Il Potere Segreto delle Parole

In quanti conoscono davvero il potere segreto e subliminale delle parole? A parte qualche pubblicitario e gli addetti ai lavori, quasi nessuno. La maggior parte della gente vive serena e tranquilla pensando che quello che hanno imparato a scuola sia sufficiente per farsi comprendere dagli altri.

 

Se così fosse non dovrebbero esserci incomprensioni, ambiguità, litigi ed errate interpretazioni dei messaggi. Invece questo si verifica spesso. Chiaramente liquidiamo la faccenda dicendo:

“Quello non capisce un tubo” o “Quello non va d’accordo con nessuno!”.

 

Però, profondamente sappiamo che cose non stanno così perché quella persona con qualcuno va d’accordo. Perché noi non riusciamo a far passare i messaggi giusti? Perché non riusciamo ad avere minimo di potere personale e di influenza con determinate persone?
Questo avviene perché IGNORIAMO la vera “grammatica” del linguaggio inconscio oltre a non sapere come direzionare il proprio inconscio per aumentare le proprie capacità di impatto verso gli altri.

 

Esaminiamo per un attimo il potere del linguaggio. Voglio farti soffermare su un paio di particolari interessanti.

 

Il primo è così banale che la sua potenza (costruttiva e distruttiva) è bellamente ignorata. Sto parlando del “NON”.

Questa piccolissima parola non viene computata a livello inconscio, ovvero quella parte profonda di noi che REALMENTE decide la direzione della propria esistenza.

 

Questo vuol dire che frasi come…

Non voglio fregarti”, “Non dimenticarti le chiavi” o “Non tradirmi”, fanno passare messaggi opposti a quelli desiderati.

Nello specifico:

“…voglio fregarti”, “…dimenticarti le chiavi” o “…tradirmi”.

 

“Ma come – starai pensando – ora tu mi stai dicendo che se dico ‘non tradirmi’ è come se dicessi ‘tradiscimi’?

 

Più o meno SI! Detto una volta non succede nulla. Ma un messaggio come quello appena visto, ripetuto spesso, tende a suggerire un’idea nel profondo.

Le idee sono virus contagiosi…si attaccano e cominciano ad espandersi.

Certo , non è che l’altra persona si fionderà a fare sesso con chiunque…ma se ripeti spesso questo messaggio farai nascere l’idea nel suo inconscio. Poi basterà una giustificazione razionale (un litigio pesante o una tua grave mancanza) per farle dire:

“OK, ora te la faccio pagare!” o “Basta, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso!”. 

In questo modo la parte logica asseconda la spinta inconscia.

 

Questo vale per tutto, non solo per il tradimento.

Immagina un professore che la maggior parte delle volte dice ai suoi allievi:

“Non dimenticate la lezione” o “Non dimenticate di studiare”.

Poi si lamenta di avere un classe si “asini”…ma il vero asino inconsapevole è lui dato che ignora completamente la regola del NON.

 

Quindi come evitare questi e altri disastri? Basta esprimersi in positivo:

“Pensami” o “Sii fedele” invece di “Non tradirmi”

“Ricordate la lezione” invece di “Non dimenticate la lezione”

“Ricorda di prendere le chiavi” invece di “Non dimenticarti le chiavi”.

 

Quando ti scappa un NON, converti subito in una frase positiva (senza il NON per l’appunto): verrà ricordata l’ultima sovrascrivendo quella errata.

 

Ma il potere delle parole va oltre.

Esistono schemi linguistici complessi i in grado di guidare la mente dell’altro verso il consenso, di evitare che possa pensare a riposte negative o addirittura in grado di generare una predisposizione interiore POSITIVA solo udendo la tua voce. Sembra fantascienza? Purtroppo (o fortunatamente) non lo è, solo che nessuno ne parla mai (ovviamente…).

 

Coloro che ignorano questi meccanismi, in genere, gridano scandalizzati “MANIPOLAZIONEEEEEEE” senza sapere realmente di cosa stanno parlando. Infatti, la mente dell’altro non fa nulla contro la sua volontà. Noi possiamo suggerire delle idee, ma non è possibile forzare la sua mente a fare cose non farebbe mai.

 

I manipolatori, come ho già detto in precedenti articoli, sono quelli che ricattano, fanno leva su sensi di colpa e paure per ottenere qualcosa. Ad esempio, impaurire la gente è un modo vile per manipolare.

 

In realtà, dobbiamo diventare bravi ad evitare di suggerire idee sbagliate nell’altro.

