Legge di Attrazione: come attivarla?

Ormai anche i sassi sanno più o meno cos’è la Legge di Attrazione. Un po’ meno, però, sono le persone che sanno spiegare BENE come funziona e perché a volte non funziona.

 

Certo, apprezzo lo slancio entusiastico di alcuni autori che fanno sembrare tutto semplice; la loro intenzione è di far avvicinare i profani all’argomento. Però, se non spieghi BENE come funziona, creerai solo gente disillusa che abbandonerà questo fantastico approccio alla vita. Inoltre, si rischia di alimentare quella parte cinica (pardon, pragmatica) di persone che affermano che sono tutte stupidaggini.

 

Cominciamo da 0:

cos’è la Legge di Attrazione?

 

È una legge vecchia quanto il mondo tramandata nel corso dei millenni in forme diverse. In sostanza dice:

tutto ciò che emani torna indietro.

 

Questa frase di una semplicità unica, in realtà, racchiude un meccanismo molto più complesso di quanto possa sembrare.

 

Questa legge afferma che i tuoi pensieri, le tue emozioni e le tue azioni tornano indietro. Quindi, se pensi negativo, attirerai proprio quello che vorresti evitare; se provi (ad esempio) rabbia, ti capiteranno situazioni che ti faranno arrabbiare. Se ti comporti male con la gente (consapevolmente) prima o poi dovrai passare quello stesso tipo di qualità energetica.

 

Non è una legge inventata dal genio di turno improvvisato, è millenaria. Il Karma funziona così: tutto quello che emani torna indietro.

 

Cerchiamo di capirla nel concreto e di applicarla alla vita di tutti i giorni.

 

Se la mattina uno si sveglia con il “piede sbagliato” e si aspetta che la giornata vada male, chissà perché le cose andranno in quella direzione.  È come muoversi dentro una piscina: le onde che crei urtano i bordi per tornare verso di te.

 

Qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso avrà notato che questo meccanismo è reale: fino a quando non cambi schema mentale ed emozionale, le cose continueranno ad andare verso la direzione indesiderata.

 

Questo chiaramente vale anche (e soprattutto) per le paure: se si  teme che possa accadere qualcosa di terribile, è come scavarsi la fossa da soli. Mi rendo conto che non è facile controllare le paure, ma è davvero vitale iniziare a farlo.

 

Come ho scritto in precedenti articoli, la Legge di Attrazione può avere due spiegazioni diverse e allo stesso tempo complementari.

 

La prima è pratica: ti suggestioni inconsciamente e vai verso una determinata direzione anche contro il tuo volere razionale. Pensare qualcosa ripetutamente o pensarlo anche una sola volta abbinato ad una forte emozione, significa far passare quel messaggio nell’inconscio. Aggiungerei anche un’altra modalità: pensare qualcosa appena svegli al mattino. In quella fase si è in stato Alpha, fase di ricettività dove i pensieri passano velocemente nell’inconscio.

 

Quindi, niente di esoterico o mistico: semplice autosuggestione involontaria. L’inconscio va dove gli dici di andare. Il problema è che la maggior parte delle gente non solo non conosce come comunicare con esso (e lo fa nella maniera sbagliata), ma a stento sa di averlo.

 

La seconda spiegazione è meno razionale. Quello che pensi e provi finisce nel tuo inconscio. Questo è in connessione con l’Energia Universale che ti porterà esattamente quello che hai pensato e provato.

Inoltre, le azioni che compi prima o poi (nel bene e nel male) ti torneranno indietro.

 

Queste due spiegazioni, per come la vedo io, sono complementari e una non esclude l’altra. Anzi, la prima spiegazione (quella più razionale) apre le porte alla spiegazione dei diversi insuccessi che a volte la gente sperimenta.

 

Infatti, i pensieri DEVONO provenire e/o andare nell’inconscio.

Questo punto è CRUCIALE perché smonta chi afferma che basta pensare positivo. Se dentro di te, profondamente, non sei convinto che quella cosa andrà bene, illudersi che una semplice visualizzazione positiva possa cambiare le cose non serve a nulla.

 

La visualizzazione va a scontrarsi con la credenza profonda (inconscia). Quest’ultima, come una diga in cemento armato, fermerà qualsiasi tentativo positivo.

 

Quindi, questo spiega perché la Legge di Attrazione funziona bene dove non hai credenze limitanti e fallisce miseramente in quelle aree della tua vita dove hai questi blocchi interiori.

 

Chi ha più contatto con il proprio Sé Interiore, capisce subito se vi è un ostacolo inconscio: nel momento in cui cerca di visualizzare la nuova realtà, sente una resistenza o incontra difficoltà nel creare la rappresentazione mentale positiva.

 

In conclusione, per attivare la Legge di Attrazione (seriamente) bisogna diventare più attenti alle proprie credenze profonde frutto di apprendimenti genitoriali, di vita, sociali, mediatici, ecc..

 

Il secondo passo consiste nell’eliminare questi condizionamenti. In questa sede non toccherò questo argomento, ma ti rimando ad altri articoli presenti nel sito dove ho abbondamene trattato questo tema.

 

Quindi, chi si limita ad affermare che basta pensare positivo per far funzionare questa legge, ha un approccio un po’ superficiale verso l’argomento. Lo stesso vale per chi afferma che sono tutti stupidaggini perché si ferma alla “crosta” e non scava oltre.

