Come leggere la mente degli altri? Video gratuito

Come fanno alcuni fortunati a leggere la mente degli altri? Si tratta di poteri paranormali o di un’abilità che puoi sviluppare anche tu?

 

Nulla di trascendentale, si tratta della Comunicazione Non Verbale.

 

Quando parliamo con gli altri ignoriamo il mondo segreto della gestualità, delle smorfie non volute, della prossemica, ecc.

 

Pensiamo che sia solo qualcosa di casuale…ma non è così.

 

Esiste un codice segreto conosciuto da quei pochi che possono leggere nella tua mente senza che tu possa accorgetene.

Io sono uno di questi individui e oggi desidero condividere con te questo sapere.

 

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Cosa sai sulla Persuasione? Video gratuito

Sulla persuasione si raccontano un sacco di falsità e bugie. Uno dei più grossi equivoci consiste nel credere che persuasione e manipolazione siano la stessa cosa.

 

Nulla è più lontano dalla realtà.

 

La persuasione è l’arte di capire l’altro e di proporgli qualcosa che sia in linea con la sua mappa del mondo.

Questo significa imparare a comunicare con il suo inconscio.

 

La manipolazione, invece, si manifesta quando si fa fare qualcosa a qualcuno ingannandolo.

Ad esempio, se il mio capo mi promette un premio in cambio di straordinari e non mantiene la promessa, siamo di fronte alla manipolazione.

 

La persuasione, invece, è la capacità di capire l’altro e di convincerlo in base alla sua mappa del mondo senza forzarlo a fare cose che non farebbe mai.

 

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La PNL e la storiella dei certificati

Una storiella che spesso gira nel mondo della PNL è

“Siamo l’unica scuola riconosciuta!!!! Solo noi diamo i certificati!!!!”.

“Ah…ma quello non è certificato da X, noi si!!!”.

 

Queste affermazioni rappresentano delle stupende violazioni del Metamodello (chi conosce la PNL sa di cosa sto parlando).

Bisognerebbe fare queste domande:

“Riconosciuto da chi? Cosa si intende per riconosciuto? Rispetto a quale altro istituto/ricercatore? Ecc.”.

 

Ci sono istituti che rilasciano i certificati di uno o dell’altro fondatore.

Altre scuole rilasciano certificazioni di altri ricercatori sia nazionali che internazionali.

Altre ancora rilasciano la propria certificazione in quanto scuole che operano da 20/30 anni nel mondo della PNL (l’esperienza parla più di ogni altro pezzo di carta).

 

Iniziamo con il dire che in Italia il fatto che un certificato sia dei fondatori o di un qualsiasi altro trainer, non ha nessuna importanza.

Questo per eliminare qualsiasi timore sulla valenza dei certificati.

 

Un altro punto è:

sei uno di quelli che crede che il valore di una scuola è comprovato dai certificati che rilascia o dalla preparazione dei docenti?

 

La PNL è abilità. Se una scuola crea esperti di PNL abili e con competenze al di sopra della media, è una scuola seria a prescindere dal pezzo di carta rilasciato.

Se un istituto forma persone con una preparazione appena sufficiente, ma con un bel certificatino da appendere, è una pessima scuola.

 

Quando andrai fuori avrai 3/4 marce in meno rispetto ad altri. Questo diventa rilevante se desideri diventare un coach:

non lavorerai per il fatto di essere certificato da tizio o da sempronio, ma solo per il passa parola e la tua efficacia con i clienti.

Uno più efficace di te, lavorerà più di te.

 

Quindi, non è questione di pezzi di carta, ma delle capacità che una scuola è in grado di farti sviluppare.

 

Ma andiamo con ordine.

 

La PNL è ormai una disciplina sviluppata da numerosi ricercatori che hanno ampliato enormemente il lavoro dei fondatori prendendo anche nuove direzioni.

Pensa che alcuni di questi sono persino italiani.

È vero che siamo un popolo di esterofili e che “americano fa più figo”, ma l’apprendimento della PNL non dipende da un certificato.

 

Purtroppo è anche vero che secoli di monarchia e di dominazioni varie hanno fissato nel nostro DNA un timoroso rispetto verso i titoli fino al punto che uno può essere un perfetto incapace, ma rispettato solo perché ha un titolo altisonante.

 

Se sei uno che si avvicina alla PNL (e PNL vuol dire rompere gli schemi), credo sia arrivato il momento di liberarsi di inutili strategie mentali.

