Cos’è il Coaching? Video

Inauguriamo la rubrica SCUOLA PER COACH con questa prima puntata dedicata alla definizione del coaching.

Si tratta di un processo attraverso il quale si guida una persona dallo stato presente allo stato desiderato. Ad esempio, nel caso in cui qualcuno volesse dimagrire di 10 Kg, lo stato presente è rappresentato dal sovrappeso, mentre quello desiderato è raggiungere la forma fisica prefissata.

Gli obiettivi possono essere diversi: migliorare le relazioni private e professionali, ritrovare la motivazione, aumentare le performance sportive, incrementare il proprio business, trovare l’anima gemella, ecc..

Infatti, esistono diverse tipologie di coach:

– Life Coach
– Business Coach
– Executive Coach
– Sport Coach
– Career Coach

Per saperne di più guarda il video gratuito
SCUOLA PER COACH #1 – Cos’è il coacing?

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SCUOLA PER COACH

Intervista sul Coaching, Non Verbale e Enneagramma

Intervista su RADIO POPOLARE ROMA (http://www.radiopopolareroma.it/) sul Coaching, il Modellamento, la Comunicazione Non Verbale, la PNL e l’Enneagramma.

Intervistano Silvia Elisabetta Cangelosi e Maria Grazia Becherini.

 

Come funziona il modellamento? Si tratta di un processo attraverso il quale è possibile estrarre le strategie da una persona in grado di raggiungere determinati risultati e di installarli dentro di noi.

Il modellamento può essere utilizzato anche per integrare le strategie di un sistema (ad esempio, un’azienda).

 

Nell’intervista audio vengono trattati anche la PNL, l’Enneagramma e la Comunicazione Non Verbale.

 

Ascolta la mia intervista su RADIO POPOLARE ROMA

PNL, tra falsi miti e realtà – video conferenza

PNL, in tanti ne parlano ma in pochi sanno davvero di cosa stanno parlando. Come funziona la Programmazione Neurolinguistica e… funziona realmente?

 

Un bravo operatore deve essere certificato solo da determinati istituti o è un falso mito? A cosa serve realmente la PNL e quali sono i suoi limiti? La PNL nel coaching funziona?
A queste e ad altre domande risponderò nella conferenza gratuita in streaming.

 

Insegno PNL dal 1999 e me ne occupo da metà degli anni ’90. Ne ho viste e sentite davvero tante in questi anni. Per questo voglio condividere con te molti falsi miti e alcuni informazioni sul funzionamento della PNL stessa.

 

Ti aspetto alla diretta in streaming su Youtube

Venerdì 30 Maggio dalle 22,00 alle 23,00

 

Puoi guardami direttamente su questo player.
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Comunicazione Non Verbale – PNL

La Comunicazione non Verbale si potrebbe definirla come tutti quegli atti comunicativi non rientranti nel normale linguaggio logico.

 

Nella PNL assume un ruolo fondamentale in relazione alla calibrazione sia per quanto riguarda la comunicazione efficace, sia in relazione al coaching.

 

Il nostro cervello è costituito da due emisferi: uno destro e uno sinistro.

 

Nella parte destra vi sono la maggior parte delle funzioni del nostro inconscio (creatività, emozionalità, sogni, intuizione ecc.) mentre in quella sinistra vi sono quelle adibite alla parte razionale (logica, matematica, valutazione, capacità sequenziale, parola ecc.).

 

Mentre la parte razionale utilizza il linguaggio informativo per comunicare (il tipo di comunicazione maggiormente conosciuta), l’inconscio utilizza un altro genere di comunicazione: la comunicazione non verbale.

 

Si tratta di gestualità, tono di voce, gestione degli spazi territoriali e “toccamenti” (ad esempio, dare una pacca sulla spalla, o toccare se stessi come accarezzarsi i capelli).

 

Si tratta di un vero e proprio mondo sommerso di cui ignoriamo l’esistenza o a cui non diamo troppa importanza.

Calibrazione – PNL

La Calibrazione è un processo attraverso il quale si apprendono le risposte di un altro individuo durante un processo comunicativo.

 

Ad esempio, in aula un buon docente legge il feedback non verbale dei suoi studenti (volti attenti, confusi o annoiati) e si rende conto se stanno apprendendo quanto espone regolandosi di conseguenza.

 

Un bravo docente, grazie al feedback, può calibrare il suo intervento cambiando “in corsa” qualcosa all’interno della sua lezione.

 

Un cattivo docente (o un docente a cui poco interessa la sua efficacia nell’insegnamento) se ne infischia del feedback andando avanti per la sua strada. Attenzione: non tutti sono in grado di leggere le informazioni nella maniera corretta. Quindi, alcuni possono inconsapevolmente ignorare i messaggi di disattenzione.

 

Lo stesso discorso vale nel coaching: un buon coach legge il feedback del coachee e calibra il suo intervento per ottimizzarne l’efficacia.

 

Ignorare i segnali significa, probabilmente, sbagliare la strategia per guidare il proprio cliente.

 

Un venditore esperto sa molto bene di cosa sto parlando: leggere i segnali verbali e non verbali (piccole smorfie, braccia incrociate ecc.) del cliente permette di orientare la strategia di vendita per arrivare alla chiusura del contratto.