 

Osserviamo un’altra tecnica interessante:

hai mai visto alcune persone gestire attacchi e obiezioni grazie a riposte secche in grado di ribaltare completamente la situazione?

Penso proprio di si. Sono quegli individui in grado di ammutolire chiunque con una risposta in grado di cambiare la prospettiva dell’altra parte.

 

Che bellissima abilità…non sarebbe bello averla? Pensi che la PNL se ne stia stata con le mani in mano e non abbia modellato queste persone sintetizzandone gli schemi? Certo che l’ha fatto. Nello specifico Robert Dilts ha elaborato una decina di schemi linguistici chiamanti Sleigh of Mouht (gioco di prestigio verbale). La vera abilità sta nel conoscerli tutti, in questo articolo te ne mostro uno chiamato “Un altro obiettivo”.

 

La forza di questo schema consiste nel mostrare un obiettivo diverso da quello emerso nell’obiezione. In questo modo si tenta di scardinare la credenze che regge la frase.

 

Facciamo un esempio:

“Tu mi dici cose cattive”

RISPOSTA: “Il mio obiettivo non è essere cattivo, ma essere onesto con te”

 

Oppure

 

“Tu consegni sempre in ritardo”

RISPOSTA: “Il mio obiettivo non è fare ritardo, ma fare le cose bene in modo da non rischiare danni (o sbagliare, ecc..)”

 

L’intento è far comprendere all’altro il vero obiettivo del nostro comportamento. Questo può far cambiare idea al nostro interlocutore. Chiaramente uno solo schema potrebbe non bastare. Per questo motivo è importante conoscere più di uno in modo da saper rispondere e gestire simili situazioni.

 

Ora, avere tutta questa conoscenza significa cambiare letteralmente la qualità della propria vita. Significa essere più incisivi con le persone amate, amici, capo, collaboratori, colleghi, ecc..

 

Le parole sono uno strumento potentissimo…non si buttano a caso sperando che il messaggio arrivi. Esiste, come hai potute vedere, una “grammatica” nascosta.

 

Se vuoi imparare a generare consenso e stati positivi negli altri, evitare i NO come risposta, ribaltare ogni obiezione con 4 schemi degli Sleight of  Mouth e programmare la tua mente profonda per aumentare il tuo potere personale e di impatto verso gli altri, guarda ORA

IL POTERE SUBLIMINALE DELLE PAROLE

GOLDEN BOX

Convincere le persone difficili

Pensare che possa esistere una formula magica per convincere le persone più difficili, è pura fantascienza (o come amo dire: “fanta-pnl”). Non esistono ricette facili, ma un insieme di tecniche e un particolare approccio verso gli altri.

 

Uno dei primi consigli che mi sento di darti è che ogni persona è fatta a modo suo; se comprendi la visione del mondo di chi ha di fronte se davvero molto avanti nel gioco della comunicazione efficace.

 

Comprendere la cosiddetta “mappa del mondo”, è davvero importante.

Ho già affrontato in passato questo tema, mentre oggi vorrei toccare il tasto dolente delle obiezioni.

 

Quante volte capita di avere davanti persone difficili e che sanno dire soltanto “NO”?

 

La gestione delle obiezioni è una delle cose più complicate che un comunicatore efficace deve affrontare perché richiede estrema maestria e padronanza di diverse tecniche.

 

Però, esistono persone che, senza mai aver fatto un corso in vita loro, riescono a gestire ogni obiezione con naturalezza e tranquillità. Sono quegli individui che possiedono risorse interessanti e che la PNL ha modellato per estrarne gli schemi.

 

In particolare, Robert Dilts, uno tra i massimi ricercatori di PNL mondiali, ha elaborato 14 schemi linguistici denominati Sleight of Mouth. La traduzione letterale è infelice: gioco di prestigio di bocca.

I miei allievi più maliziosi sghignazzano per questa traduzione. In realtà, si riferisce a “giochi di prestigio linguistici”.

 

Dilts, ha osservato e studiato quegli individui abili a ribaltare le obiezioni con particolari risposte ad effetto in grado di cambiare le convinzioni degli interlocutori. 

 

Gli Sleight of Mouth, non si applicano solo nell’ambito commerciale, ma in nel couselling e nel coaching (quanti clienti hanno credenze negative che amano tenersi stretti?).

 

Ti è mai capitato di aver a che fare con persone che hanno sempre la risposta pronta? Bene, gli Sleight of Mouth servono proprio ad ottenere questa abilità.

 

Io non li uso mai tutti, ma solo quelli di maggiore impatto.

 

L’abilità che si dovrebbe sviluppare è capire quale utilizzare al momento giusto.