 

Non di rado scambio due parole con allievi di altre scuole che pavoneggiano i loro maestosi certificati. Ignorano chi siano gli Andreas, Tad James, David Gordon (non è Flash Gordon, quello è un altro), ecc..

 

Ovviamente, non sanno che cosa siano il Quantum Linguistic, i Nuclei Profondi del Sé, le tecniche del modellamento del Sé degli Andreas e conoscono a mala pena qualche modello del Linguaggio Ericksoniano (giusto l’abc del ricalco e guida verbale, il resto è tabula rasa).

 

Pensano che essere un esperto di  PNL significhi conoscere Visivo, Auditivo, Cenestesico e il Rispecchiamento (ops, mirroring come amano gli esterofili).

Qui non siamo neanche all’abc della PNL.

 

Starai pensando:

“Fanelli, stai esagerando! Dai! Non è possibile che ci sia gente che pensa questo!”. 

Purtroppo, c’è…

 

Mi guardano stralunati come se parlassi di Pippo e di Nonna Papera. Ovviamente non è colpa loro: ricevono una formazione farcita di tante belle parole e pezzi di carta. Ma, sotto il vestito niente!

 

Questa ignoranza è comprensibile in un neofita o (al massimo) in un Practitioner di PNL, ma è piuttosto imbarazzante vederla in un Master di PNL (che dovrebbe saperne abbastanza).

 

Fortunatamente esistono scuole che rilasciano i cosiddetti certificati “americani” e offrono anche una formazione completa, ma abbondano anche quelle che badano più “alla carta da regalo” che al contenuto.

 

Fare formazione direttamente con i fondatori, con Robert Dilts o con Tad James è un’esperienza straordinaria.

Fare formazione con un loro allievo preparato ed esperto è un’esperienza altrettanto straordinaria.

 

Seguire un corso con un trainer che dimostra padronanza della PNL e forma allievi con abilità straordinarie a prescindere dal certificato rilasciato, non ha prezzo.

 

Diventa un’esperienza mediocre farla con uno che dà 4 nozioni in croce di PNL e giustifica il tutto con un pezzo di carta.

 

Pensi davvero che un certificato firmato da un personaggio titolato (senza mai averlo visto in aula) sia garanzia di qualcosa? I conti devi farli con chi realmente ti sta insegnando. Personalmente ritengo che se un docente o una scuola usa principalmente come argomento la storia delle certificazioni, vuol dire che non ha altri argomenti validi.

 

Ci credi che io, da allievo, non mi sono mai posto questo dilemma? Ho sempre pensato che una scuola deve mostrare il “saper fare”, non promettere pezzi di carta per convincere qualcuno ad iscriversi.

 

In PNL sono state sviluppate numerose tecniche proprio perché ogni individuo è diverso e bisogna imparare a comprendere quale usare in base alle situazioni e/o persone.

Quindi, più tecniche e approcci insegna una scuola, più aumentano le competenze dei suoi allievi.

 

Lo so, lo so…io ragiono in maniera troppo semplice, ma attento a non farti infinocchiare dai “ninja delle supercazzole”, ce ne sono davvero tanti. 

 

Concludo questo articolo dicendo che apprezzo le scuole che rilasciano qualsiasi tipo di certificato e che formano persone in maniera completa e competente.

Apprezzo un po’ meno quegli individui che pur di vendere un’iscrizione affermano di essere gli unici autorizzati e che, per questo motivo, gli altri valgono meno.

In questo modo ignorano scuole storiche italiane che iniziarono a insegnare PNL quando loro si contavano i brufoli allo specchio.

 

Questo è un ottimo test per valutare se le competenze della scuola che hai di fronte sono limitate o abbracciano tutto lo scibile umanamente possibile della PNL.  

 

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La PNL e l’arte della semplicità

Quando iniziai ad interessarmi alla Programmazione Neurolinguistica (PNL) avevo strane idee:

credevo che il cambiamento personale e la comunicazione efficace si potessero realizzare grazie a tecniche complesse e difficili.

Queste strane credenze venivano alimentate da curiosi personaggi amanti dei paroloni difficili o – pur essendo italiani – innamorati dei termini in inglese.

 

Ovviamente, questo modo di fare (cioè, non far capire quasi un tubo di quello che si dice) è una buona strategia di vendita.

Un neofita ignorante in PNL pensa:

“Mazza che roba figa! Non ci capisco nulla, ma è così complessa che deve essere proprio una figata! Ah…poi guarda quanti termini in inglese!!!”.