 

Bisogna imparare ad uscire dalle proprie credenze e pregiudizi per aprirsi a nuove informazioni. Gli orientali affermano che occorre tornare alla visione di quando eravamo bambini: guardare il mondo con curiosità e apertura. Infatti, i bambini imparano e come mele acerbe sono destinate a maturare.

 

Quegli adulti che si considerano maturi e che credono di non avere più nulla da apprendere sono come mele mature destinate a marcire (vecchio detto orientale).

 

Se vuoi creare la giusta attitudine mentale per attivare la Legge di Attrazione, apprendere gli schemi mentali di chi la pratica e ri-progammarti verso il successo e l’abbondanza, guarda ora

ATTIVA LA LEGGE DELL’ATTRAZIONE

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COVER LEGGE ATTRAZIONE

Il Segreto di una Mente Vincente

Sentiamo spesso parlare di “mente vincente” riferendola a idee un po’ americaneggianti: corsi con musica ad alto volume, gente che salta, balla e urla dando il “cinque” o abbracciando chiunque. Non ho nulla in contrario verso questo modo alternativo per motivarsi, ma personalmente preferisco sistemi più incisivi, più lucidi e permanenti.

 

Come è possibile creare una mente vincente “sana” e che non precipiti in un inutile e distruttivo delirio di onnipotenza? Ci vuole molta intelligenza per capire che dentro di noi vi sono una serie di condizionamenti che creano la nostra vita ad di là delle intenzioni razionali.

 

Ad esempio, Se da piccolo ho avuto genitori che mi hanno sempre fatto credere che sono un incapace, un buono a nulla o un fallito, il primo passo da fare è lavorare su questi “nodi” interiori.

Andare a saltare a ritmo di musica in un corso con un abile e carismatico motivatore, mi darà una carica momentanea destinata a svanire dopo poco tempo.

Se il mio obiettivo è darmi la carica in questo modo dovendo rifare il corso un paio di volte l’anno, va bene.

Se il mio obiettivo è risolvere il problema definitivamente, non va bene.

 

Ripeto, non ho nulla in contrario nel seguire certi percorsi, semplicemente uno fa quello che è meglio per lui.

 

Personalmente, tempo fa decisi di intraprendere un percorso in PNL Umanistica Integrata che mi ha portato a comprendere che i blocchi interiori vanno rimossi con specifiche tecniche.

 

In PNL spesso parliamo di “Modellamento”:

 

“Se esiste al mondo anche un solo individuo in grado di fare una determinata cosa, anche noi possiamo farla modellando le sue strategie”.

 

Questa frase, per me, è oro colato. La pratico ogni giorno portandomi ad osservare persone e sistemi in grado di raggiungere l’eccellenza. Praticare questa idea quotidianamente implica una capacità di adattamento incredibile oltre ad una grande umiltà.

 

Quanti sbagliano clamorosamente e continuano a sbagliare pur di non ammettere di aver commesso un errore?

Come la chiameresti questa strana abilità se non “idiozia”?

 

Però è una caratteristica di molte persone: persistere anche di fronte all’evidente errore.

 

Qui vorrei citarti un altro pensiero (un presupposto a dir la verità) della PNL

“Se continui a fare quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto”.

 

Una mente vincente, di fronte ad un insuccesso, guarda il risultato delle sue azioni, lascia perdere quello che non funziona, prende quello che ha funzionato e mette in atto nuove strategie. Va avanti in questo modo fino a quando non raggiunge il risultato desiderato.

 

Infatti, in PNL noi diciamo anche:

“Il fallimento non esiste, esiste solo feedeback”.

 

Questa frase va spiegata bene.

Non significa ignorare i propri errori, ma non dovrebbero essere più considerati un fallimento. Se ti fissi sul fallimento crei i presupposti per la creazione di una credenza negativa che limiterà tanto la tue azioni future.

Naturalmente, uno che interpreta questo presupposto pensando che non sbaglia mai, è solo uno in delirio di onnipotenza…

 

Una mente vincente sgorga dall’interno: è il tuo inconscio che ne è pienamente convinto, non la tua parte razionale.

Infatti, riconosciamo un vincitore semplicemente dal suo modo di fare, ovvero dal suo non verbale.

Questo vuol dire che, essendone convinto, quello che dice e quello che pensa sono in sintonia.

 

Invece, gli pseudo vincitori sono quelli che dicono di esserlo ma smentiti dal loro linguaggio non verbale.

 

La gente legge inconsciamente il non verbale di chi ha di fronte e grazie a queste informazioni comprende se chi ha davanti ha un mente vincente o meno.

 

Quindi, per avere una struttura mentale vincente è importante rimuovere i propri limiti interiori e osservare chi abbiamo attorno prendendo ad esempio modelli eccellenti (anche semplicemente amici che riescono ad ottenere determinati risultati).

 

Il mio consiglio finale consiste nell’esortarti a sviluppare una virtù (aimè) molto carenti in alcuni miei colleghi: l’umiltà.

Grazie ad essa è possibile avere quella flessibilità necessaria per adattarsi e cambiare la propria struttura mentale e comportamentale.

 

Vincere significa anche ragionare fuori dagli schemi e questo è possibile grazie alla flessibilità. Irrigidirsi in modelli pseudo-vincenti che non sono altre che maschere adatte a coprire (e non risolvere) blocchi interiori, significa solo vendere se stessi agli altri ma non risolvere il problema che prima o poi emergerà.

 

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MENTE VINCENTE

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Come aumentare la fiducia in se stessi?

