Anticipare il futuro

È possibile anticipare la realtà nella propria mente? Pensa come sarebbe interessante avere questa straordinaria capacità: vedere in anticipo quello che potrebbe accadere!

 

Potresti tranquillamente decidere se lanciarti in un progetto, modificare qualcosa o lasciar perdere.

 

Pensi che sia fantascienza, ma non è così. Nella Programmazione Neurolinguistica (PNL) si lavora parecchio con la Buona Formazione degli Obiettivi.

 

Uno dei più grandi errori che la gente commette è pensare che possa bastare mettersi un obiettivo nel proprio inconscio per poterlo raggiungere:

se non è ecologico, se va in contrasto con la gerarchia di valori, se non conosci bene le risorse e se i costi superano i vantaggi, probabilmente non lo raggiungerai.

 

Qualche anno fa un mio amico decise di costruire una casa di 3 piani sopraelevando su un’altra già esistente. Gli architetti e l’impresa costruttrice lo avevano rassicurato che ci sarebbero voluto 6/8 mesi e una determinata cifra.

 

Con la Buona Formazione degli Obiettivi emerse che ci sarebbero voluti 2 anni e il doppio della cifra preventivata (questo in base alle risorse che aveva a disposizione). Non mi volle ascoltare…e sono già 2 anni che in ballo con questa casa! Ora mi dice: “Se avessi saputo, me ne sarei comprata una già costruita”.

 

Il problema è che lui lo sapeva, ma non ha voluto ascoltare informazioni che andavano contro il suo volere.

 

Questa cosa è abbastanza comune: la gente si fa prendere dall’emotività (non che sia è un errore) e perde la lucidità necessaria per individuare le “falle” nel progetto.

 

Una delle prime regole che un piennellista serio deve apprendere è che nessun cambiamento o obiettivo può essere perseguito se non rispetta le regole di buona formazione.

 

Grazie ad esse sarà possibile anticipare quello che accadrà in modo da sapere cosa fare.

Il metodo ci concretizza grazie ad una serie di domande.

 

Uno dei punti più importanti è saper delineare tutti i possibili scenari grazie alle seguenti domande

 

1) Quali vantaggi otterrai con il suo raggiungimento

Metti per iscritto tutti i vantaggi (materiali e non) che l’obiettivo ti darà

 

2) Quali svantaggi comporterà il suo raggiungimento?

Scrivi tutti i costi (economici, tempo da impiegare, relazioni sacrificate, benessere, ecc.) che l’obiettivo comporterà

 

3) Quali vantaggi otterrai se non farai nulla?

In altre parole, cosa guadagnerai se decidi di non perseguire l’obiettivo? Sicuramente avrai qualche vantaggio.

 

4) Quali svantaggi otterrai se non farai nulla?

Chiaramente, non agire avrà dei costi. Mettili per iscritto.

 

Rispondi con molta attenzione a queste domande in modo da conoscere tutti i possibili scenari. Il mio consiglio è quello di farti aiutare da un amico (che chiaramente stimi) in modo da avere “due occhi” più lucidi durante l’analisi del progetto.

 

Grazie a queste domande riuscirai a soppesare vantaggi e svantaggi potendo decidere cosa fare

 

Solo queste domande sono già sufficienti per aiutarti a districarti nella Buona Formazione degli Obiettivi.

 

Se vuoi conoscere le altre domande e accedere a tutti i segreti per simulare nella tua mente qualsiasi obiettivo, scopri il corso multimediale 

 

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La mente creatrice

La mente crea? Questa domanda mi ha sempre stimolato a trovare una risposta soddisfacente. Avevo circa 16/17 anni quando lessi un piccolo libretto sulla meccanica quantistica. Una frase mi colpì particolarmente: “L’osservatore influenza il sistema osservato”. Nella meccanica quantistica si ipotizza che la coscienza, l’osservazione, possa far collassare la funzione d’onda e far emergere la linea di possibilità che inconsciamente ci si aspetta. In parole povere, teoricamente si afferma che le aspettative possano influire sulla realtà circostante.