 

Invece, se l’obiettivo del docente non è vendere come il peggiore dei venditori più aggressivi, ma insegnare la PNL, allora la semplicità deve essere di casa.

 

I più grandi maestri di PNL che ho avuto l’onore di incontrare sono stati quelli che “parlano come mangiano”. Quelli che hanno usato termini inglesi lo facevano perché sono americani, non italioti che amano farsi belli in pubblico.

 

Nel corso degli anni ho compreso che insegnare richiede grande semplicità, umiltà e adattamento.

 

– La semplicità ti permette di arrivare a chiunque.

– L’umiltà ti permette di migliorarti giorno dopo giorno e di diventare un docente sempre più bravo. Uno che pensa di sapere tutto e non ha più nulla da apprendere, quindi, è un pessimo insegnante.

– L’adattamento ti permette di cambiare strategie e comportamenti in base a quello che accade in tempo reale. Questa è la chiave dell’eccellenza e del successo (quello vero).

 

Questa è l’essenza della PNL. Non ho nulla contro un trainer borioso, poco flessibile e amante dei paroloni difficili.

Anche lui ha sicuramente qualcosa di buono da insegnare, ma sarà sempre meno efficace di uno umile, flessibile e amante della semplicità.

 

Questa storia della semplicità si è così radicata in me che tendo ad estenderla a tutto. Quando vedo situazioni non facili, amo renderle semplici. Se una persona si esprime con giri di parole vorticosi, la aiuto ad andare al cuore del discorso.

La felicità pensi che arrivi grazie ad una vita fatta di cose complesse o alla semplicità?

La risposta è scontata.

 

Le tecniche di PNL possono sembrare articolate. In realtà, una volta compreso lo schema dell’esercizio, scopri che è semplicità allo stato puro. Anche guidare un’auto è stata una cosa complessa all’inizio, ora è semplice.

 

Un bravo insegnante di scuola guida fa vedere che lui è un gran figo perché sa guidare l’automobile o mette a proprio agio l’allievo? Si mette a fare “sgommate” e va a 240 km all’ora in autostrada (cosa leggermente illegale) o si concentra sull’allievo? Quando l’allievo prova a guidare, gli spiega le cose usando un linguaggio aulico e termini tecnici o cerca di essere comprensibile?

 

Qualcuno dirà:

“Ma cosa c’entra imparare a guidare con la Programmazione Neurolinguistica?”.

 

Sono molto simili perché la PNL richiede lo sviluppo di abilità (come quando si guida un’auto), non necessita di “farciture” teoriche. In genere, in PNL, i docenti teorici sono quelli alle prime armi: non avendo sviluppato molte abilità, parlano, parlano e parlano per evitare troppe dimostrazioni. Con il tempo imparano a parlare di meno e a fare di più.

Imparano a fare più dimostrazioni, esercizi e tecniche. Questa è l’essenza della PNL: pratica!

Le parole sono l’antipasto, la pratica sono le portate principali.

 

In conclusione, PNL vuol dire “saper fare”, umiltà, flessibilità e semplicità.

Tutto il resto non vuol dire che non sia PNL, ma che è sicuramente meno efficace.

 

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Intervista sul Coaching, Non Verbale e Enneagramma

Intervista su RADIO POPOLARE ROMA (http://www.radiopopolareroma.it/) sul Coaching, il Modellamento, la Comunicazione Non Verbale, la PNL e l’Enneagramma.

Intervistano Silvia Elisabetta Cangelosi e Maria Grazia Becherini.

 

Come funziona il modellamento? Si tratta di un processo attraverso il quale è possibile estrarre le strategie da una persona in grado di raggiungere determinati risultati e di installarli dentro di noi.

Il modellamento può essere utilizzato anche per integrare le strategie di un sistema (ad esempio, un’azienda).

 

Nell’intervista audio vengono trattati anche la PNL, l’Enneagramma e la Comunicazione Non Verbale.

 

Ascolta la mia intervista su RADIO POPOLARE ROMA

L’Effetto Placebo e il potere della PNL – Video

Uno degli argomenti più interessanti in cui mi sono imbattuto è l’effetto placebo. Il potere della mente può creare delle reazioni fisiche misurabili.

 

Questo i medici lo sanno e, non a caso, nella sperimentazione dei farmaci si lavora con il “doppio ceco”: né il medico e né il paziente sanno se il farmaco è reale o se è, ad esempio, una pillola di zucchero.