 

La calibrazione permette di leggere in tempo reale le risposte per adattare la comunicazione.

Coaching e PNL

Il Coaching può essere reso più efficace grazie alle tecniche della Programmazione Neurolinguistica (PNL).

 

Cos’è il coaching? Il coach guida e aiuta il clientea raggiungere il risultato desiderato attraverso l’addestramento, l’incoraggiamento e la motivazione. Questo processo può essere esteso anche in altri ambiti personali e professionali.

 

Qual è la relazione tra coaching e PNL?

 

Grazie alla PNL è possibile rendere più efficace il processo di coaching migliorando la sintonia con il cliente grazie ai “generatori di Rapport“.

 

Grazie al “Metamodello” e alla “Buona Formazione degli obiettivi” è possibile comprendere gli obiettivi del coachee (il cliente) e possibilmente raggiungerli. Altri strumenti permettono una efficace programmazione inconscia e la rimozione delle convinzioni limitanti.

 

In questo libro + DVD scoprirai come:

  • creare rapport con il cliente
  • definire gli obiettivi del coachee
  • usare un linguaggio di precisione (Metamodello)
  • formare obiettivi raggiungibili
  • impostare gli incontri
  • raccogliere le informazioni (la “ruota della vita”)
  • lavorare sulle convinzioni limitanti e i valori (mentoring)
  • rafforzare l’identità (sponsorship)
  • come essere coach di te stesso e i principi etici.

 

È dedicato sia a chi si avvicina per la prima volta alia professione dei Coach, sia a chi ha più esperienza e desidera arricchirla con la Programmazione Neurolinguistica

 

Il video è essenzialmente didattico e ricco di argomenti. Quindi, è consigliabile prendere appunti durante la visione.

 

Per saperne di più: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__coaching-e-pnl-libro-dvd.php?pn=50

Acuire – PNL

Acuire si riferisce all’ampliamento delle capacità sensoriali. In PNL si utilizza per meglio comprendere e ridefinire l’osservazione. Si acuisce il livello di percezione.

 

In PNL, acuire diviene fondamentale per l’applicazione delle tecniche stesse, sia nella comunicazione efficace, sia nel processo di coaching rivolto agli altri.

 

Infatti, nella comunicazione efficace bisogna essere in grado di calibrare e gestire il feedback in tempo reale in modo da adattarsi ad ogni cambiamento.

 

Lo stesso discorso vale nel coaching.

Coaching e PNL

Da un po’ di tempo si sente parlare di Coaching, un termine che ha molta presa in Italia. Ma di cosa si tratta?

Il termine coaching proviene dall’ambito sportivo: il coach guida e aiuta lo sportivo a raggiungere il risultato desiderato attraverso l’addestramento, l’incoraggiamento e la motivazione. Lo sprona a superare i suoi limiti e attingere alle sue risorse per migliorare le performance. Si occupa di creare un ambiente idoneo allo scopo, a far modificare i comportamenti sbagliati, ad ampliare le sue capacità attraverso l’addestramento, a potenziare le sue convinzioni e ad accrescere le sue qualità del Sé. Questa descrizione ritrae un buon coach ma naturalmente non tutti rispettano questi punti.

 

Cosa c’entra il coach con la PNL e può essere applicato in ambiti diversi da quelli sportivi?


La risposta a quest’ultima domanda è senz’altro positiva e la PNL ha molto a che fare con il coaching in quanto questo indica un processo attraverso il quale il Coach aiuta gli individui a raggiungere il massimo delle loro capacità (questa descrizione rispecchia pienamente lo spirito della Programmazione Neurolinguistica). Le sue applicazioni sono vaste in quanto ben si adatta sia al privato che desidera raggiungere determinati obiettivi personali (relazionali, professionali ecc.), sia alle aziende (coaching situazionale, project coaching e coaching di transizione).

Essendo un piennellista mi è sembrato subito evidente che la PNL ben si adatta al coaching in quanto possiede tutti gli strumenti per guidare una persona a superare i propri limiti, comprendere se gli obiettivi sono raggiungibili e a raggiungerli. Infatti, da qualche tempo molti Trainer in PNL hanno adattato le loro metodiche al coaching rendendolo più efficace nei risultati.

Il primo passo che un buon Coach deve compiere consiste nel entrare in sintonia con il suo cliente: questo è raggiungibile grazie a diverse tecniche derivanti dalla PNL come il rispecchiamento, rapport su Valori e credenze, rapport assertivo e verbale. Per approfondire questi argomenti vi rimando alla lettura di precedenti articoli: “Empatia e Rispecchiamento” e “Rapport su Valori e Credenze“. Grazie all’empatia è possibile comunicare ad un livello più profondo e il Coach stesso è in grado di comprendere meglio chi ha di fronte in quanto si “mette nei suoi panni”. Solo in questo modo è possibile individuare realmente lo stato problematico del cliente e come è possibile guidarlo verso la soluzione più idonea.

