Mente Quantica e Spiritualità: l’unione negata

Sento sempre più spesso parlare di meccanica quantistica, di mente quantica, di sinapsi, di osservatori che influenzano i sistemi osservati…ma sempre poco di Karma, di Energia Universale, di Ego, di Mission Spirituale di Vita, ecc..

 

Sembra quasi che ci si vergogni a toccare certi argomenti illudendosi di aver risolto tutto parlando di meccanica quantistica e di cervello.

 

Da un lato sono contento che alcuni ci siano (finalmente) arrivati a collegare l’inconscio con la meccanica quantistica, ma questo non significa aver capito come funzionano le cose perché si continua a ragionare sempre in maniera lineare e tridimensionale.

 

Nonostante la grande e recente apertura su certi temi (vedi il grande trend “marchettaro” sulla Legge di Attrazione) si fa ancora molto fatica a prendere in considerazione l’aspetto animico dell’uomo.

 

Ma davvero credi che aver capito qualche concetto di meccanica quantistica e che la padronanza di qualche tecnica per riprogrammare le credenze possano bastare per cambiare la tua vita?

 

Questo è un importante primo passo, ma serve a poco se non connetti questi concetti con altri più spirituali e sottili.

 

Lavorare sulle credenze profonde (e, quindi, sull’osservatore interiore) significa rimettere in equilibrio la “Mente Inferiore”. Molti neofiti affermano:

“Riprogramma le tue credenze e la tua vita andrà alla grande”.

 

I più invasati si spingono oltre:

“Riprogramma le tue credenze e otterrai tutto quello che vuoi”.

Purtroppo al delirio di onnipotenza (che è un problema serio) non c’è mai limite.

 

E allora, come mai ci sono persone che pur riprogrammando tutte le loro credenze continuano ad avere una vita a dir poco schifosa? Magari un po’ meno, ma va comunque male.

 

Questo si verifica perché si ignora l’esistenza della Mente Superiore che è collegata direttamente con l’Energia Universale. Si tratta della nostra Essenza che segue un percorso di crescita spirituale (la Mission). Qui bisogna parlare di Karma, anche se io lo intendo in maniera più ampia rispetto all’interpretazione classica. Infatti, molti dicono:

“Ormai questo è il mio Karma e non ci posso fare nulla”. Sembra quasi una scusa per non fare più nulla e accettare la situazione.

 

Io la penso diversamente: l’Universo ci mette difronte a determinate lezioni di vita per evolvere spiritualmente. Quindi, se da un lato si tratta di un legge rigida, da un’altra angolazione può sfumare se comprendi cosa devi apprendere. In questo modo sciogli il nodo karmico.

 

I lavori su Mente Inferiore e Superiore devono coesistere. Si tratta di una comunione fondamentale per andare oltre e diventare co-creatori della propria esistenza.

Bada bene che ho detto “co-creatori”. Questo significa che noi entriamo in sintonia con il processo creativo dell’Universo, ma non ne siamo “creatori”. Possiamo fare tantissime cose, ma ci sono delle Leggi Universali da rispettare e che pongono dei limiti. Se non le conosci, e caschi nella propaganda illusoria che basti lavorare solo sul programma inconscio, i tuoi limiti si rafforzeranno maggiormente.

 

L’unione delle due menti porta alla completezza dell’individuo, all’armonia e all’unità interiore. Non esiste ri-programmazione delle credenze senza comprensione della propria Mission di Vita. Non esiste comprensione delle teorie quantistiche senza conoscenza delle Leggi Universali. Non esiste lo Yin senza lo Yang.

 

Se desideri realizzare questa importante unione, realizzare la tua esistenza, eliminare blocchi e resistenze interiori che ostacolano la tua felicità, riprogrammare la tua parte profonda verso la prosperità, il successo, la felicità e apprendere sistemi operativi pratici per co-creare la tua esistenza…ti aspetto il

16 e 17 Maggio a Rimini

IL POTERE SEGRETO DELLA MENTE QUANTICA

il 7 Maggio 2015

scade la promozione!

Peso Forma e Credenze Inconsce

Come coach negli ultimi anni ho rilevato quanto siano potenti le credenze inconsce nel controllo del peso.