 

È interessante notare che le pillole di zucchero, in questi test, ogni tanto funzionano come se fossero farmaci reali. Ovviamente, non conviene parlarne tanto perché non è commercialmente proficuo per le multinazionali.

 

Bandler e Grinder (i fondatori della PNL) pensarono di commercializzare delle boccette con la scritta PLACEBO. Come puoi immaginare la cosa non è stata accolta a braccia aperte.

 

Personalmente mi sono imbattuto in diverse situazioni dove l’effetto placebo era lampante.

 

Ad esempio, verso metà degli anni ’90 seguivo un corso di PNL come allievo. Durante la pausa pranzo un mio amico un po’ burlone, cominciò a lamentarsi delle lasagne affermando che erano acide e un po’ andate a male (ovviante, scherzava).

La sua mimica era indubbiamente convincente e mostrava un viso disgustato sull’orlo dello star male.

 

Una ragazza che stava mangiando le lasagne con noi, si alzò e corse a vomitare in bagno.

Un altro ragazzo (presente alla scena e che aveva mangiato il medesimo cibo) si sentì male dopo qualche ora nel pomeriggio.

Tutti gli altri (compreso il mio amico) non ebbero nessun problema in quanto non avevano assistito alla scena.

 

Certo, so già che il “saputello” di turno liquida la cosa con “È solo suggestione!!!”.

 

Questa conclusione è abbastanza superficiale perché trascura il fatto che la suggestione ha un potere pazzesco se è in grado di creare delle reazioni fisiche misurabili.

 

Chiaramente, le credenze hanno ruolo cruciale: il mio amico è stato molto convincente (un vero e proprio attore consumato). Se uno prende una pillola di zucchero sapendo che è solo un placebo, non funziona (ecco perché si lavora con il “doppio ceco”).

 

In PNL ho approfondito molto il discorso delle submodalità cenetesiche con prove pratiche sul campo grazie a dei volontari, in relazione all’accesso di particolari stati fisiologici come l’ubriacatura, l’effetto di un sonnifero o (addirittura) quello della cannabis.

 

Il corpo ricorda la sequenza fisica di accesso ad un determinato stato. Un piennellista abile è in grado di estrarla, ancorarla nei vari punti del corpo e ricalcarla.

In questo modo il corpo (e l’inconscio) si illudono di, ad esempio, bere un bicchiere di vino. Più loops fai, più bicchieri di vino virtuali beve il soggetto con le relative conseguenze.

 

Ora, il seguente articolo vuole solo essere un invito ad approfondire determinati argomenti integrando tutto quello che medicina ufficiale ha da dirci.

Quindi, NON smettere di prendere farmaci senza il parere e il controllo del tuo medico. Farlo sarebbe stupido.

 

Nel seguente video eseguo una dimostrazione di come funzionano le submodalità cenestesiche in relazione allo stato dell’ubriacatura.

L’audio non è il massimo perché sono riprese fatte con un cellulare, ma ho inserito i sottotitoli per seguire meglio i punti fondamentali.

 

Guarda il video gratuito

COME UBRIACARSI SENZA BERE

 

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Riprogramma la tua mente con i brani subliminali mp3

brani subliminali

Time Line e programmazione futura inconscia

Una delle tecniche più interessanti della Programmazione Neurolinguistica (PNL) è la Time Line (Linea del Tempo).

 

Hai mai notato che quando qualcuno (compreso tu) parla di eventi passati e futuri tende a muovere la testa o le mani in una direzione piuttosto che in un’altra?

 

Ad esempio, qualcuno dice “Ieri ho incontrato Carlo” e muove la mano verso sinistra come se quell’evento si trovasse realmente in quella posizione. Oppure muove la testa indietro o a destra, è soggettivo.

 

In realtà, inconsciamente, gli eventi sono collocati nello spazio attorno a noi lungo una linea immaginaria (la Time Line). Questa linea ha un’influenza notevole sulla nostra esistenza.

 

Quando qualcuno dice “Non ho un futuro” o che il suo “Il futuro è nero” vuol dire che inconsciamente la linea è oscurata o girata in modo tale da non riuscire a vedere il futuro. Nello specifico non riesce a vedere gli obiettivi da raggiungere. Ovviamente, questo accade in seguito ad eventi che generano problemi sulla linea temporale, non è casuale.