Come si fa ad avere fiducia in se stessi, autostima e forza interiore per realizzare la propria vita?

 

Perché ci sono persone con un’incredibile e sana autostima, mentre altre pensano di non essere in grado di fare nulla?

 

È sempre e soltanto una questione di programmazione mentale.

 

Nel bene e nel male i nostri genitori ci condizionano per mezzo di esperienze, lezioni, punizioni, ecc.. Creano in noi credenze potenzianti e limitanti. Queste ci dicono cosa è reale e cosa non lo è anche se la maggior parte sono verità soggettive. Chiaramente, non solo i nostri genitori installano in noi queste idee, ma anche i media, la scuola, la società, il gruppo sociale, ecc..

 

Ad esempio, se da piccolo mi convinco (o mi convincono) che mai potrò avere successo, a nulla serviranno gli sforzi razionali per raggiungerlo. È come camminare con un auto che ha il freno a mano tirato. Facciamo un esempio concreto di credenza limitante:

“Io posso arrivare solo fino a un certo punto”.

 

Nel concreto, questa credenza (purtroppo, parecchio diffusa), farà in modo di evitare che l’individuo possa andare oltre certi risultati. Ogni volta che (razionalmente) proverà a farlo, il suo inconscio lo boicotterà facendolo, ad esempio, sbagliare. In questo caso dirà:

“Ecco, io lo sapevo che tanto più di così non posso fare”.

 

Spesso si attiva il meccanismo delle profezie “auto-avveranti”, veri e propri “muri” alla felicità.

Un esempio che spesso mi capita nel coaching è li seguente:

“Proviamoci, anche se so che io non cambierò così facilmente”

 

L’esperienza mi ha insegnato che se non estirpo questa idea come primo passo, tutto il lavoro sarà inutile.

Il mio cliente non avrà risultati e mi dirà:

“Visto? Io lo sapevo che è tutto inutile”.

 

Questa frase (vera e propria lapide che mette su se stesso) rafforza la credenza limitante facendola radicare maggiormente.

 

Quindi – ti chiederai – cosa bisogna fare per aumentare la fiducia in se stessi?”

 

Sicuramente il primo lavoro da fare consiste nel andare a riconvertire le credenze limitanti. La Programmazione Neurolinguistica (PNL) fornisce tecniche rapide ed efficaci per ottenere questi risutati. Allo stesso tempo bisogna avere la pazienza di trovarle e lavorarci. Illudersi che si possa risolvere tutto in un paio di battute è pura illusione. Grazie al Metamodello è possibile trovare le credenze, mentre grazie a tecniche submodali avanzate è possibile eliminarle.

 

Il secondo passo consiste nell’imparare ad amarsi e ad accettarsi. Senza l’amore verso se stessi è impossibile pensare di trovare maggiore fiducia in se stessi. Potrei mai fidarti di uno che non accetti, ami e apprezzi? Quindi, se non ti ami, come puoi fidarti di te stesso?

 

Il terzo passo consiste nel programmare la propria mente profonda verso la tranquillità, la forza interiore e il successo. Una volta tolte le credenze limitanti e imparato ad amarsi, è possibile dare una direzione precisa alla mente. Prima è impensabile farlo perché lotteresti contro te stesso e le tue credenze profonde.

 

Come ho detto in precedenza, PNL offre davvero tanti strumenti utili per fare un lavoro di questo genere. Ci tengo a ricordarti che la PNL non entra nella scatola nera. Cioè, non va a scoprire perché e come si è radicata una credenza limitante. Semplicemente la trova e la trasforma grazie a specifiche ttecniche

 

Un lavoro alternativo consiste nel ri-programmare la propria mente profonda grazie a messaggi mirati. Per mezzo di speciali neuro-tecniche è possibile creare a comando uno stato cerebrale ricettivo per far passare direttamente i messaggi positivi.

 

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AUMENTA LA FIDUCIA IN TE STESSO

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I segreti del venditore di successo

Quali sono i segreti del venditore di successo? Essere un venditore di successo, in questo periodo, non è facile. Se già normalmente questo è uno dei mestieri più difficili al mondo (o ci sei portato o è meglio lasciar perdere), ora è una “Mission Impossible”.

 

Certo, io non parlo dei pseudo-venditori, cioè quelli che hanno una grossa società alle spalle che propongono un prodotto/servizio che si vende da solo. Per intenderci, quelli che hanno un’esclusiva di prestigio e si limitano a raccogliere gli ordini da clienti che sono di fatto costretti a comprare da loro.

 

Non ho nulla contro questo tipo di figure commerciali, ma di fatto non sono dei venditori nel vero senso della parola. Li vedo più come degli impiegati. 

 

Un vero commerciale è colui che riesce a vedere nonostante una agguerrita concorrenza. Generalmente possiede della capacità comunicative al di sopra della media ed è in grado di generare empatia anche con le persone più difficili.

 

Ho conosciuto diverse tipologie di venditori e li raggrupperei in queste categorie:

 

1) I blateranti: parlano, parlano, parlano e prendono per sfinimento il cliente. La maggior parte di loro (non tutti), non è in grado di ascoltare (grave mancanza per un commerciale) ma raggiungono comunque il loro scopo. Non condivido la loro modalità, ma devo ammettere che funziona.