In Programmazione Neurolinguistica (PNL) abbiamo diverse tecniche che lavorano su due concetti principali:

 

Immagine ideale

Abitudini sbagliate

 

L’immagine ideale è importante perché la mente profonda ha bisogno di una direzione precisa. Se nella mia mente ho un’immagine di me stesso in sovrappeso e non riesco a visualizzarmi magro, non fornisco una guida futura al mio inconsciounico REALE responsabile della propria direzione di vita.

La mente profonda ha bisogno di immagini precise che mostrano esattamente dove andare.

La PNL attraverso specifiche tecniche può programmare profondamente l’immagine ideale in modo da fornire la direzione desiderata.

 

Le abitudine indesiderate sono l’altro ostacolo. Non basta mettersi in testa l’immagine di se stessi magri se poi si è fortemente condizionati da abitudini inconsce.

Ad esempio, mi sveglio a mezzanotte, apro il frigo e mangio gli avanzi della cena;

oppure, passo davanti ad una pasticceria, entro e mangio un paio di brioche alla crema.

 

Ognuno ha le sue abitudini. Vi sono dei veri e proprio “campanelli” che scatenano il comportamento sbagliato. Ad esempio, sento l’odore dei pasticcini e devo mangiarli per forza.

In PNL vi sono tecniche che permettono di cambiare velocemente questi comportamenti fornendo delle alternative positive.

 

Sembrerebbe, tutto semplice: un paio di visualizzazioni, qualche tecnica e il problema è risolto.

Ma non sempre le cose stanno così.

 

In alcuni casi vi possono essere delle credenze profonde che ostacolano il dimagrimento. Sulle credenze ho scritto fiumi di parole nel blog.

 

Sinteticamente si tratta di pensieri radicati profondamente che corrispondono a schemi neurologici statici. In altre parole, i pensieri vanno sempre in quella direzione come su un binario che non cambia mai.

Le credenze non sono semplici pensieri astratti, ma qualcosa di fisico (schemi neurologici) che nascono da apprendimenti genitoriali, sociali, mediatici e da esperienze di vita.

 

Essere convinti che sia impossibile perdere peso o (peggio ancora) che “essere magri significa essere malati” (spesso frutto di apprendimento genitoriali o derivante dai nonni) , significa avere l’inconscio completamente in opposizione sul dimagrimento.

 

Per questo è fondamentale unire le classiche tecniche per il dimagrimento della Programmazione Neurolinguistica con quelle per eliminare le credenze limitanti sul peso.

Non si tratta del classico Pensiero Positivo (completamente inutile in questi casi) ma di tecniche in grado di “sfaldare” gli schemi neurologici delle credenze.

 

Se desideri raggiungere il tuo peso forma in maniera naturale, allineare la tua mente profonda alla tua immagine ideale e rimuovere qualsiasi resistenza interiore verso il dimagrimento, vieni ora a

IN FORMA SUBITO CON IL POTERE

DELLA PNL E DELLE CREDENZE

felicità

Milano – 24 Gennaio 2015

Con Debora Conti e Vincenzo Fanelli

Guarda i due video gratuiti e iscriviti al corso

PNL e aspettative negative

La PNL può aiutarci a superare il virus della paura? E di cosa si tratta? Non mi riferisco alle fobie (ad esempio, paura dell’ascensore, aracnofobie, ecc..), ma a forti timori sul nostro presente e futuro.

Ogni giorno siamo tempestati in televisione da notizie devastanti: si spazia dai fatti di cronaca locale alle crisi politiche ed economiche internazionali. Naturalmente i media fanno (fortunatamente) il loro lavoro: informare. Questo, però, si potrebbe ripercuotere sotto forma di ansie, paure e visioni negative sul futuro.

Inoltre, nella nostra quotidianità vi sono esperienze e persone che tendono a infiltrare nella nostra mente il virus della paura:

“Le cose non vanno, c’è crisi, la concorrenza è schiacciante, può succederci qualsiasi cosa da un momento all’altro” ecc..

Naturalmente, bisogna sempre essere attenti a tutto quello che accade attorno a noi e avere gli occhi aperti. Non bisogna diventare dei superficiali che vedono tutto positivo senza rendersi conto della realtà delle cose. Quello che sto cercando di dirti è che, una volta ricevute le informazioni, bisogna distaccarsi della paura e andare avanti positivamente.