 

L’inghippo è che tenderà a rimanere così per molto tempo fino quando non accadrà qualcosa che “illumini” la linea o che la “raddrizzi”. Potrebbe passare molto tempo prima che questo accada. Nel frattempo, queste persone non riusciranno a programmare bene le azioni future nel medio lungo periodo. Questo potrebbe tradursi in un “vivere alla giornata”.

time line oscurata

 Linea “Oscurata”

 

Qualcosa di simile si verifica anche in particolari configurazioni temporali come ad esempio la linea “In Time”. Quest’ultima è una struttura temporale dove gli eventi futuri sono impilati uno davanti all’altro. Ad esempio, quello che farai domani tende a coprire quello che farai dopodomani. È il caso di quelle persone che alla domanda “Ci vediamo domani alle 17,00?” rispondono “Chiamami domani e ci mettiamo d’accordo, non so neanche cosa farò stasera”.

in time

Linea “In Time”

 

Ora, la linea “oscurata” o non visibile andrebbe sistemata e PNL fornisce diverse tecniche a riguardo. Ad esempio, nelle situazioni più semplici basterebbe operare con le submodalità dando più luce, raddrizzandola, ecc..

 

Nel caso della linea In Time, invece, non necessariamente andrebbe cambiata perché è un modo specifico di percepire il tempo detto “carpe diem”: si vive molto nel Qui ed Ora in maniera associata. Andrebbe cambiata solo se un individuo ha la necessità di divenire più organizzato (ad esempio, inizia un lavoro dove è fondamentale avere una visione chiara del futuro).

 

Ridisegnare la Linea del Tempo futura inserendo obiettivi e cambiamenti submodali positivi (luce, colore, suoni ed elementi cenestesici) significa cambiare significativamente il proprio stato presente. Non solo: l’inconscio avrà una direzione da seguire come un pilota automatico.

 

In PNL si lavora molto sulla programmazione di obiettivi specifici sulla linea del tempo in modo da fornire una direzione utile al proprio inconscio. Naturalmente, è importante operare in uno stato alterato di coscienza (anche di dormiveglia come lo stato Alpha) ed eliminare eventuali credenze e/o blocchi negativi.

 

Questo punto è fondamentale e spiega perché alcuni, nonostante la programmazione di eventi o stati interiori potenzianti, non riescano ad ottenere i risultati desiderati. Non mi soffermerò molto in questo articolo sulle credenze (tema ampiamente affrontato in questo blog in articoli e video), ma è ovvio che se (ad esempio) programmo  sulla mia time line la perdita di 15 kg, non otterrò nulla se ho credenze inconsce come “chi è magro è triste” o “qualsiasi cosa faccio è inutile”. È come sbattere la testa contro un muro. Il mio inconscio tenderà a sabotare la programmazione futura.

 

Ovviamente, prima andrebbero eliminate le credenze limitanti e in seguito riprogrammata la linea temporale.

 

Non è necessario farlo quando non vi sono resistenze inconsce.

 

Se ti interessa apprendere come generare lo stato alterato di coscienza per programmare obiettivi nell’inconscio, come creare obiettivi raggiungibili, le regole per programmarli con successo e come creare un pilota automatico che ti porta verso gli obiettivi desiderati, vieni ora al corso:

 

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Programma la tua mente – video gratuito

Come cambierebbe la tua vita se tu potessi avere un “pilota automatico” che ti guida inconsciamente verso i tuoi obiettivi più importanti?

 

Pensi sia fantascienza? In realtà già adesso la tua mente profonda lavora al di sotto della tua consapevolezza e ti porta verso situazioni piacevoli (o spiacevoli) al di là della tua consapevolezza.

 

Nessuno ci dice a scuola che abbiamo una formidabile parte inconscia responsabile del 90% di tutto quello che ci accade (e mi sono tenuto basso come percentuale).

 

Nessuno ci dice come entrare in contatto con questa parte e quali sono le regole per “programmarci” positivamente verso il futuro che NOI desideriamo.

 

Tutti, invece, insistono sullo sviluppo della parte razionale. Ovviamente la logica è importante, ma quando questa esaltazione va a scapito dell’inconscio significa rinunciare ad un potere incredibile e permettere che la nostra vita sia gestita dal caso e (soprattutto) dagli altri

 

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• programmare il tuo inconscio con speciali tecniche della PNL

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• eliminare velocemente credenze profonde limitanti

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Peso Forma e Credenze Inconsce

Come coach negli ultimi anni ho rilevato quanto siano potenti le credenze inconsce nel controllo del peso.