 

2) Gli intortatori: questa tipologia venderebbe qualsiasi cosa promettendo l’impossibile. Raccontano balle su balle ma in maniera quasi sobria, in modo da non destare sospetti. Poco etici, abili nell’arrampicarsi sugli specchi, riescono a vendere nonostante tutto. Chiaramente, non condivido questa modalità perché adatta a commerciali “mordi e fuggi” (poco etici), ma produce risultati.

 

3) I Venditori (con V maiuscola): ascoltano il cliente, comprendono i suoi bisogni e riescono a proporre quello che davvero il cliente vuole. Riescono a creare connessioni con etica appagando le esigenze di chi hanno di fronte. Chiaramente condivido appieno questa modalità, anche se produce risultati nel lungo periodo; però, si creano una buona reputazione che a sua volta genera automaticamente empatia (ti fidi di una persona referenziata e della quale la gente parla bene).

 

Ora, se qualcuno si è riconosciuto nei blateranti o negli intortatori, non se la prenda: va bene lo stesso. È una modalità che non sempre funziona e che fa perdere alcuni clienti (quelli che non sopportano di essere storditi da tonnellate di parole e quelli che odiano “gli arrampica-specchi”). Poi, non paga nel lungo periodo e si è costretti a cambiare settore/zona (questo vale soprattutto per gli intortatori).

 

Fin da quando studiavo alle superiori e poi all’università, sono stato immerso nell’esperienza commerciale dell’azienda di famiglia. Poi ho voluto mettermi alla prova sotto estranei. Quindi, un po’ di esperienza ce l’ho e posso affermare che la tipologia 3 (i Venditori) sono i migliori:

ascoltano il cliente, reperiscono le sue strategie decisionali, i suoi bisogni per poi costruire una presentazione/proposta perfetta e su misura.

 

Questo approccio richiede padronanza del rapport (empatia), flessibilità e capacità di adattamento. Non sono persone che recitano a memoria la presentazione dei loro prodotti e/o servizi, ma creano la presentazione su misura più adatta a loro cliente.

Questo significa creare la vendita perfetta a cui è difficile dire “No”.

 

Ho modellato e raccolto le strategie di questi Venditori efficaci in un corso multimediale in cui scoprirai come raccogliere esigenze/bisogni/criteri di acquisto e come creare la presentazione perfetta

 

LE 3 CHIAVI DELLA VENDITA DI SUCCESSO

cover 3 chiavi vendita successo

 

Ricchezza e schemi mentali

A chi non interessa il discorso della ricchezza? Penso che a quasi tutti interessa sapere come funziona il discorso dell’abbondanza.

 

Ti sei mai chiesto perché ci sono persone in grado di attirare l’abbondanza mentre altre faticano a farlo?

 

All’inizio, come la maggior parte della gente, credevo che questa gente fosse fortunata, raccomandata o disonesta. “Quello è nato in una famiglia ricca” o “Chissà come li guadagna i soldi…sicuramente in maniera losca” ecc..

 

Eppure, conosco persone che sono partite da zero e sono andate verso l’abbondanza in maniera onesta. Allora, grazie agli strumenti della PNL, ho deciso di modellare individui e strutture che riescono ad andare verso l’abbondanza naturalmente.

 

Una caratteristica importante sono le credenze: se i genitori inculcano nei loro figli il senso di scarsità, sarà una pesante eredità che li condizionerà per il resto della loro vita. Facciamo alcuni esempi di idee “negative”:

 

“Bisogna sudare sangue per sopravvivere”, “Solo chi nasce in una famiglia ricca diventa ricco”, “Solo i delinquenti diventano ricchi”, “La ricchezza porta sfortuna (facendo riferimento a drammatiche morti di personaggi famosi)”.

 

Ne ho già parlato in altri articoli, ma mi sembra opportuno precisare un paio di punti sulle credenze.

 

Si tratta di schemi mentali “fisici” (non astratti) costituiti da configurazioni neurologiche. Se pensi che “i soldi portano sfortuna” non ti basta pensare che non è vero perché si tratta di un pensiero radicato.

 

Altro aspetto importante è che una credenza fa scattare due processi di “auto-conservazione” che non ti fanno uscire dalla credenza stessa.

Si tratta di “Cancellazione” e “Deformazione”.

 

La Cancellazione è l’eliminazione di informazioni che contrastano con la credenza (visione “Tunnel”). Ad esempio, se uno pensa che “Il denaro porta sfortuna” noterà solo le situazioni in cui a gente ricca capitano cose assurde e non noterà i casi in cui vi è gente ricca e felice a 360°.

 

La Deformazione, invece, è un processo attraverso il quale deformiamo la realtà attraverso l’immaginazione e la creatività. Spesso supponiamo dei fatti e li immaginiamo senza avere un riscontro pratico.

 

La Deformazione è l’ultimo baluardo di difesa della credenza. Supponiamo che un amico riesce a far notare alla persona dell’esempio quei casi in cui vi è gente ricca e felice a 360°. Potrebbe deformare e dire: “…è solo fortuna!”.

In questo modo non si esce dalla credenza limitante e, anzi, si rafforza.

 

Non esistono formule magiche e soluzioni rapide per diventare ricchi, ma un primo importante passo consiste nel cambiare schemi mentali. Questo cambiamento permette di poter notare tutte quelle possibilità che normalmente vengono “cancellate” e “deformate”.

 

Per eliminare i pensieri negativi si può lavorare in diversi modi. Ad esempio, metterle di discussione sottoponendosi a situazioni che dimostrano il contrario. Questo si può concretizzare frequentando persone che vivono nell’abbondanza e che stimiamo. A furia di frequentarle è possibile mandare in crisi il sistema di credenze.