La prima fase è davvero importante in quanto ci si deve porre in fase di ascolto attivo senza influenzare e prendendo letteralmente le parole del cliente. Lo stato problematico spesso viene espresso in maniera generica e noi potremmo incorrere nell’errore di prendere “fischi per fiaschi”. Questo inconveniente si può risolvere grazie ad un altro strumento tipico della PNL: Il Metamodello. Si tratta di uno strumento per comprendere la struttura profonda celata dietro le frasi generiche e che permette di comprendere realmente la fonte del suo stato problematico. Su questo argomento torneremo in seguito.


Altri strumenti in possesso ad un “Coach in PNL” sono la “Buona Formazione degli obiettivi” per accertarsi che le mete del cliente sono raggiungibili, il lavoro su Credenze, Valori e Identità e altre tecniche per risolvere conflitti interiori e comportamenti indesiderati: Time Line, Swish, Visual Squash ecc..

Facciamo qualche esempio concreto: supponiamo che un mio cliente gestisca un piccolo team e desidera risolvere problematiche inerenti alla sua conduzione: alcuni non lo ascoltano, altri ancora entrano in aperto contrasto con lui. Il tutto si tramuta in un addossamento di ruoli e azioni sul cliente stesso in quanto non tutti eseguono correttamente le indicazioni. Alla fine non riesce a portare a termine tutti i compiti assegnategli con la conseguente accusa da parte della direzione di essere “incapace nella delega”.

La prima cosa che dovrei valutare è se l’obiettivo è raggiungibile. In PNL la buona formazione degli obiettivi è di grande aiuto in quanto mi informa immediatamente cosa deve essere cambiato nel risultato desiderato e se è raggiungibile. In questo specifico caso potrei scoprire che desidera maggiore coinvolgimento e ascolto da parte del team. Si tratta di un obiettivo che non rientra sotto la sua completa responsabilità (la buona formazione vuole che le mete siano raggiunte e mantenute direttamente dal soggetto stesso e non da altri). Potrei, però, fargli alcune domande:


Coach: “Cosa accadrebbe se ti dessero maggiore attenzione?”

Cliente: “Potrei delegare maggiormente”


Coach: “E cosa hai fatto o potresti fare per ottenere maggiore ascolto?”


L’ultima domanda serve per rimettere sotto il suo controllo il raggiungimento della meta. Infatti, potrebbe rispondermi che avrebbe bisogno di maggiori abilità comunicative e di leadership. Un coach può intervenire mostrandogli come è possibile divenire più flessibile nella comunicazione e quali sono le capacità di un buon capo. Questo ultimo punto potrebbe richiedere un lavoro per potenziare le sue Convinzioni/Valori e Identità (con specifiche tecniche della PNL).

Nell’ambito dell’insegnamento la PNL gioca un ruolo importante perché è possibile personalizzarlo in basi alle sue strategie (VAK) e Metaprogrammi (Filtri/schemi di comportamento inconsci).

Ad esempio, supponiamo che il mio cliente sia Visivo in Elaborazione (stato di apprendimento – stato Alfa). La formazione personalizzata sulla leadership (ad esempio) dovrà essere supportata da slides e grafici che stimolano il sistema rappresentazionale Visivo. Se, invece, è Cenestesico (sempre in elaborazione) dovrei essere molto poco teorico dandogli esercizi pratici da svolgere sul campo.


Se fare coaching si riducesse ad un semplice insegnamento di specifiche abilità, ci troveremmo di fronte solo a semplice docenza “one to one” che nulla ha a che fare con un Coach. Infatti, l’insegnamento è solo uno degli aspetti che lo caratterizza: bisogna andare oltre e aiutare il cliente a comprendere se le sue convinzioni e valori sono in linea con il risultato desiderato ed eventualmente intervenire per “ridisegnare” o questi importanti elementi o l’obiettivo stesso. Supponiamo che il mio cliente dell’esempio di prima sia profondamente convinto che “La gente fa sempre come gli sembra meglio e non mi vede come capo”. A questo punto intervengo con il Metamodello per scomporre la struttura superficiale della frase e capire la struttura profonda che ha generato tale convinzione:


Coach: “La gente chi?”, “ Sempre sempre?”, “Cosa intendi per fa sempre come gli sembra meglio?”, “Non ci è mai stata una volta che non ha fatto come gli sembra meglio”, “Come fai a sapere che non ti vedono come capo?”.


Queste domande specifiche mi aiutano a capire cosa c’è dietro per ottimizzare il mio intervento. Le risposte a queste domande potrebbero fargli rendere conto che, in realtà, lui non può sapere se non lo vedono come capo, ma che si tratta solo di una sua percezione; potrebbe rendersi conto che 7 volte su 10 eseguono le sue direttive e che generalizza e cancella esperienze che vanno a contraddire il modello che si è creato nella sua mente.


Il coach motiva e incoraggia il cliente ad avviare una trasformazione profonda che va al di là di un semplice schema cognitivo e può spingersi ancora oltre lavorando sull’Identità, il livello logico in cima alla gerarchia: individua il potenziale del cliente (risorse già presenti) e lo aiuta ad esprimerlo. Il coach si pone come sponsor in quanto crea il contesto per far crescere il suo cliente.