 

Teoria affascinante che trova una forte corrispondenza nella Programmazione Neurolinguistica (PNL): le profezie auto-avveranti. Se pensi (davvero e profondamente) che le cose andranno in un certo modo, così accadrà.

 

Naturalmente, in questo caso ci si riferisce al potere dell’auto-suggestione (secondo me, troppo sottovalutato); condizionando il proprio inconscio, si metteranno in atto comportamenti inconsapevoli che andranno verso la direzione delle aspettative.

 

Non mi riferisco al semplice pensare, ma a credenze inconsce, paure e aspettative profonde. Quindi, quando si dice che “il pensiero crea”, non è proprio vero: se profondamente non ci credi, il semplice pensiero non funziona.

 

Negli ultimi anni ho concentrato le mie ricerche sulle credenze e posso ormai affermare con forte certezza che quando abbatti le credenze limitanti, cambi completamente la tua vita.

 

Torniamo alla domanda: la mente crea?

 

Non so se questa particolare interpretazione della meccanica quantistica sia vera (l’osservatore influenza il sistema osservato), però l’esperienza mi dice che le emozioni e quello che ti aspetti dalla vita influenzano molto profondamente quello che ti circonda: lavoro, sentimenti, benessere, relazioni, ecc..

 

Paradossalmente, le paure sono molto potenti: l’emozione (anche se è negativa) fissa nel profondo l’aspettativa (legata alla paura) e tende ad avverarsi. Infatti, un mio maestro mi diceva sempre:

Se non hai paura, sei libero e non offri “ganci” agli altri.

 

In altre parole, la paura ti fa sintonizzare sulla linea di possibilità indesiderata razionalmente, ma desiderata inconsciamente.

 

Sarebbe meglio cambiare i propri schemi mentali ed emotivi in modo da sintonizzarsi su diverse linee di possibilità. Per questo motivo è importante circondarsi di persone che aumentano il nostro livello energetico e svolgere attività che ci regalano piacere.

Se si svolge un lavoro che non piace, a maggior ragione consiglio di ricavarsi spazi positivi nella propria vita.

 

Non è solo una questione di mente, ma anche di emozioni. Ecco perché è importante avere un certo equilibrio, convinzioni e un atteggiamento positivo. Quest’ultimo non deve essere esasperato: ignorare le cose che non funzionano dicendo che tanto andrà tutto bene, non significa essere ottimista ma “ciechi”. Bisogna imparare a prendere atto delle situazioni per focalizzarsi sulle soluzioni.

 

Vi sono due presupposti della PNL che chiunque dovrebbe utilizzare nella propria vita:

– Se continui a fare quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto.

Quindi, se quello che fai non funziona, cambia le azioni e gli schemi in quanto non producono risultati. Purtroppo spesso la gente si incaponisce nel ripetere sempre le medesime e inutili azioni.

 

Il secondo presupposto si collega con il primo:

– Se esiste al mondo anche una sola persona in grado di fare una determinata cosa, anche tu puoi farla modellando le sue strategie.

Se non hai le risorse per raggiungere il tuo obiettivo o risolvere il problema che stai vivendo, ispirati a persone che sono riusciti a farlo.

 

Questi due presupposti vogliono dirci che dovremmo imparare ad essere flessibili, adattabili e aperti ad altre mappe del mondo. Se si rimane ancorati alle proprie credenze anche quando queste si rivelano deleterie, si rischia di fallire.

 

Allora, la mente crea? Dal mio punto di vista, la risposta è più che affermativa. In questi anni ho studiato diverse discipline, ma la PNL (me ne occupo da metà degli anni novanta), è sicuramente tra le più efficaci e immediate per riallineare le proprie credenze agli obiettivi per creare la vita desiderata in quanto fornisce tecniche concrete, non tonnellate di teorie.

 

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“Crea la tua Realtà: le 3 leggi per Co-creare”

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Obiettivi e programmazione profonda

Quanti obiettivi ci prefiggiamo di raggiungere? Quanti sforzi mettiamo in atto per realizzare la vita tanto desiderata? Molti parlano di obiettivi, ma in pochi ti dicono quali sono i segreti per usare il potere della tua mente inconscia.