 

Un altro sistema consiste nel sottoporsi a sessioni di coaching o ascoltare brani subliminali che hanno l’obiettivo di eliminare i pensieri negativi e installare quelli positivi.

 

Se ti interessa creare nuovi schemi di pensiero verso l’abbondanza, cambiare modo di pensare e avere una maggiore motivazione verso la ricchezza,

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LA CALAMITA DELLA RICCHEZZA

5 Brani subliminali

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Aumenta la fiducia in te stesso

Vi sono persone che hanno una forte fiducia in se stesse (a volte anche fin troppo!). Questi individui possiedono una forza interiore e una tranquillità mentale che provoca non poca invidia in tutti gli altri che, invece, ne sono sprovvisti.

 

Come mai esistono persone che possiedono questa forza interiore mentre altre fanno fatica ad avere fiducia in se stesse?

 

Tutto è riconducibile a quello che banalmente viene chiamato “programma mentale”: nei primi anni di vita assorbiamo come spugne tutto quello che gli adulti significativi ci fanno.

 

Se si comportano positivamente, cioè ci rafforzano nell’autostima e ci “passano” delle credenze potenzianti, avremo una forte fiducia in noi stessi.

 

Invece, se abbiamo a che fare con persone che continuamente ci criticano, giudicano e minano nella nostra autostima, mi sembra ovvio che la nostra forza interiore sarà un po’ deboluccia. È anche vero che vi sono individui che, messi di fronte a queste sfide, sviluppano una fiducia in se stessi straordinaria. Purtroppo non tutti riescono a reagire in questo modo.

 

Inoltre, la programmazione interiore non si ferma in tenera età ma prosegue tuttora. Quindi, avere a che fare con “Sponsor Negativi” significa mettere a rischio la propria autostima.

 

Ora, sarebbe un errore eliminare definitivamente questi individui, ma il mio consiglio consiste nell’aumentare gli “Sponsor Positivi”: si tratta di individui che apprezzano le nostre azioni e ci forniscono validi e costruttivi suggerimenti.

 

Un discorso a parte è il programma mentale: andrebbe riscritto grazie ad un lavoro interiore. In questo caso possono essere utili brani audio subliminali che mirano ad eliminare i pensieri negativi per aumentare la propria forza interiore.

 

Se ti interessa saperne di più guarda

 

AUMENTA LA FIDUCIA IN TE STESSO

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La Calamita del Successo

Quante volte pensiamo con un po’ di invidia a quelle persone che riescono ad avere successo in tutte le imprese in cui si cimentano? È facile pensare che si tratti di fortuna.

 

Modellando diverse persone che sembra che attirino il successo in maniera incredibile (quasi come se avessero una calamita ad hoc), sono giunto alla conclusione che si tratta di pura struttura mentale.

 

La maggior parte delle persone che riescono ad avere successo hanno particolari credenze potenzianti, schemi mentali e una particolare attitudine mentale positiva.

 

È facile credere che chi ha successo pensa positivamente proprio perché ha successo! Invece, è proprio il loro approccio alla vita che genera positività attorno a loro.

 

Certo, le variabili in gioco sono tante, ma avere delle credenze negative (ad esempio, “tutto andrà storto”, “a me va sempre male”, “tanto il successo non è qualcosa che io possa avere” ecc.) creano “l’effetto tunnel”: si vede solo quello che porta verso l’insuccesso e non si notano le possibilità per riuscire. I processi in gioco sono:

 

– Cancellazione: si cancellano le possibilità per avere successo

– Deformazione: si deformano negativamente le possibilità

 

Quindi, la calamita del successo in qualche modo esiste davvero: si tratta di riprogrammare la propria mente fornendole strade nuove e positive.

 

Ho realizzato una raccolta di brani subliminali che hanno l’obiettivo di riprogrammare la tua mente profonda e fornirle la giusta direzione verso il successo.

 

Se vuoi saperne di più:

 

LA CALAMITA DEL SUCCESSO

5 audio subliminali

Cover successo

 

Anticipare il futuro

È possibile anticipare la realtà nella propria mente? Pensa come sarebbe interessante avere questa straordinaria capacità: vedere in anticipo quello che potrebbe accadere!

 

Potresti tranquillamente decidere se lanciarti in un progetto, modificare qualcosa o lasciar perdere.

 

Pensi che sia fantascienza, ma non è così. Nella Programmazione Neurolinguistica (PNL) si lavora parecchio con la Buona Formazione degli Obiettivi.

 

Uno dei più grandi errori che la gente commette è pensare che possa bastare mettersi un obiettivo nel proprio inconscio per poterlo raggiungere:

se non è ecologico, se va in contrasto con la gerarchia di valori, se non conosci bene le risorse e se i costi superano i vantaggi, probabilmente non lo raggiungerai.

 

Qualche anno fa un mio amico decise di costruire una casa di 3 piani sopraelevando su un’altra già esistente. Gli architetti e l’impresa costruttrice lo avevano rassicurato che ci sarebbero voluto 6/8 mesi e una determinata cifra.

 

Con la Buona Formazione degli Obiettivi emerse che ci sarebbero voluti 2 anni e il doppio della cifra preventivata (questo in base alle risorse che aveva a disposizione). Non mi volle ascoltare…e sono già 2 anni che in ballo con questa casa! Ora mi dice: “Se avessi saputo, me ne sarei comprata una già costruita”.