In Programmazione Neurolinguistica (PNL) abbiamo diverse tecniche che lavorano su due concetti principali:

 

Immagine ideale

Abitudini sbagliate

 

L’immagine ideale è importante perché la mente profonda ha bisogno di una direzione precisa. Se nella mia mente ho un’immagine di me stesso in sovrappeso e non riesco a visualizzarmi magro, non fornisco una guida futura al mio inconsciounico REALE responsabile della propria direzione di vita.

La mente profonda ha bisogno di immagini precise che mostrano esattamente dove andare.

La PNL attraverso specifiche tecniche può programmare profondamente l’immagine ideale in modo da fornire la direzione desiderata.

 

Le abitudine indesiderate sono l’altro ostacolo. Non basta mettersi in testa l’immagine di se stessi magri se poi si è fortemente condizionati da abitudini inconsce.

Ad esempio, mi sveglio a mezzanotte, apro il frigo e mangio gli avanzi della cena;

oppure, passo davanti ad una pasticceria, entro e mangio un paio di brioche alla crema.

 

Ognuno ha le sue abitudini. Vi sono dei veri e proprio “campanelli” che scatenano il comportamento sbagliato. Ad esempio, sento l’odore dei pasticcini e devo mangiarli per forza.

In PNL vi sono tecniche che permettono di cambiare velocemente questi comportamenti fornendo delle alternative positive.

 

Sembrerebbe, tutto semplice: un paio di visualizzazioni, qualche tecnica e il problema è risolto.

Ma non sempre le cose stanno così.

 

In alcuni casi vi possono essere delle credenze profonde che ostacolano il dimagrimento. Sulle credenze ho scritto fiumi di parole nel blog.

 

Sinteticamente si tratta di pensieri radicati profondamente che corrispondono a schemi neurologici statici. In altre parole, i pensieri vanno sempre in quella direzione come su un binario che non cambia mai.

Le credenze non sono semplici pensieri astratti, ma qualcosa di fisico (schemi neurologici) che nascono da apprendimenti genitoriali, sociali, mediatici e da esperienze di vita.

 

Essere convinti che sia impossibile perdere peso o (peggio ancora) che “essere magri significa essere malati” (spesso frutto di apprendimento genitoriali o derivante dai nonni) , significa avere l’inconscio completamente in opposizione sul dimagrimento.

 

Per questo è fondamentale unire le classiche tecniche per il dimagrimento della Programmazione Neurolinguistica con quelle per eliminare le credenze limitanti sul peso.

Non si tratta del classico Pensiero Positivo (completamente inutile in questi casi) ma di tecniche in grado di “sfaldare” gli schemi neurologici delle credenze.

 

Se desideri raggiungere il tuo peso forma in maniera naturale, allineare la tua mente profonda alla tua immagine ideale e rimuovere qualsiasi resistenza interiore verso il dimagrimento, vieni ora a

IN FORMA SUBITO CON IL POTERE

DELLA PNL E DELLE CREDENZE

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Milano – 24 Gennaio 2015

Con Debora Conti e Vincenzo Fanelli

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Stati alterati di coscienza e obiettivi – video

Come si programma un obiettivo nel tuo inconscio? Basta un semplice pensiero positivo o esistono strategie efficaci per farlo?

Senza saperlo, spesso programmiamo obiettivi “negativi” nella nostra mente.

 

Anzi, molta gente è abilissima (senza saperlo) nel programmarsi target negativi piuttosto che quelli positivi.

Quello che conta tanto è lo stato alterato di coscienza.

 

La nostra mente è generalmente in stato Beta, una frequenza cerebrale che indica lo stato di veglia e vigilanza. In questo stato è molto difficile programmarsi obiettivi.

 

Questo spiega perché tanta gente prova a visualizzarsi felice senza ricavarne nessun risultato: lo fanno nel momento sbagliato. 

 

Lo stato mentale adatto per programmare le mete desiderate è stato Alpha.

 

Si tratta della frequenza cerebrale legata allo stato di dormiveglia. In questo stato sei ALTAMENTE suggestionabile. Senza rendertene conto, un pensiero formulato in questo stato entra direttamente nel profondo.

 

Esistono tecniche in PNL per generare istantaneamente questo stato per programmare gli obiettivi desiderati

 

Guarda il video gratuito PNL e programmazione inconscia.


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