 

Quando parliamo di obiettivi dobbiamo prendere in considerazione due punti fondamentali:

 

  1. La Buona Formazione
  2. Le regole per programmarli nell’inconscio

 

La Buona Formazione è fondamentale perché ti aiua a comprendere se un obiettivo è raggiungibile. Bisogna comprendere se si hanno le risorse per raggiungere l’obiettivo, se è ecologico, analizzare i costi e i benifici, ecc..

 

La PNL (Programmazione Neurolinguistica) mette a disposizione uno strumento incredibilmente eccezionale (la Buona Formazione degli Obiettivi, per l’appunto) per testare la fattibilità delle mete, anche le più difficili.

 

Guarda il video gratuito “PNL e Obiettivi Ben Formati”: 

 

 

 

Le regole per fissare obiettivi nel profondo sono altrettanto importanti: una volta che hai compreso che il tuo obiettivo è raggiungibile, puoi suggestionare il tuo inconscio per andare verso la meta. Se la tua parte profonda è “programmata” per raggiungerlo, in maniera inconsapevole metterai in atto una serie di comportamenti per concretizzare l’agognata meta.

 

Guarda il video gratuito “Obiettivi e programmazione inconscia”

 

 

 

 

Vuoi apprendere REALMENTE questi segreti, gratuitamente e dal vivo? Ti aspetto a Milano il 22 settembre all’evento FOCUS. L’incontro è gratuito presentando in aula libro “PNL per Cambiare” di Vincenzo Fanelli (Essere Felici).

 

Per saperne di più leggi il programma:

https://www.vincenzofanelli.com/corsi/corsi-pnl/focus-la-vera-forza-sei-tu 

Time Line e PNL Video

La Time Line nella PNL è un importante strumento per programmare obiettivi nel futuro e cambiare la percezione emozionale del passato.

 

Gli orientali dicono che bisognerebbe accettare il passato in maniera incondizionata; parole molto sagge e giuste, ma di difficile applicazione.

 

Sono parole sagge e giuste perché in questo modo ti togli dalle spalle enormi zavorre emotive; di difficile applicazione per ovvi motivi: come è possibile accettare qualcosa di negativo?

 

La Time Line è un’eccezionale strumento che accelera e facilita questo processo. Le sue applicazioni sono davvero numerose (ansietà, piccole/medie fobie, emozioni negative, ecc..).

 

Guarda il video gratuito

 

I Valori nella PNL – Video gratuito

I Valori nella PNL (Programmazione Neurolinguistica) rivestono un ruolo cruciale. Si tratta del “carburante motivazionale” che ci spinge e guida verso gli obiettivi della nostra esistenza.

 

Quando ci si pone una meta impegnativa, questa deve essere in linea con i valori più importanti; se fosse in contrasto, il suo raggiungimento sarebbe molto difficile da realizzare.

 

Cambiare la propria gerarchia di Valori significa cambiare la base del proprio essere. Per questo motivo bisogna sempre tener conto dell’impatto che ogni cambiamento può creare, nel bene e nel male.

 

Per saperne di più, guarda il video gratuito.

 

Vera Leaderhip cercasi

 

Cosa manca davvero in questo periodo? Mancano i veri leader. Sarebbe meglio dire che esistono molti eccellenti leader, ma anche cattivi capi che hanno il ruolo senza averne le capacità.

 

Un buon capo dovrebbe possedere delle abilità non comuni (per questo sarebbe pagato così bene). Quelle più importanti sono le seguenti:

 

1)    Capacità comunicative
2)    Pensiero sistemico
3)    Pensiero strategico

 

Le capacità comunicative si riferiscono ad abilità relazionali al di sopra della media: dovrebbe saper comunicare in maniera eccellente con collaboratori, colleghi, clienti, fornitori e con i suoi capi. Un buon capo dovrebbe essere in grado di motivare i suoi collaboratori in maniera positiva ed empatica. Questo non significa:
a)    Essere dei “buonisti”: quando qualche sana “legnata” è richiesta, va data
b)    Essere falsi: essere empatici significa saper dire le cose nella maniera corretta, non dire delle bugie per manipolare la gente.