 

Un esempio di Sleight of Mouth è “Modello del mondo”.

Una persona potrebbe dirti:

“Tu dici cose cattive!”

 

Risposta con “Modello del mondo”:

“Andrea pagherebbe in oro per ascoltarmi!”

 

Questo piccolo esempio mostra il funzionamento di questo particolare Sleight: cerca di far comprendere all’interlocutore che il suo modello è ristretto e che altre persone vedono la situazione in modo diverso. Lo scopo è quello di rompere la credenza dietro l’obiezione.

 

Questo è solo un esempio, ma andrebbe usato al momento giusto e con un tono coerente con la frase.

 

Se vuoi conoscere altri 4 Selight of Mouth molto potenti e spiegati con diversi esempi per apprenderli meglio, scopri ora

 

LA PERSUASIONE:

Gestisci ogni obiezione con gli Sleight of Mouth

cover persuasione

 

Sleight of Mouth e PNL

Gli sleight of mouth sono schemi linguistici il cui scopo è spostare il su un altro livello l’attenzione del proprio interlocutore e/o ampliare la sua mappa del mondo in merito ad un obiezione.  Sono stati formulati nel 1980 da Robert Dilts (uno tra i più importanti Trainer in PNL sul panorama internazionale) e si basa sul modellamento di figure importanti come Ghandy, Gesù, Milton Erickson tanti altri.

Per il modellamento vi rimando alla lettura del precedente articolo “Il modellamento e l’arte dell’eccellenza”. Il perno su cui si basano è il reincornciamento delle convinzioni e della mappa mentale di chi formula una determinata frase.  Gli schemi sono 14 ma in questa sede ne esamineremo solo 3 per comprenderne il funzionamento: Intento riguardo a, Conseguenze e Analogia. . Supponiamo che io chieda al mio capo un aumento di stipendio e che lui mi risponda: “No, non te lo concedo, è troppo!”. Un primo schema che posso utilizzare è “Intento riguardo a”: Questo schema linguistico ha l’obiettivo di far porre l’attenzione dell’interlocutore sull’intento positivo del nostro comportamento: “Non ti concedo l’aumento, è troppo!”.  “La mia intenzione non è chiedere aumenti ma essere valorizzato”.  In pratica si cerca di far spostare la sua intenzione sul fatto che si vuol essere valorizzati e non chiedere un aumento fine a se stesso.Oppure, supponiamo che io muova una critica verso una persona e mi senta rispondere:  

“Tu mi dici cose cattive!”

Applicando sempre “Intento riguardo a” posso rispondere:  “La mia intenzione non è quella di essere cattivo ma di essere sincero”.  Esaminiamo un altro schema: Conseguenze. Questo schema ha l’obiettivo di far dirigere l’attenzione su un effetto (positivo o negativo) della credenza del nostro interlocutore, Riprendiamo l’esempio di prima in merito all’aumento: “Non ti concedo l’aumento, è troppo!”. “Darmi l’aumento significa riconoscere il mio valore, non farlo significa che qui non sono apprezzato”.  Come si può vedere, si enfatizza la conseguenza negativa che si crea dalla credenza generante l’obiezione. Esaminiamo l’altro esempio:  “Tu mi dici cose cattive”. “Non dirti queste cose significa essere cattivo con te”.  Il messaggio in altre parole è: sono cattivo se non ti dico queste cose.  

Esaminiamo un altro schema sempre utilizzando gli esempi di sopra: Analogia.

In questo schema si lavora trovando una relazione analoga in grado di spezzare la credenza relativa all’obiezione.  “Non ti concedo l’aumento, è troppo!”. “Aumentare il mio stipendio è come un investimento su un auto con cui si desidera fare in tutta sicurezza migliaia di chilometri”.   “Tu mi dici cose cattive” “Quando vai dal dentista e ti toglie un dente cariato, è cattivo o ti sta salvando i denti?”   In questo schema si lavora ricercando delle analogie utili per spezzare la credenza. Ad esempio, supponiamo che il mio interlocutore mi dica: “Io non cambierò mai, io sono fatto così!”. “Anche i dinosauri non sono cambiati e non si sono adattati e alla fine si sono estinti! Vuoi fare la stessa fine?”. Si può notare anche che alcuni Sleight of Mouth possono essere più adatti di altri per ristrutturare le obiezioni e che bisogna padroneggiarli tutti per capire quale può essere il più indicato in base alle circostanze. Possono essere applicati in tutti gli ambiti in cui vi è una comunicazione: aree professionali, personali e terapeutiche.