Lasciarsi influenzare dalle notizie negative può essere l’anticamera di credenze limitanti: si parte da un’ipotesi che si cementa in una convinzione. Quest’ultima, una volta creata, condizionerà la tua esistenza distorcendo la percezione della realtà che ti circonda. Non sarai più in grado di distinguere una paura reale da una “fantasma”.

Il quotidiano va affrontato nel miglior modo possibile; se è inquinato da una visione pessimistica, lo affronterai nel modo peggiore.

Invece, una volta esaminati i lati positivi e negativi, si agisce con una propensione positiva. I dubbi e le paure sono molti utili per avvertirci di un pericolo. Ma se decidi di agire, fallo con la migliore attitudine mentale possibile.

Ascolta il mio intervento in radio in relazione a questo articolo.


Sleight of Mouth e PNL

Gli sleight of mouth sono schemi linguistici il cui scopo è spostare il su un altro livello l’attenzione del proprio interlocutore e/o ampliare la sua mappa del mondo in merito ad un obiezione.  Sono stati formulati nel 1980 da Robert Dilts (uno tra i più importanti Trainer in PNL sul panorama internazionale) e si basa sul modellamento di figure importanti come Ghandy, Gesù, Milton Erickson tanti altri.

Per il modellamento vi rimando alla lettura del precedente articolo “Il modellamento e l’arte dell’eccellenza”. Il perno su cui si basano è il reincornciamento delle convinzioni e della mappa mentale di chi formula una determinata frase.  Gli schemi sono 14 ma in questa sede ne esamineremo solo 3 per comprenderne il funzionamento: Intento riguardo a, Conseguenze e Analogia. . Supponiamo che io chieda al mio capo un aumento di stipendio e che lui mi risponda: “No, non te lo concedo, è troppo!”. Un primo schema che posso utilizzare è “Intento riguardo a”: Questo schema linguistico ha l’obiettivo di far porre l’attenzione dell’interlocutore sull’intento positivo del nostro comportamento: “Non ti concedo l’aumento, è troppo!”.  “La mia intenzione non è chiedere aumenti ma essere valorizzato”.  In pratica si cerca di far spostare la sua intenzione sul fatto che si vuol essere valorizzati e non chiedere un aumento fine a se stesso.Oppure, supponiamo che io muova una critica verso una persona e mi senta rispondere:  

“Tu mi dici cose cattive!”

Applicando sempre “Intento riguardo a” posso rispondere:  “La mia intenzione non è quella di essere cattivo ma di essere sincero”.  Esaminiamo un altro schema: Conseguenze. Questo schema ha l’obiettivo di far dirigere l’attenzione su un effetto (positivo o negativo) della credenza del nostro interlocutore, Riprendiamo l’esempio di prima in merito all’aumento: “Non ti concedo l’aumento, è troppo!”. “Darmi l’aumento significa riconoscere il mio valore, non farlo significa che qui non sono apprezzato”.  Come si può vedere, si enfatizza la conseguenza negativa che si crea dalla credenza generante l’obiezione. Esaminiamo l’altro esempio:  “Tu mi dici cose cattive”. “Non dirti queste cose significa essere cattivo con te”.  Il messaggio in altre parole è: sono cattivo se non ti dico queste cose.  

Esaminiamo un altro schema sempre utilizzando gli esempi di sopra: Analogia.

In questo schema si lavora trovando una relazione analoga in grado di spezzare la credenza relativa all’obiezione.  “Non ti concedo l’aumento, è troppo!”. “Aumentare il mio stipendio è come un investimento su un auto con cui si desidera fare in tutta sicurezza migliaia di chilometri”.   “Tu mi dici cose cattive” “Quando vai dal dentista e ti toglie un dente cariato, è cattivo o ti sta salvando i denti?”   In questo schema si lavora ricercando delle analogie utili per spezzare la credenza. Ad esempio, supponiamo che il mio interlocutore mi dica: “Io non cambierò mai, io sono fatto così!”. “Anche i dinosauri non sono cambiati e non si sono adattati e alla fine si sono estinti! Vuoi fare la stessa fine?”. Si può notare anche che alcuni Sleight of Mouth possono essere più adatti di altri per ristrutturare le obiezioni e che bisogna padroneggiarli tutti per capire quale può essere il più indicato in base alle circostanze. Possono essere applicati in tutti gli ambiti in cui vi è una comunicazione: aree professionali, personali e terapeutiche.