 

Invece, alcuni prediligono minacciare, urlare e spaventare i collaboratori. Questo è sicuramente il sistema più veloce per ottenere qualcosa, ma crea disistima. Non bisogna meravigliarsi se alla prima occasione i collaboratori cercheranno di affossare un capo di questo genere. Non bisogna dimenticare che buona parte dei dittatori sono finiti fucilati, a testa in giù o braccati dal popolo. Certo, nelle aziende non avvengono eventi di questo genere, ma di fronte ad un capo stile “Saddam”, lo spirito degli uomini non sarà di amore e benevolenza.

 

Fino a quando un capo di questo genere ha “Potere”, non ha nulla da temere; quando lo perderà (prima o poi potrebbe accadere), quasi nessuno lo aiuterà, anzi.

 

Dall’altro lato dello spettro vi sono poi quei capi che fanno tante belle promesse per far leva sui loro collaboratori. Quindi, non minacciano o spaventano, semplicemente mischiano verità a finzione pur di ottenere qualcosa. Purtroppo, poi, rispettano poco gli impegni presi inventandosi altre strabilianti balle. Anche questo genere di capi poco hanno a che fare con i veri leader.

 

Ecco perché un vero leader è un ottimo comunicatore in quanto conquista i suoi uomini. La stima della gente è qualcosa che si conquista sul campo mettendosi in prima linea, in trincea e comportandosi in maniera coerente: alle parole seguono azioni, nel bene o nel male.

 

Il pensiero strategico richiede la capacità di pianificare obiettivi nel lungo periodo e di comprenderne la Buona Formazione. Un buon leader non è un mero esecutore, è un individuo in grado di sapersi porre obiettivi nel lungo termine.
Si tratta di una persona in grado di guidare la gente grazie ad una “visione” in grado di convogliare le energie di tutti (o buona parte). Quindi, se non sa dove porterà i suoi uomini nei prossimi (ad esempio) 5 anni, che vero leader sarebbe? Troppe volte vedo gente lanciarsi in obiettivi malformati e fare scelte di breve periodo che si trasformano in un danno maggiore nel lungo periodo. Infatti, il pensiero strategico non è così diffuso.

 

Il pensiero sistemico, invece, richiede l’abilità di saper creare team funzionali. In altre parole, l’individuo sa scegliere le persone adatte per il ruolo giusto e sa come “incastrarle” all’interno di un gruppo affinché si crei sinergia. Invece, troppe volte si insiste nel mettere la gente sbagliata nel posto sbagliato e nel team meno adatto solo per simpatie, antipatie o semplicemente non ci si pone il problema. E di cosa ci si lamenta poi se le cose non funzionano? Uno è libero di fare quello che vuole, ma bisogna sempre tenere a mente il buon funzionamento del “sistema azienda”.

 

Le capacità di un vero leader non si esauriscono nelle tre appena citate, ce ne sarebbero molte altre, ma preferisco fermarmi qui. Certo, leggendo questo articolo, qualcuno potrebbe dire:

 

“Ma cosa ti sei messo in testa Fanelli? Questa è solo teoria! Gli uomini vanno tenuti con il pugno di ferro e figurati se devo stare a pensare dove sarò tra 5 anni!”.

 

Oppure

 

“Ma un leader non dovrebbe avere sempre e comunque queste capacità?”.

 

Alla prima domanda rispondo dicendo che, per quanto viene pagato un “capo”, queste sarebbero le abilità minime richieste. Altrimenti tutti siamo bravi a minacciare e a lavorare su obiettivi nel breve periodo. Chi guida degli uomini DEVE avere una visione di lungo periodo.

 

Alla seconda domanda rispondo dicendo che magari fosse così. Purtroppo molti hanno il ruolo ma non le capacità o sanno vendersi molto bene. Questo non li esime dal non cercare di sviluppare le abilità richieste. Per fortuna esistono tanti VERI leader che sanno guidare il proprio team.