 

Il problema è che lui lo sapeva, ma non ha voluto ascoltare informazioni che andavano contro il suo volere.

 

Questa cosa è abbastanza comune: la gente si fa prendere dall’emotività (non che sia è un errore) e perde la lucidità necessaria per individuare le “falle” nel progetto.

 

Una delle prime regole che un piennellista serio deve apprendere è che nessun cambiamento o obiettivo può essere perseguito se non rispetta le regole di buona formazione.

 

Grazie ad esse sarà possibile anticipare quello che accadrà in modo da sapere cosa fare.

Il metodo ci concretizza grazie ad una serie di domande.

 

Uno dei punti più importanti è saper delineare tutti i possibili scenari grazie alle seguenti domande

 

1) Quali vantaggi otterrai con il suo raggiungimento

Metti per iscritto tutti i vantaggi (materiali e non) che l’obiettivo ti darà

 

2) Quali svantaggi comporterà il suo raggiungimento?

Scrivi tutti i costi (economici, tempo da impiegare, relazioni sacrificate, benessere, ecc.) che l’obiettivo comporterà

 

3) Quali vantaggi otterrai se non farai nulla?

In altre parole, cosa guadagnerai se decidi di non perseguire l’obiettivo? Sicuramente avrai qualche vantaggio.

 

4) Quali svantaggi otterrai se non farai nulla?

Chiaramente, non agire avrà dei costi. Mettili per iscritto.

 

Rispondi con molta attenzione a queste domande in modo da conoscere tutti i possibili scenari. Il mio consiglio è quello di farti aiutare da un amico (che chiaramente stimi) in modo da avere “due occhi” più lucidi durante l’analisi del progetto.

 

Grazie a queste domande riuscirai a soppesare vantaggi e svantaggi potendo decidere cosa fare

 

Solo queste domande sono già sufficienti per aiutarti a districarti nella Buona Formazione degli Obiettivi.

 

Se vuoi conoscere le altre domande e accedere a tutti i segreti per simulare nella tua mente qualsiasi obiettivo, scopri il corso multimediale 

 

“Mind Programming:

Il Simulatore di Realtà”

cover simultatore realtà

1 lezione audio + 1 report in pdf + 1 mappa mentale

https://www.vincenzofanelli.com/product/mind-programming-il-simulatore-di-realta

 

 

PNL e eccellenza personale

Gli individui che tendono a raggiungere le mete con successo in modo ecologico e permanente hanno una particolare attitudine mentale. Non si tratta solo di “tecniche” ma anche di un particolare approccio verso la vita e il prossimo. In questo articolo ho riportato alcune caratteristiche presenti in queste persone.

  • Direzione
    È fondamentale avere sempre degli obiettivi e una direzione verso cui andare. L’errore commesso da alcuni è essere volti al passato; invece, è importante essere protesi verso il futuro con mete ben definite. Quando non si hanno degli obiettivi da perseguire tendiamo a disperdere le nostre energie rischiando di smettere di “lottare” per qualcosa. Quando abbiamo una direzione ben definita le nostre energie sono indirizzate verso l’obiettivo. Naturalmente, è importante adottare un approccio flessibile: cogliere il feedback di quello che non funziona migliorando le azioni future.

  • Decisione
    Nella vita è importante avere forza e capacità decisionale dato che nulla è certo. Non agire e rimanere fermi comporta l’unico risultato di renderci frustrati. Le situazioni che affrontiamo vanno analizzate per mettere in atto strategie per risolverle. Aspettare che vi sia la certezza matematica per prendere la giusta decisione può rivelarsi controproducente in quanto rischiamo di non agire. Ogni azione può portare ad errori e le decisioni potrebbero rivelarsi errate. Ma gli errori sono il feedback necessario per migliorare le azioni future. Grazie ad un atteggiamento flessibile è possibile modificare le proprie azioni fino al raggiungimento dei propri obiettivi. Bisogna rischiare e, in qualche modo, calcolare i rischi collegati alle varie decisioni. In seguito, agite prendendo quella che comporta maggiori vantaggi e minori svantaggi. Dovete essere pronti a commettere qualche errore dato che, se non agite, non sapete fino a che punto potete spingervi grazie alle vostre capacità. Inoltre, solo agendo potete comprendere realmente quali sono le risorse che avete a disposizione e quali dovete acquisire per raggiungere gli obiettivi.

  • Empatia
    Nelle relazioni è importante stabilire rapporti empatici con gli altri. Ad esempio, nelle aziende risultano essere più avvantaggiati coloro che hanno ottimi rapporti con i colleghi in quanto, nei momenti difficili, tendono a ricevere il sostegno del gruppo. In altre parole, accedono alle risorse del gruppo. Invece, coloro che non stabiliscono relazioni empatiche sono costretti a risolvere le situazioni solo con i loro mezzi. Questo potrebbe comportate un allungamento dei tempi per risolvere la situazione. L’empatia permette di stabilire relazioni basate sulla fiducia e di “mettersi nei panni” degli altri. Uno dei comportamenti che facilità rapporti costruttivi consiste nell’astenersi dal giudicare gli altri e di sforzarsi di comprendere il punto di vista altrui (se non addirittura condividerlo). Comprendere la “mappa del mondo” dei nostri interlocutori senza pregiudizi è una delle chiavi che permette la “costruzione di un ponte” tra due sponde opposte; questo genere di comportamento non significa “spersonalizzarsi” ma adattarsi momentaneamente agli altri per creare un “terreno comune”. Giudicare senza accettare, invece, è una delle chiavi per creare attorno a noi un’atmosfera di disarmonia.

