nostra consapevolezza. Quindi solo “pensare positivo” non basta se prima non lavori sulle convinzioni profonde che ti limitano verso i tuoi obiettivi.

 

Tempo fa qualcuno mi chiese: “ma cosa intendi con il dire che la PNL e la Fisica Quantistica possono essere utilizzate insieme?”
La connessione per me era semplice ma poi ho scoperto che non tutti conoscono i presupposti della PNL:

“E’ lo studio dell’esperienza soggettiva” e “l’eccellenza è limitata dalla percezione di quello che è possibile o non è possibile fare. La PNL si occupa di ampliare tali limiti”.

 

Quindi se la PNL lavora sulla realtà soggettiva e la nuova Fisica dice che la coscienza dell’osservatore fa collassate la funzione d’onda, mi sembra ovvio il collegamento.

 

Quando ho iniziato il mio percorso ho testato diversi sistemi per abbattere la convinzioni limitanti come ad esempio, immaginare una convinzione opposta o ripetersi ogni giorno una frase (abbinando un’immagine) che incarni la nuova convinzione. I risultati furono pessimi perché richiedano una grande forza di volontà. Poi, ho conosciuto la PNL e un mondo nuovo mi si è aperto: cambiare una convinzione limitante in un “dubbio” grazie alle “Submodalità”: si tratta di piccoli strumenti della PNL che possono creare dei grandi cambiamenti. La metafora che utilizzo è quella della cassetta degli attrezzi: ci puoi costruire una sedia, con maggiore abilità un armadio o addirittura tutti i mobili della casa. Se hai poca abilità, non ci costruirai nulla. Infatti, le Submodalità di per sé non sono potenti, tutto dipende dalle capacità di chi le utilizza. Per comprendere meglio cosa sono, pensate all’immagine di voi stessi ora (stato presente) e notate dettagli come:
– grandezza dell’immagine
– luce (scura o luminosa)
– colori (nitidezza)
– possibili suoni
– consistenza dell’immagine (ad esempio, dura, sottile, “molliccia” ecc).

 

Poi, notate anche dove la posizionate nella camera in cui vi trovare (davanti a voi, lateralmente, dietro ecc.).

Tutti questi dettagli sono le Submodalità e si tratta di una specificazione delle Modalità (Visive, Auditive e Cenestesiche).

 

Lavorando su questi dettagli potete cambiare il vostro stato presente agendo come su un “televisore”: aumentando la luce (senza esagerare o l’immagine sparirà), la nitidezza dei colori, allontanando o avvicinando l’immagine.
Ma come faccio a conoscere quali sono i cambiamenti giusti da apportare? In questo caso abbiamo bisogno di quello che tecnicamente viene denominato “calibro positivo”: lo stato desiderato.

 

Immagina uno stato che avevi nel passato e crea un’immagine. Nota i dettagli e la posizione. La cosa interessante è che molte submodalità dello stato desiderato sono diverse da quello dello stato presente. Ora hai gli strumenti per lavorare: modifica lo stato presente con i dettagli dello stato desiderato (ad esempio, se quello del passato è più luminoso e grande, rendi quello attuale identico nelle dimensioni e luce).

 

Vorrei concludere questo articolo puntualizzando l’attenzione sull’importanza delle convinzioni profonde e sull’inneficacia del pensiero positivo se si scontra con tali pilastri. E’ molto importante mettersi in discussione e cambiare la propria realtà interiore per trasformare quella esterna.