 

La PNL si occupa di modellare l’eccellenza. Questo articolo deriva dall’osservazione e dal modellamento di leader eccellenti e che sono in grado di influenzare l’ambiente che li circonda grazie alle capacità appena trattate

 

In un periodo di “vacche grasse” scrivere un articolo di questo genere non avrebbe molto senso: quando le cose vanno bene, anche il “meno peggio” è in grado di fare il capo.
Adesso abbiamo bisogno di veri leader: dalla politica alle aziende italiane. Ripeto, so che ce ne sono molti davvero validi. Preferirei, però, vederne un po’ di più.

Rimanere centrati: la vera sfida – parte 3

 

Sulle credenze limitanti non voglio aggiungere molto altro rispetto ad articoli già scritti:

 

 

Voglio solo rammentarti che senza l’abbattimento di questi muri interiori inconsci (un vero e proprio programma mentale che sfugge alla tua consapevolezza), non puoi raggiungere obiettivi in contrasto con gli stessi.

 

Ad esempio, se profondamente credi che “l’amore non esiste”, non meravigliarti se non riesci a trovare la persona giusta. Oppure, se credi che “solo i delinquenti diventano ricchi”, non lamentarti se non riesci a fare passi in avanti. Grazie a meccanismi di cancellazione e deformazione, la credenza non ti fa vedere le possibilità che vanno contro la stessa.

 

Quindi, bisogna divenire attenti alle proprie credenze e individuare quelle che rappresentano un ostacolo alla nostra felicità. Mi piace paragonarle a delle scarpe vecchie: alcune sono comode, altre sono strette o bucate. Quelle meno comode forse è il caso di buttarle via anche se ci hanno accompagnato per tanto tempo.

 

Infatti, alcune credenze, per quanto limitanti possano essere, sono sempre funzionali al momento che si vive. Il problema è che in seguito potrebbero essere uno “scomodo ospite” che è il caso di cacciare da casa.

Chiarito questo concetto per me FONDAMENTALE (ti consiglio VIVAMENTE di leggere gli articoli di sopra se non l’hai già fatto), vorrei parlarti di come sia possibile accedere a stati potenzianti.

 

Avere lo stato adatto al momento giusto significa essere più efficaci.
Ad esempio, se sei emotivamente “a terra”, questo lo comunicherai con il tuo non verbale: il tuo tono sarà basso, le spalle leggermente incurvate, l’energia della tua gestualità ne risentirà come anche la tua respirazione. Ora, immagina di dover affrontare un importante colloquio di lavoro con questo stato: come credi ti percepirà l’inconscio dell’altro? Oppure, immagina di dover motivare qualcuno con questo stato: quanto pensi di essere credibile a livello inconscio? A parole diresti qualcosa costantemente smentita dal tuo corpo; e nella comunicazione, per quanto riguarda la credibilità, prevale il linguaggio non verbale.

Accedere ad uno stato interiore positivo non è importante solo per la comunicazione interpersonale, ma anche e soprattutto per il tuo benessere personale. Ma come possiamo sbilanciare la bilancia delle emozioni verso il benessere?
Posso darti due suggerimenti importanti:
1)    Aumenta il numero dei tuoi sponsor positivi
2)    Aumenta i tuoi momenti di benessere quotidiano

 

AUMENTA IL NUMERO DEI TUOI SPONSOR POSITIVI
Gli sponsor positivi sono quelle persone che rafforzano la nostra autostima grazie ad apprezzamenti sulla nostra Identità. Non si tratta di semplici complimenti, ma di specifici “rinforzi” che si manifestano tutte le volte che facciamo qualcosa di buono o quando abbiamo bisogno di incoraggiamento.

 

Gli sponsor negativi, invece, sono quegli individui che puntano ad attaccarci per ogni nostro singolo errore. Inoltre, ci demotivano quando decidiamo di lanciarci in nuove imprese: “Lascia perdere, tanto è inutile”, “Sei un fallito”, “Sbagli sempre”, “Ma datti all’ippica”, ecc..
Non lo fanno con cattiveria, è il modello che a loro volta è stato usato per educarli e sono pienamente convinti che comportarsi in questo modo significhi far “maturare” una persona. In realtà non sanno che rendono “frustrato” un individuo.
Il mio consiglio: limitare gli sponsor negativi (non eliminarli, a volte non si può fare), aumentare quelli positivi. Si tratta di pura e semplice intelligenza e volersi bene DAVVERO.