  • Amore
    Un’altra caratteristica è il sincero interesse per il benessere degli altri. Quando proponiamo qualcosa o vogliamo spingere gli altri a compiere determinate azioni, dobbiamo sempre prendere in considerazione anche i vantaggi che loro riceveranno. In qualsiasi tipo di negazione se le parti ricevono reciproci vantaggi, tende a crearsi fiducia dato che convincere significa “vincere insieme”. Invece, se volete sopraffare il prossimo o semplicemente attestare la vostra superiorità facendo sentire gli altri dei perdenti, non stabilite empatia ma solo relazioni che nel lungo periodo potrebbero ritorcersi contro di voi. Anche se in un determinato contesto avete mansioni di leader e gli altri devono “obbedirvi”, non otterrete il rispetto imponendovi con la forza. Un buon leader è colui che usa il peso dei suoi poteri solo quando è necessario ed rivolto al benessere del gruppo in cui opera. Usare prevalentemente metodi prevaricativi serve solo ad accrescere l’odio nei vostri confronti, sentimento che potrebbe rivelarsi devastante quando il vostro potere potrebbe venir meno. Infatti, spesso il gruppo sceglie dei leader naturali; questi individui sono scelti in base a due caratteristiche salienti:
    a. sono decisi
    b. sono interessati al benessere del gruppo in cui operano
    In questo modo conquistano la fiducia della gente e, di conseguenza, creano empatia.
    A prescindere dai contesti aziendali, un approccio ecologico verso gli altri vi aiuterà a creare una rete sinergica di relazioni estremamente efficace.

Analizziamo ora i meccanismi che ci allontanano dal successo:

  • Disperarsi
    Cosa accade quando un nostro grande obiettivo diventa irrealizzabile?

Possiamo ritrovarci bloccati in un’emozione negativa che potrebbe allontanarci dalle nostre mete. In questo caso un desiderio si trasforma in un limite che potrebbe separarci dal successo. A volte può accadere che la voglia di “perfezione” ci renda frustrati quando non riusciamo ad ottenere esattamente quello che vogliamo. Quello che dobbiamo apprendere è che non sempre le nostre azioni portano i risultati sperati. I fallimenti devono essere considerati come lezioni che ci permetteranno di migliorare le azioni future. In altre parole, grazie alla flessibilità, potremo comprendere quello che funziona e mutare tutti quegli elementi che si sono rivelati dannosi o inutili. Bisogna divenire “pratici” ed imparare ad agire immediatamente senza mai rimandare a domani quello che possiamo fare oggi. In un precedente articolo ho evidenziato come “farsi films mentali negativi” potrebbe portarci a compiere comportamenti negativi. Quindi, immagini ed emozioni di frustrazione e disperazione possono creare un circolo vizioso. Accettare le delusioni come lezioni per migliorare le azioni future è fondamentale per mettere in atto comportamenti costruttivi.

  • Insicurezza
    Il dubbio è legittimo. Infatti, quando non siamo sicuri dobbiamo analizzare tutti gli aspetti. Ma se questa fase di analisi si protrae per troppo tempo può rivelarsi dannosa e controproducente.
    Quando siamo assaliti da dubbi o paure è giusto soffermarsi un attimo ed analizzarli prima di agire in modo da avere sempre presenti tutti gli aspetti di una situazione. Prima di agire io consiglio di fare una lista di possibili vantaggi e svantaggi che l’azione comporta. Dopo aver redatto la lista, è importante fare un analisi dei costi e dei benefici: solo in questo modo potete sapere se è conveniente agire. Ma in seguito bisogna decidere con risolutezza.


  • Rimpianto
    È importante non avere mai rimpianti. Immaginate di non agire per i vostri sogni, di restare bloccati nella paure e nelle incertezze. Immaginatevi a 80 anni e di guardare indietro nel tempo: quanti rimpianti avrete? Immaginate che questo sia il vostro ultimo giorno sulla Terra: cosa fareste? Quali sogni vorreste concretizzare? Se riuscite a rispondere a questa domanda sapete come rendervi felici e non avere rimpianti. La nostra società ci impone una serie di doveri, ma questo non esclude il fatto che lentamente potete cominciare a costruire il vostro sogno, coltivarlo e crederci mentre continuate a fare la vita di tutti i giorni. Non vi chiedo di mollare tutto e concentrarvi solo su quello che desiderate (sarebbe irresponsabile), ma di ritagliare uno spazio giornaliero per le vostre ambizioni. Se vi lasciate inglobare da sistema, dalla quotidianità, dai problemi, un giorno vi guarderete indietro e sarete pieni di rimpianti.


  • Indirizzare male le energie
    Alcuni comportamenti come l’aggressività, non sono negativi di per sé ma possono rivelarsi dannosi se indirizzati male. Quando è necessario, adottare un atteggiamento aggressivo può rivelarsi una soluzione vincente. Viviamo in una società in cui essere troppo passivi può portare ad essere sopraffatti. Durante sport agonistici, la squadra che adotta un atteggiamento aggressivo (anche se in svantaggio) tende ad intimorire l’altra: questo può portare alla vittoria.
    Chiaramente, essere aggressivi a sproposito, in tutte le situazioni e con individui che non ricorrono a questa strategia, è controproducente: sarete etichettati come intolleranti e il vostro atteggiamento sarà percepito come un segnale di debolezza e insicurezza.


