I Poteri Segreti della Comunicazione

L’altro giorno ero in un’azienda per parlare di formazione con il titolare e il direttore commerciale. Argomento:  la comunicazione subliminale, non verbale e come sia possibile far passare messaggi al di sotto della soglia razionale (chiaramente, con etica e rispetto dell’interlocutore).

 

Mentre il titolare capiva molto bene di cosa stessi parlando (altrimenti non mi avrebbe chiamato), il direttore commerciale arrancava facendo finta di capire.

 

Nulla di male, nessuno deve sapere per forza che esiste un modo segreto della comunicazione dove le regole sono diverse: bisogna convincere l’inconscio dell’interlocutore, non la sua parte logica. Per fare questo bisogna usare il non verbale, il mirroring, il rapport assertivo, ecc..

 

Il problema è che quello che può fare la differenza oggi è la padronanza di queste tecniche. Pechè mai qualcuno dovrebbe scegliere me e non qualcun altro a quasi parità di condizioni? Fortuna, simpatia? La riposta puoi intuirla: perchè è la parte profonda che decide di andare in una direzione piuttosto che in un’altra. Ecco perchè è IMPORTANTE conscere il suo linguaggio e sapere come convincerla.

 

Quando parlo di questo argomento amo mettere la foto di un iceberg perchè è una splendida metafora: quello che vedi in superfice è solo la decima parte di quello che c’è sotto. Non solo: la parte sommersa (che sembra non esistere) è il vero iceberg.

 

Questo non vale solo nelle aziende, ma anche nella vita privata.

 

Comunque, questo episodio mi ha fatto comprendere quanto poco davvero si sappia sulla comunicazione efficace subliminale.

 

Ti rimando alla visione di questi video:
Rapport su Valori e Credenze
Il Rispecchiamento

 

Inoltre, il 15 Aprile terrò a Brindisi il corso “Il Potere Segreto della Comunicazione”.

 

I contenuti
•    Introduzione alla PNL e alla comunicazione efficace
•    Rapport ed empatia
•    Le tipologie di Rapport: emotivo, assertivo, si postura, su Valori e Credenze
•    Comunicazione Non verbale
•    I 4 canali: prossemica, paralinguistica, digitale e cinesica
•    I segnali di gradimento
•    I segnali di rifiuto
•    Altri segnali
•    Esercitazioni pratiche

 

Date e orari:
1 giorno
Dalle 9,30 alle 13,00 – dalle 14,30 alle 18,00

 

Presso:
Hotel Orientale – Corso Garibaldi 40 – Brindisi

 

Quota:
€ 79 iva compresa

 

Prenotati subito, ormai manca poco per la scadenza della promozione: info@vincenzofanelli.com

PNL video – Il Rispecchiamento

Rispecchiamento ed Empatia, se ne parla spesso in PNL in relazione al Rapport e alla comunicazione efficace.

 

In PNL esistono diversi modi per creare empatia e comunicare efficacemente; il Rispecchiamento è una tecnica molto efficace che permette di realizzare un “ponte” tra due persone.

 

Grazie al non verbale è possibile instaurare un rapporto di fiducia per guidare il proprio interlocutore.

 

Il Rispecchiamento è una tra le tecniche più importanti della Programmazione Neurolinguistica in quanto alla base di molte altre tecniche.

 

Si tratta di una tecnica che mettiamo in atto in maniera naturale quando siamo in sintonia con un’altra persona.

 

È possibile ricrearne l’effetto volutamente.

 

Guarda il video.

 

 

 

 

Comunicazione Non Verbale – PNL

La Comunicazione non Verbale si potrebbe definirla come tutti quegli atti comunicativi non rientranti nel normale linguaggio logico.

 

Nella PNL assume un ruolo fondamentale in relazione alla calibrazione sia per quanto riguarda la comunicazione efficace, sia in relazione al coaching.

 

Il nostro cervello è costituito da due emisferi: uno destro e uno sinistro.

 

Nella parte destra vi sono la maggior parte delle funzioni del nostro inconscio (creatività, emozionalità, sogni, intuizione ecc.) mentre in quella sinistra vi sono quelle adibite alla parte razionale (logica, matematica, valutazione, capacità sequenziale, parola ecc.).

 

Mentre la parte razionale utilizza il linguaggio informativo per comunicare (il tipo di comunicazione maggiormente conosciuta), l’inconscio utilizza un altro genere di comunicazione: la comunicazione non verbale.

 

Si tratta di gestualità, tono di voce, gestione degli spazi territoriali e “toccamenti” (ad esempio, dare una pacca sulla spalla, o toccare se stessi come accarezzarsi i capelli).

 

Si tratta di un vero e proprio mondo sommerso di cui ignoriamo l’esistenza o a cui non diamo troppa importanza.

I Poteri Segreti della Comunicazione Empatica

Come raggiungere il successo nella comunicazione interpersonale grazie alla Programmazione Neurolinguistica e alla comunicazione non verbale

 

I Poteri segreti della Comunicazione Empatica (2007 – Edizione Essere Felici) raggruppa le più efficaci tecniche della PNL per la comunicazione efficace. Spiega in maniera approfondita come usare il linguaggio verbale per creare empatia e far passare i messaggi desiderati durante un’interazione privata e/o professionale.

 

Inoltre, grazie alla Comunicazione Non Verbale è possibile comprendere le reali intenzioni del proprio interlocutore leggendo i segnali di gradimento e rifiuto.

 

Grazie ai Metaprogrammi è possibile comprendere gli schemi di comportamento inconsci dei propri interlocutori in modo da poter anticipare le loro reazioni e conoscere quali strategie adottare per creare empatia.