 

AUMENTA I TUOI MOMENTI DI BENESSERE QUOTIDIANO
Questo suggerimento (come il precedente) si rifà al buon senso: aumenta gli spazi di benessere quotidiano. Ricavati momenti in cui svolgere attività che ti fanno stare bene in modo da cambiare la tua frequenza emozionale. Può sembrare una cosa banale, ma se frequenti gente arrabbiata o triste, se il tuo lavoro non ti piace e ami vedere spesso film tragici o drammatici, ti rendi conto che la tua frequenza emozionale non è proprio una calamita di positività? Ora, non dico che bisogna cambiare gusti, ma un pizzico di gioia qua e là non guasterebbe.
Personalmente, appena posso, amo frequentare amici con cui posso sbellicarmi dalle risate, ogni tanto mi concedo qualche film comico e amo fare attività che regalano gioia. Un piennellista serioso non è un buon piennellista.

Vorrei concludere questa serie di articoli dicendo che, in un periodo come questo, bisogna rimanere centrati e aver il focus su quello che davvero si vuole realizzare. Abbiamo visto insieme (negli articoli precedenti) quanto sia importante comprendere se quello che vogliamo sia ben formato, quali sono le regole per fissare obiettivi nel proprio inconscio, il potere delle credenze e (nell’articolo attuale) quanto sia importante lo stato interiore.

 

Voglio condividere due dei presupposti delle PNL che più adoro:

 

–    Se continui a fare quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto
In parole povere: cambia e adattati alla situazione per arrivare alla meta

 

–    Se esiste al mondo anche una sola persona in grado di fare una determinata cosa, anche noi possiamo farla.
In parole semplici: sii aperto verso gli altri e trova ispirazione nei modelli eccellenti. Se ti chiudi, non avrai accesso ad altre risorse.

 

 

Rimanere centrati: la vera sfida – parte 2

Quando parliamo di programmazione inconscia, dobbiamo fare una grande distinzione tra tre linee di pensiero:

 

  1. Quelle che amano il picco emozionale
  2. Quelle che insistono sulla ripetizione
  3. Quelle che lavorano usando gli stati alterati di coscienza

 

La prima lavora sulla creazione di eventi/spettacoli che portano il picco emozionale alle stelle; in quel frangete l’apprendimento si fissa meglio. In questo modo è possibile far passare determinati messaggi e programmare obiettivi. Lo svantaggio principale consiste nel fatto che sei costretto a ri-frequentare eventi che grazie alla musica, alla claque e a carismatici conduttori aumentano il tuo picco emotivo. Mi sembra ovvio che da solo non potresti farlo agevolmente. Quindi, sei poco autonomo.

 

Quelli che insistono sulla ripetizione di frasi, mantra e visualizzazioni lavorano sul principio de “la goccia che scava la roccia”. A furia di ripetere una frase, questa entra nel profondo. Il principio in sé è valido, ma ha lo svantaggio di richiedere una grossa forza di volontà. Non di rado la gente, dopo qualche giorno di ripetizioni, si demotiva nel non vedere risultati immediati.

 

Il terzo sistema (quello che prediligo) combina lo stato alterato di coscienza con frasi e/o visualizzazioni. Non si è costretti a ripetere per diversi giorni la frase (o la visualizzazione), ma solo una volta, ovvero quando si accede allo stato Alpha. In quel frangente siamo altamente suggestionabili e basta davvero poco per programmare un obiettivo, uno stato interiore o altro.

 

Questo sistema è nettamente migliore rispetto ai primi due: non sei costretto a frequentare eventi per alzare il picco emotivo o a ripetere per svariati giorni il mantra relativo all’obiettivo.
Saper accedere a stati alterati di coscienza ha il grandissimo vantaggio di renderti autonomo e libero di padroneggiare un sistema efficace e rapido.

 

Come si accede a stati alterati di coscienza?
La PNL fornisce tecniche incredibilmente veloci come il 4,3,2,1, il linguaggio ericksoniano in generale, ecc.. In questa sede posso fornirti qualche piccolo trucco che ti permetta di usare dei processi naturali.