  • Mancanza di Fede
    Per fede non mi riferisco a quella religiosa ma alla fiducia nelle proprie capacità, alla convinzione positiva che dovete costruire dentro di voi: prima o poi riuscirete nei vostri intenti. Arrendersi alle prime difficoltà costituisce un forte segnale di allarme di mancanza di fede in voi stessi e nella meta che volete raggiungere. I grandi personaggi che hanno lasciato il proprio nome nella storia avevano sempre in mente l’obiettivo da raggiungere, sapevano bene dove volevano arrivare; le sconfitte e i fallimenti li spronavano a migliorare le loro azioni perché erano fortemente convinti di raggiungere le loro mete. Questo differenzia le persone di successo da quello che hanno difficoltà ad emergere. Thomas Edison ha fallito 5.000 volte prima di realizzare la lampadina elettrica. Un giorno un giornalista gli chiese: “Mister Edison, perché insiste nel voler inventare la lampadina elettrica? Tutti sanno che è impossibile e ha già fallito 5.000 volte!”.
    Edison lo guardò e gli rispose: “Ragazzo, non ho fallito 5.000 volte, ho solo trovato 5.000 modi in cui la lampadina non funziona e prima o poi troverò quello giusto!”.

PNL e modellamento dell’eccellenza

Il modellamento è un processo che si basa essenzialmente sullo scambio di idee. Quando due individui scambiano le loro esperienze e abilità, dopo il loro incontro, risultano più ricchi di prima.

 

Se esiste un particolare individuo che possiede specifiche capacità che ci interessano, grazie al modellamento possiamo “estrarle” e apprenderle.

 

Se incontriamo una persona affamata possiamo decidere di darle 10 euro in modo da potersi nutrire, ma la soluzione è solo temporanea. Se, invece, decidiamo di insegnarle una professione (sempre che lei lo voglia) le diamo la possibilità di sfamarsi per tutta la vita e non per un giorno soltanto. 

 

Ma cosa indichiamo con il termine “modello”? Si indica una descrizione o analogia atta a segnalare qualcosa di non osservabile o un sistema di presupposti, informazioni e inferenze presentato come una rappresentazione formale di un’entità o situazione.  


Come funziona il modellamento nella PNL?

Parte dalla comprensione del comportamento umano per esaminare i processi che ne sono la base e apprenderli. Ne deriva un parametro di riferimento, utile per insegnarlo ad altri. Ad esempio, in ambito aziendale o sportivo si fanno ripetere, a chi è inesperto, una serie di comportamenti specificandone le fasi. In questo modo è possibile apprendere una strategia fornita da chi ha già raggiunto significativi successi nell’abito di interesse.
Generalmente non si prende ad esempio un singolo individuo, ma un più ampio numero di comportamenti o esempi che hanno prodotto il medesimo risultato. Ad esempio, nella PNL si utilizzano alcune tecniche come la “Time Line” per trasformare blocchi emotivi. Per raggiungere il risultato e perfezionare il sistema, sono stati esaminati più casi con esito positivo e non un singolo esempio. 

 

Inoltre, una volta estratto il processo, deve essere formalizzato e applicato in ambito diverso. Ad esempio, posso modellare una strategia per guidare un team di regata e applicarla (contestualizzandola) in ambito aziendale.
Naturalmente il linguaggio, con cui ci esprimiamo, non descrive mai la struttura profonda: il “pezzo” originale subisce generalizzazioni, cancellazioni e deformazioni che ne alterano la forma. Per accedere alla struttura profonda, bisogna utilizzare dei linguaggi di precisione (Metamodello). Grazie ad esso, è possibile individuare le violazioni che “nascondono” il messaggio originale. 


In che modo si esamina un individuo che si desidera modellare?
Per creare modelli efficaci non basta la semplice emulazione, ma bisogna esaminare differenti livelli di informazione. Ad esempio, che influenza esercita l’ambiente esterno sulla persona che intendiamo modellare (quando e dove agisce). Naturalmente si prende in considerazione anche l’impatto che, a sua volta, genera l’individuo sull’ambiente.

Un altro livello di informazioni si riferisce al “cosa fa” esattamente, ovvero i comportamenti specifici (schemi lavorativi, relazionali e interattivi riferiti a situazioni e/o persone).
Inoltre si esaminano le capacità intellettuali e cognitive, i suoi valori e convinzioni (cosa “crede” in merito al proprio ambiente, in merito a se stesso, al suo lavoro ecc.). In altre parole, si esamina tutta la struttura dei suoi livelli logici (ambiente → comportamento → capacità → convinzioni/valori identità → spiritualità). 

 

Voglio concludere questo breve articolo (per approfondire il tema vi rimando alla lettura del libro “Creare modelli con la PNL” di Robert Dilts – Astrolabio) citando una frase di Robert Dilts che, grazie ad una metafora, spiega l’essenza del modellamento: se due individui si incontrano e si scambiano un dollaro, dopo il loro incontro avranno sempre un dollaro a testa. Se gli stessi individui scambiano un’idea, dopo il loro incontro avranno due idee ciascuno.

 

Questa frase dovrebbe far riflettere anche su quanto sia importante scambiare informazioni e comunicare all’interno di un team invece di trincerarsi dietro le proprie idee e pregiudizi.