Infine tocca alcuni temi importanti come la Leadership, la comunicazione subliminale nel Public Speaking e come gestire ogni tipo di obiezione.

 

 

 

 Indice

– Premessa

– Introduzione

– Creare empatia

– Metaprogrammi

– Comunicazione Non verbale

– Gestire le obiezioni

– Il significato della leadership

– Public Speaking e PNL

– Alcuni consigli riepilogativi

– Conclusioni

– Glossario della PNL

 

Per maggiori informazioni: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__poteri_segreti_della_comunicazione_empatica.php?pn=50

 

Acuire – PNL

Acuire si riferisce all’ampliamento delle capacità sensoriali. In PNL si utilizza per meglio comprendere e ridefinire l’osservazione. Si acuisce il livello di percezione.

 

In PNL, acuire diviene fondamentale per l’applicazione delle tecniche stesse, sia nella comunicazione efficace, sia nel processo di coaching rivolto agli altri.

 

Infatti, nella comunicazione efficace bisogna essere in grado di calibrare e gestire il feedback in tempo reale in modo da adattarsi ad ogni cambiamento.

 

Lo stesso discorso vale nel coaching.

PNL e Metafore

Oltre all’approccio logico nella comunicazione è possibile usarne un altro che mira direttamente all’emisfero destro: la metafora. Molto usata nell’ambito della PNL (Programmazione Nuerolinguistica), permette di: inglobare più mappe e creare i presupposti per nuove connessioni.Grazie alla metafora è possibile superare i limiti del linguaggio logico e ponendoci ad un meta-livello. Una buona metafora può condurre gli individui a rendersi consapevoli di legami a cui non avevano pensato rendendosi parte attiva di un processo di apprendimento creativo. Con questo strumento è possibile creare stati diversi:  curiosità,  motivazione o fiducia. Il racconto, se è vago, permette alle persone di accedere ed utilizzare le proprie risorse.

Sin da piccoli abbiamo sentito storielle: Capuccetto Rosso, Biancaneve, Cenerentola, Re Artùe tante altre. Alcune ci hanno insegnato a non fidarci degli sconosciuti, altre che il bene vince sul male, altre ancora ci hanno mostrato la lealtà. La potenza delle storie è che sono molto più efficaci di un discorso lungo e strutturato. Ad esempio, per far comprendere in aula il potere delle convinzioni potrei fare mezza giornata di docenza spiegando come si formano, perché influenzano i nostri comportamenti e come sono strutturate fisicamente a livello neurologico. Alla fine della lezione, probabilmente, i miei allievi avranno capito la nozione di “convinzione” ma non posso essere sicuro che la abbiano appresa ad un livello più profondo. Per raggiungere questo scopo, prima della lezione, potrei leggere una breve storia:  

C’era una volta un generale che doveva fronteggiare un esercito 10 volte più numeroso del suo. Sapeva che i suoi soldati potevano farcela perché erano più addestrati ma non ne erano convinti. Durante la marcia si fermò in un tempio: “entro nel tempio a meditare, quando uscirò lancerò una moneta: se esce testa vinceremo, se esce croce perderemo”. Quando uscì dal tempio lanciò la moneta e venne testa. I suoi uomini erano così entusiasti che non vedevano l’ora di iniziare la battaglia. Alla fine vinsero. “Nessuno può sconfiggere il destino” disse un subalterno al suo generale. “E’ proprio vero” rispose il generale mostrando una moneta con la testa su entrambe le facce. (storia tratta da “101 storie Zen”) 

Questa storiella spiega in pochi passi il potere delle convinzioni andando al di là della comunicazione meramente logica.  In PNL le metafore sono uno strumento di comunicazione molto importante per aiutare il cliente a recuperare risorse e a renderlo consapevole di strategie che possono collegarlo con il risultato desiderato. Inoltre, la loro applicazione è molto efficace in aula: spesso si raccontano storielle divertenti (anche relative a situazioni passate) che aiutano nell’apprendimento.  Esaminiamo alcuni passi importanti per la costruzione delle metafore:  

1) Buona formazione: la metafora deve avere un obiettivo raggiungibile. Non è possibile costruire racconti che abbiano risultati che non seguono le regole della buona formazione.  

2) Isoformismo: gli individui descritti devono essere equivalenti (isomorfi). Ad esempio se si desidera rappresentare una situazione famigliare in una metafora che narra di un’avventura in mare.Padre: comandanteMadre: ufficiale in secondaFiglio: mozzo 

3) Risultato: può dipendere da intuizioni personali ma il più delle volte il cliente sa quel’è la soluzione giusta per lui. Purtroppo gli manca l’anello di congiunzione per arrivarci. Dato che è nel problema, non riesce a vedere la situazione da un punto di vista più ampio, risultato che si riesce a raggiungere grazie alla metafora. Per ottenere il risultato è fondamentale la strategia di collegamento. Non si può semplicemente saltare dal problema alla soluzione.  

Oltre le storielle, nel linguaggio comune, si usa una comunicazione metaforica che tende ad essere molto più incisiva rispetto ad argomentazioni logiche. Ad esempio, il capo di un team aziendale potrebbe dire: “La nostra squadra non ha difesa, tu e Giorgio dovete marcare a uomo quelli della ditta X”. Si tratta di metafore calcistiche che, soprattutto in Italia, hanno una forte presa. 

Un’ultima avvertenza: le metafore generalmente non si commentano mai dopo averle raccontate proprio perché mirano alla parte profonda e non a quella logica. Infatti, se la parte logica viene informata (spiegando dettagliatamente il significato del racconto) si corre il rischio che si ponga reattiva ritardando o bloccando il risultato desiderato.