 

Ad esempio, la mattina appena sveglio sei in stato Alpha, ovvero quel momento in cui sei mezzo addormentato e la parte razionale non è ancora connessa. In quel frangente puoi far passare gli obiettivi desiderati. Il più delle volte lo facciamo inconsapevolmente: nella nostra mente vediamo per un attimo, ad esempio, il capoufficio che ci rimprovera o un probabile litigio con nostra moglie (o marito). Così facendo, il quel momento, diamo l’ordine al nostro inconscio di andare in quella direzione, anche se negativa. Infatti, la nostra parte profonda non giudica, ma va nella direzione indicata.

 

Per questo motivo diventa importante cosa ci rappresentiamo nella nostra mente appena svegli. Quindi, appena sveglio impara a farti dei “films” mentali positivi.

Nel prossimo articolo tratterò qualche regola fondamentale per programmare gli obiettivi nel profondo e il delicato argomento delle credenze limitanti

 

Leggi la prima parte

 

Bibliografia consigliata

 

PNL per Cambiare PNL (DVD + Libro) Coaching e PNL (DVD + Libro)

Rimanere centrati: la vera sfida – parte 1

In un periodo come questo non è facile mantenere lucidità, centratura e focus verso gli obiettivi, ma è proprio questa la sfida più difficile da vincere. È facile farsi belli quando le cose vanno lisce come l’olio (magari con qualche piccola difficoltà), ma proprio quando le cose si complicano viene fuori il vero potenziale di un individuo.

 

Io non ho le soluzioni per tutto e non esistono miracoli: esiste solo una grande forza di volontà e capacità di centrarsi. Certo, vi sono le tecniche, ma il 99% del lavoro devi farlo tu. In queste cose non esistono ricette miracolose e chi te le propina punta solo a venderti un placebo mentale.

 

Parlare di centratura e obiettivi non è semplice da liquidare in un breve articolo, quindi lo tratterò in 4 parti:

  1. Come formare obiettivi ben formati
  2. Come programmarli inconsciamente
  3. Come abbattere le credenze limitanti
  4. Come accedere a stati potenzianti

In questo primo articolo parlerò di Buona Formazione degli Obiettivi.
Un obiettivo per essere raggiunto deve rispondere ad una serie di punti, qui tratterò i più importanti.

 

Analisi costo/benefici
È importante avere sotto controllo il rapporto costi/benefici. Fai un elenco scritto dei costi (soldi, tempo, persone, benessere, ecc.) e dei benefici che il raggiungimento dell’obiettivo comporterà. Soppesali da un punto di vista qualitativo e valuta se vale la pena raggiungerlo. Dedica questa fase tutto il tempo necessario.

 

Sotto la propria responsabilità
Un obiettivo è raggiungibile se il processo rientra sotto il tuo controllo. Gli obiettivi non sono ben formati se non sotto la tua responsabilità. Ad esempio, desiderare di far innamorare qualcuno di noi, è mal formato in quanto non possiamo controllare le emozioni e il cuore di un’altra persona.

 

Sensorialmente basato
Dato che la nostra mente inconscia non distingue la realtà dall’immaginazione quando facciamo rappresentazioni mentali attraverso i 5 sensi, è importante riuscire a rispondere alle seguenti domande: sai cosa vedi, odi e senti quando l’avrai raggiunto? In questo modo vuol dire che hai le risorse per programmare la meta nel profondo.

 

Ecologico
Il concetto di ecologia è fondamentale: il suo raggiungimento, come influirà sulle relazioni lavorative, sentimentali, sul tempo libero, sul lavoro, sulla tua salute, benessere, ecc.? Se l’obiettivo non in linea con la tua ecologia, con la tua scala di valori, non è ben formato.

 

Analisi delle risorse disponibili e di quelle da acquisire
Prima di partire con un progetto è necessario sapere quali sono le risorse che si possiedono per il suo raggiungimento e quali dovrebbero essere acquisite. Quando parlo di risorse mi riferisco a soldi, tempo, contatti, libri, corsi, competenze, ecc.. Fai un elenco dettagliato di quelle che possiedi ed uno anche generico di quelle da acquisire.

 

Vi sono altre domande per capire se un obiettivo è bene formato, queste sono le principali. Se la tua meta non dovesse rispondere ad uno o più punti appena trattati, valuta cosa eventualmente modificare per renderla raggiungibile. Altrimenti, puoi sempre scegliere di proseguire con la consapevolezza che si tratta di una meta che probabilmente non riuscirai a raggiungere.

 

Vorrei concludere questo articolo dicendo che una delle virtù più eccelse che una persona intelligente possa avere è quella di sapersi mettere in discussione. Avere l’umiltà di cambiare obiettivi quando ci si rende conto che sono più gli svantaggi che i benefici, non è così scontata. L’attuale situazione mondiale ci fa ben comprendere che questa virtù è poco diffusa e che ci si ostina ad andare avanti anche quando si sta per cadere nel baratro. Un pizzico di sana PNL (quella vera, non quella da spettacolo), farebbe bene…

 

Nel prossimo articolo parlerò di come sia possibile programmare inconsciamente gli obiettivi.


Leggi la seconda parte

 

Bibliografia consigliata

 

PNL per Cambiare PNL (DVD + Libro) Coaching e PNL (DVD + Libro)

Il Cambiamento in Azione

Cosa intendiamo per cambiamento interiore? Basta fare un corso con un po’ di musica altamente motivante ed effetti speciali o serve qualcosa di più profondo? Abbattere una credenza limitante a cosa serve? Se serve, come si può fare?

 

Tutte queste domande hanno bisogno di risposte. Forse ne manca una, quella più importante: a cosa serve “cambiare”? Uno può farne tranquillamente a meno e restare così com’è se è felice e le cose gli vanno bene così come sono. Il cambiamento serve quando le cose ci vanno un po’ “strette”. Il cambiamento serve anche quando sono gli altri la causa della nostra infelicità.

 

“Ma come – ti starai dicendo – se sono gli altri, devo essere io a cambiare?”.

 

Certo, noi siamo responsabili al 100% di quello che ci accade. Inconsciamente, mettiamo in atto una serie di comportamenti che ci portano verso una direzione (desiderata o meno).

 

Basta la musica ed effetti speciali per stare bene? Per darti la carica si, però dopo un po’ tornerai al punto di partenza. Il cambiamento richiede un lavoro più specifico: abbattere le credenze limitanti.

 

Queste sono del tutto inconsce, frutto di apprendimenti genitoriali ed esperienze di vita. Ci condizionano pesantemente al di là della nostra consapevolezza. Se inconsciamente credi che “solo i delinquenti possono essere ricchi” o “i raccomandati”, piuttosto che “chi è ricco prima o poi fa una brutta fine”, non c’è da meravigliarsi che l’inconscio lavori contro la tua volontà.

 

Mi rendo conto che questa cosa possa suonare stranissima: “Ma come  – ti dirai – se io voglio fare qualcosa, ma profondamente non ci credo, non posso riuscirci?”. Probabilmente non ci riuscirai perché la parte profonda della mente incide per il 90% nella nostra vita.
Quante volte è successo di voler far qualcosa e non ci siamo riusciti nonostante i nostri sforzi? È un problema di credenze inconsce.

 

 

Non solo: è fondamentale saper lavorare sulle proprie aspettative future. Quello che facciamo dipende da quello che inconsciamente ci aspettiamo. Se pensiamo che le cose andranno bene, probabilmente andrà così. Si tratta delle cosiddette profezie auto-avveranti.  

 

Imparare a programmare inconsciamente il proprio futuro è decisivo per riuscire nella vita, tanto quanto eliminare le credenze limitanti.
Ho deciso di racchiudere la mia esperienza e le tecniche più recenti di cambiamento personale e sviluppo personale in 3 giorni, full immersion: Il Cambiamento in Azione.

 

Tanti esercizi per risolvere subito specifici aspetti della propria esistenza: credenze, comportamenti indesiderati, progettazione di obiettivi complessi, programmazione di stati potenzianti, del futuro, ecc..

 

Per saperne di più, leggi il programma completo: