Comunicazione Non Verbale parte 2

Nel precedente articolo, abbiamo esaminato il significato della CNV, come debba essere utilizzata per gestire efficacemente una comunicazione e alcuni segnali di gradimento (Il linguaggio segreto del nostro inconscio).

 

Prima di affrontare altri segnali di comunicazione non verbale, è fondamentale precisare che la CNV segue quattro vie principali di comunicazione:

 

1. Prossemica
2. Parlanguistica
3. Digitale
4. Cinesica

 

La Prossemica riguarda tutti gli atti inconsci inerenti la gestione degli spazi territoriali: passi in avanti, indietro, spostamenti del busto. Ad esempio, se una persona si avvicina troppo invadendo il nostro spazio privato, inconsciamente facciamo un passo indietro per ripristinare la distanza iniziale. Oppure, se qualcuno ci stimola o dice delle cose che ci interessano, inconsciamente andiamo verso questa persona.

 

La Paralinguistica comprende tutti i suoni e i rumori espressi inconsciamente (vocali e strumentali). Ad esempio, per quanto riguarda quelli vocali, un abbassamento del tono di voce che può essere seguito da un “raschiamento” della gola (generalmente indica tensione su quanto si afferma o si ascolta). Un esempio di atti strumentali può essere il tamburellare le dita o oggetti su una superficie (tavolo) che in linea di massima indica scarico tensionale.

 

I contatti che avvengo attraverso il tatto rientrano nel canale Digitale. È un potente veicolo della comunicazione perché sconfina nella sfera affettiva in quanto toccare e l’essere toccati è un esigenza fondamentale. Non permettiamo a sconosciuti o a persone con cui non vi è empatia di darci “pacche sulla spalla” o “prenderci sotto braccio” in quanto genera in noi fastidio. Quando sentiamo l’esigenza inconscia di toccare la spalla di qualcuno o dargli una pacca amichevole, vuole dire che il nostro interlocutore ha raggiunto un buon potenziale empatico nei nostri confronti, e viceversa.

 

Infine, la Cinesica riguarda la gestualità espressa inconsciamente: “puntare il dito” quando si comunica, gesticolare in maniera circolare o propiziatrice. Questi atti semplicemente esprimono lo stile comunicativo.

 

Ora, esaminiamo qualche segnale di rifiuto.

 

1. Sfregare con le dita la punta del naso: la punta del naso dovete paragonarla ad una “zona rossa”: quando l’interlocutore tocca quella zona, è indice di un forte scarico tensionale negativo. Quando il nostro interlocutore si gratta la faccia, vuol dire che sta accumulando tensione a causa dei discorsi sostenuti.

 

2. Spostare occasionalmente oggetti lontano dalla propria persona: in questo caso, gli argomenti trattati non interessano al nostro interlocutore, il quale ci segnala che preferisce tenerli lontani da se. Naturalmente, si tratta di gesti fatti in contesti non logici

 

3. Gambe accavallate e/o braccia conserte: generalmente, le gambe accavallate esprimono rifiuto solo se si pongono come un a barriera, se l’interlocutore pone tra se e noi la sua coscia. In pratica la sua gamba viene posizionata come un “muro” verso di noi. In tutti gli altri casi rappresentano una leggera chiusura. Invece, le braccia conserte rappresentano un netto segnale di chiusura: la parola o l’argomento trattato, hanno toccato una “corda” particolare nel nostro interlocutore, il quale assume un atteggiamento di chiusura.

 

4. “Grattamento” del capo: questo segnale è diverso dall’accarezzarsi i capelli in quanto tutti gli atti che comportano un grattamento indicano una tensione. Infatti, una tensione eccessiva crea una vaso dilatazione che produce “prurito”. Questo segnale esprime letteralmente “grattacapo”, ovvero la tematica o la parola pronunciata creano qualche tensione o problema in chi ci ascolta.

I Poteri Segreti della Comunicazione

L’altro giorno ero in un’azienda per parlare di formazione con il titolare e il direttore commerciale. Argomento:  la comunicazione subliminale, non verbale e come sia possibile far passare messaggi al di sotto della soglia razionale (chiaramente, con etica e rispetto dell’interlocutore).

 

Mentre il titolare capiva molto bene di cosa stessi parlando (altrimenti non mi avrebbe chiamato), il direttore commerciale arrancava facendo finta di capire.

 

Nulla di male, nessuno deve sapere per forza che esiste un modo segreto della comunicazione dove le regole sono diverse: bisogna convincere l’inconscio dell’interlocutore, non la sua parte logica. Per fare questo bisogna usare il non verbale, il mirroring, il rapport assertivo, ecc..

 

Il problema è che quello che può fare la differenza oggi è la padronanza di queste tecniche. Pechè mai qualcuno dovrebbe scegliere me e non qualcun altro a quasi parità di condizioni? Fortuna, simpatia? La riposta puoi intuirla: perchè è la parte profonda che decide di andare in una direzione piuttosto che in un’altra. Ecco perchè è IMPORTANTE conscere il suo linguaggio e sapere come convincerla.

 

Quando parlo di questo argomento amo mettere la foto di un iceberg perchè è una splendida metafora: quello che vedi in superfice è solo la decima parte di quello che c’è sotto. Non solo: la parte sommersa (che sembra non esistere) è il vero iceberg.

 

Questo non vale solo nelle aziende, ma anche nella vita privata.

 

Comunque, questo episodio mi ha fatto comprendere quanto poco davvero si sappia sulla comunicazione efficace subliminale.

 

Ti rimando alla visione di questi video:
Rapport su Valori e Credenze
Il Rispecchiamento

 

Inoltre, il 15 Aprile terrò a Brindisi il corso “Il Potere Segreto della Comunicazione”.

 

I contenuti
•    Introduzione alla PNL e alla comunicazione efficace
•    Rapport ed empatia
•    Le tipologie di Rapport: emotivo, assertivo, si postura, su Valori e Credenze
•    Comunicazione Non verbale
•    I 4 canali: prossemica, paralinguistica, digitale e cinesica
•    I segnali di gradimento
•    I segnali di rifiuto
•    Altri segnali
•    Esercitazioni pratiche

 

Date e orari:
1 giorno
Dalle 9,30 alle 13,00 – dalle 14,30 alle 18,00

 

Presso:
Hotel Orientale – Corso Garibaldi 40 – Brindisi

 

Quota:
€ 79 iva compresa

 

Prenotati subito, ormai manca poco per la scadenza della promozione: info@vincenzofanelli.com

Il Linguaggio del Corpo e le bugie

È possibile capire se chi abbiamo di fronte mente? Leggere le bugie è possibile solo nei film o si tratta di realtà?

 

Naturalmente è possibile e si tratta di realtà. Conoscere una vasta gamma di segnali non verbali permette di decodificare istantaneamente le reali intenzioni degli interlocutori. Mi diverto moltissimo in televisione nel leggere le incongruenze palesi (per chi conosce il non verbale) dei personaggi pubblici: se tutti conoscessero questo codice, ci penserebbero due volte prima fare certe affermazioni.

 

Il non verbale non mente mai, perché si tratta del linguaggio inconscio. A volte diciamo “si” con le parole mentre il corpo afferma il contrario: scuotiamo la testa e indietreggiamo. Questa è una classica incongruenza. Chiaramente bisogna fare affidamento sul linguaggio del corpo, in quanto la parte logica può mentire.

 

Una volta un ragazzo mi disse che mi avrebbe sicuramente fatto un favore; mentre parlava scuoteva la testa (come un “no) e indietreggiava (come per prendere le distanze da quanto affermato).

 

Infatti, come volevasi dimostrare, questo ragazzo non mantenne la parola data.

 

Potrei riportarti centinaia di casi in cui il non verbale ha smascherato bugie, anche inconsapevoli. Infatti, non sempre la gente mente volutamente: a volte prende impegni dimenticandosi di averne preso un altro.

 

Il non verbale si articola in tantissimi segnali ed è la padronanza di questi che ti aiuta ad avere una visione di insieme del tuo interlocutore: scuotere la testa e fare un passo indietro sono solo alcuni. Ad esempio, grattarsi la punta del naso esprime un fortissimo scarico tensionale. Quando qualcuno mi dice “domani ci vediamo” mentre si gratta il naso, esprime un’incongruenza: o questa cosa gli crea un forte fastidio o l’indomani mi bidonerà.

 

Conoscere il non verbale equivale ad avere una “doppia vista” per leggere negli altri al di là delle parole. Pensa come cambierebbe la propria vita nelle relazioni professionali e personali: mentirti sarebbe quasi impossibile.

 

E tu cosa ne pensi?

Se vuoi saperne di più, leggi il mio libro I Poteri Segreti della Comunicazione Empatica” (Essere Felici).

PNL per cambiare la propria vita

La PNL può cambiare la propria vita? Può aiutarci ad attivare risorse nascoste e ad apprendere nuove strategie per avere maggiore controllo nella nostra esistenza?

 

La PNL è una disciplina essenzialmente pratica che aumenta notevolmente le nostre abilità comunicative,  il carisma e ci insegna come possiamo utilizzare il potenziale segreto della nostra mente.

 

Pochi sanno che è possibile programmare obiettivi nel nostro inconscio o che esistono convinzioni profonde che sabotano il nostro successo. Queste possono essere scovate e trasformate con la PNL. Il discorso delle credenze spesso viene sottovalutato perché si crede che siano semplici pensieri astratti che possono essere controllati con la volontà.

 

Invece, si tratta di programmi inconsci che sfuggono al controllo razionale e che modificano la percezione della realtà. Ad esempio, se uno crede di essere “sfigato”, lo sarà davvero. Infatti, innescano le cosiddette “profezie autoavveranti”.  

 

Togliersi una credenza limitante equivale a cambiare radicalmente la propria esistenza. Questo è possibile grazie alle tante tecniche che la PNL fornisce.

 

Per non parlare delle emozioni negative (rabbia, ira, tristezza ecc.) che spesso e volentieri condizionano la nostra vita. La gente spesso cerca di contrastarle, ma il più delle volte peggiora la situazione. Lo strumento della Time Line aiuta a riconvertire le emozioni liberandoci di angosciosi pesi.

 

In un corso di PNL si possono apprendere realmente diverse strategie per cambiare la propria vita:

–    Come andare d’accordo con chiunque
–    Il linguaggio segreto del corpo
–    L’alchimia della comunicazione persuasiva
–    Come raggiungere obiettivi impegnativi
–    Come trasformare credenze limitanti
–    Come accedere a stati potenzianti
–    Come programmare inconsciamente il proprio futuro
–    Ecc..

 

Se vuoi saperne di più, vieni al corso NLP Basic Practitioner

 

Metterò a tua disposizione la mia lunga esperienza di Trainer di PNL (insegno dal 1999), di autore internazionale e di Coach.

 

Guarda il video

 

 

 

Leggi il programma completo: https://www.vincenzofanelli.com/corsi/corsi-pnl/nlp-basic-practitioner

Comunicazione Non Verbale – PNL

La Comunicazione non Verbale si potrebbe definirla come tutti quegli atti comunicativi non rientranti nel normale linguaggio logico.

 

Nella PNL assume un ruolo fondamentale in relazione alla calibrazione sia per quanto riguarda la comunicazione efficace, sia in relazione al coaching.

 

Il nostro cervello è costituito da due emisferi: uno destro e uno sinistro.

 

Nella parte destra vi sono la maggior parte delle funzioni del nostro inconscio (creatività, emozionalità, sogni, intuizione ecc.) mentre in quella sinistra vi sono quelle adibite alla parte razionale (logica, matematica, valutazione, capacità sequenziale, parola ecc.).

 

Mentre la parte razionale utilizza il linguaggio informativo per comunicare (il tipo di comunicazione maggiormente conosciuta), l’inconscio utilizza un altro genere di comunicazione: la comunicazione non verbale.

 

Si tratta di gestualità, tono di voce, gestione degli spazi territoriali e “toccamenti” (ad esempio, dare una pacca sulla spalla, o toccare se stessi come accarezzarsi i capelli).

 

Si tratta di un vero e proprio mondo sommerso di cui ignoriamo l’esistenza o a cui non diamo troppa importanza.

I Poteri Segreti della Comunicazione Empatica

Come raggiungere il successo nella comunicazione interpersonale grazie alla Programmazione Neurolinguistica e alla comunicazione non verbale

 

I Poteri segreti della Comunicazione Empatica (2007 – Edizione Essere Felici) raggruppa le più efficaci tecniche della PNL per la comunicazione efficace. Spiega in maniera approfondita come usare il linguaggio verbale per creare empatia e far passare i messaggi desiderati durante un’interazione privata e/o professionale.

 

Inoltre, grazie alla Comunicazione Non Verbale è possibile comprendere le reali intenzioni del proprio interlocutore leggendo i segnali di gradimento e rifiuto.

 

Grazie ai Metaprogrammi è possibile comprendere gli schemi di comportamento inconsci dei propri interlocutori in modo da poter anticipare le loro reazioni e conoscere quali strategie adottare per creare empatia.

Infine tocca alcuni temi importanti come la Leadership, la comunicazione subliminale nel Public Speaking e come gestire ogni tipo di obiezione.

 

 

 

 Indice

– Premessa

– Introduzione

– Creare empatia

– Metaprogrammi

– Comunicazione Non verbale

– Gestire le obiezioni

– Il significato della leadership

– Public Speaking e PNL

– Alcuni consigli riepilogativi

– Conclusioni

– Glossario della PNL

 

Per maggiori informazioni: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__poteri_segreti_della_comunicazione_empatica.php?pn=50

 

Anima Gemella, Karma e PNL

Trovare la propria Anima Gemella, affascinarla e comprendere il proprio Karma è fondamentale per realizzare la propria felicità sentimentale.

 

In questo video gratis di 33 minuti (tratto dalla conferenza presso la Libreria Esoterica per la presentazione del DVD “Trova l’Anima Gemella” di Vincenzo Fanelli – Tecniche Nuove), espongo il concetto di “anima gemella“, come trovarla e sedurla.

 

Conoscere la Comunicazione Non Verbale è fondamentale per leggere in anticipo i segnali di attrazione e rifiuto, al di là delle parole espresse.

 

Inoltre, grazie a strategie della PNL (programmazione neurolinguistica) imparerai creare immediatamente fascino e fiducia con la persona che più ti interessa.

 

Infine, tutto deve svolgersi sotto una cornice “spirituale”, il Karma, per comprendere come mai si ripresentano dinamiche relazionali negative identiche, anche con persone diverse. Comprendere questo importante passsaggio ti aiuta a “rompere” le catene dell’infelicità.

 

 

Trova l’anima gemella from nonsoloanima.TV on Vimeo.

Comunicazione Non Verbale

La comunicazione non verbale è il linguaggio del nostro inconscio. Tendiamo a pensare che comunicare sia solo traferire informazioni… in realtà noi comunichiamo con il corpo, i gesti, il tono di voce e la gestione degli spazi.


Si, lo so che può suonarti strano, ma è così. Quando conosciamo qualcuno, da un lato ascoltiamo le sue parole (parte logica), dall’altro il nostro inconscio registra la comunicazione non verbale dell’interlocutore. Questo spiega perché tante volte incontriamo persone che ci fanno ottimi discorsi logici, ma non ci convincono: la nostra parte profonda registra le incongruenze e ci manda una sensazione del tipo “non fidarti”. Purtroppo, il più delle volte non seguiamo l’istinto… e prendiamo qualche bella fregatura.

Non è un caso che le persone di successo seguano il loro istinto dopo aver valutato tutte le informazioni disponibili.

Per saperne di più, ascolta la mia intervista su Radio Ciccio Riccio.



Enneagramma Test

Quando si parla di Enneagramma, inevitabilmente si pensa anche ad un valido test per individuare gli enneatipi. Ve ne sono una gran quantità in giro, la maggior parte di questi non molto affidabili.

 

In questo articolo ti darò una serie di indicazioni sui test dell’Enneagramma per comprendere come cercarne uno valido.

 

Iniziamo con i mini test, quelli con una ventina di domande per intenderci: generalmente non sono molto affidabili, non fosse altro per la mancanza di:

 

– domande di controllo – più domande per confermare l’enneatipo.

– domande per individuare le contraddizioni.

 

Test sull’Enneagramma con poche domande devono essere fatti con la massima precisione e sincerità proprio perché non molto affidabili. Se fatti superficialmente, daranno esisti sfalsati.

 

Quindi, un buon test dovrebbe avere almeno un centinaio di domande proprio per le motivazioni appena viste.

 

Allora, come trovarne uno valido? Oltre al numero di domande, verificherei anche chi è l’autore: è un nome storico? Ha fatto delle pubblicazioni? Di questo test ne parlano in giro?

 

Se vuoi fare un test tradizionale vai su www.enneagramma.com

Iscriviti e fai gratuitamente il test sull’Enneagramma.

http://www.enneagramma.com/gratis-enneagramma

 

Personalmente, sono approdato ad un’altra soluzione integrando l’Eneagramma con la PNL e la Comunicazione Non Verbale. Non tutti condividono questo sistema e, in seguito, ti spiegherò perché.

 

In PNL si trattano i sistemi rappresentazionali: Visivo, Auditivo e Cenestesico. In breve, ognuno di noi tende a preferire una determinata qualità di informazioni: c’è chi ama i mondo delle immagini, chi quello dei suoni, altri quello delle sensazioni. Naturalmente, abbiamo tutti e cinque i sensi attivi, ma ne prediligiamo uno in particolare. In realtà, è come se preferissimo una sequenza: ad esempio, c’è chi ama ricevere informazioni prima in Visivo, poi in Auditivo e infine (per esclusione) in Cenestesico (una sequenza inconscia). Quando le informazioni non seguono la strategia inconscia, l’individuo dell’esempio è poco in sintonia con gli sta parlando.

 

Il primo canale (paragonabile ad una chiave), si chiama Canale di Accesso.

 

Ora, ti ho fatto questa importante premessa per arrivare a dirti che ogni enneatipo ha il suo canale di accesso; quindi, se comprendo l’accesso di chi ho di fronte, so anche tra quali tipologie dovrei indagare. Infatti, nell’Enneagramma tre tipologie sono Visive in accesso, tre sono Auditive e tre sono Cenestesiche.

 

In PNL, il canale di Accesso si comprende guardando i movimenti oculari laterali: in alto Visivo, in orizzontale Auditivo e in basso Cenestesico.

 

Quindi, grazie ad una domanda mirata e ai relativi movimenti oculari so che la mia indagine dovrà soffermarsi solo su tre enneatipi. Poi, grazie all’integrazione con la gestualità prevalente (e qualche domanda mirata), potrò comprendere a quale tipologia corrisponde il mio interlocutore.

 

Questo processo, con il giusto allenamento, dura pochissimo. Potresti farlo senza che l’altro sappia che stai cercando di comprendere il suo enneatipo.

 

Non tutti condividono questo sistema perché non trovano corrispondenze tra sistemi rappresentazionali e tipologia dell’Enneagramma. Questo si verifica perché pongono la domanda errata per comprendere il canale di accesso! In molti corsi PNL ti dicono:

 

“Parla con qualcuno e vedi dove vanno gli occhi!”. Non funziona così.

 

Non esiste solo il canale di Accesso, ma anche quello di Elaborazione e Profondo. Ognuno di loro si estrae con specifiche domande e argomenti. Quindi, dire a qualcuno: “Parla e vedi dove vanno gli occhi” è quanto meno superficiale. Chissà quali canali ti sta dando ed ecco perché il più delle volte non funziona.

 

Applico questo sistema dal 1998 e funziona nel 90% dei casi; in rari casi non vi è corrispondenza: l’interlocutore è in fase di stress, sta vivendo un momento particolare o non sono io ad essere abbastanza concentrato. Infatti, si tratta di un’abilità da sviluppare: fare le domande giuste, osservare gli occhi (a volte i movimenti sono rapidissimi) e come gesticola. Questa capacità si affina con l’allenamento.

 

Attenzione: altri sistemi come giochi ruolo, di gruppo e test cartacei sono altrettanto validi. Dipende sempre dall’obiettivo che si ha. Infatti, l’integrazione con la PNL e gestualità è molto efficace nell’ambito relazionale: comprendere subito chi ho di fronte per sapere cosa fare e cosa evitare per andarci d’accordo. Ogni scuola utilizza il sistema che preferisce in relazione alle finalità che si prefigge, quello che conta è che funzioni.

 

Per saperne di più:

 

 

 Enneagramma: i 9 tipi

Scarica adesso

 

 

 

 

 

Migliora le tue relazioni con l’Enneagramma e la PNL 

Edizioni Essere Felici

Di Vincenzo Fanelli

 

 

 

Comunicazione non Verbale interattiva

La comunicazione non verbale non è solo uno strumento per “leggere negli altri” oltre le parole ma anche un potente mezzo di interazione per creare empatia (o anche mismatching). Quello che facciamo con il nostro corpo ha molta più influenza di quanto possiamo immaginare. Ad esempio, la gestione degli spazi (Prossemica) è fondamentale per evitare di mandare in tensione il nostro interlocutore. Alcuni individui hanno una modalità comunicativa un po’ invasiva: tendono ad avvicinarsi troppo e a toccare chi hanno di fronte (Digitale).

Se il suo interlocutore esprime segnali di rifiuto (ad esempio, indietreggia leggermente o esprime scarichi tensionali), è importante ripristinare la “zona neutra” (generalmente di un metro e mezzo circa). Infatti, tendiamo ad annullare le distanze con persone che sono in rapporto intimo e/o confidenziale con noi. Quindi, come è possibile superare questa distanza con una persona appena conosciuta? In alcuni corsi di vendita spesso insegnano che con il cliente (appena conosciuto) bisogna rafforzare la stretta di mano toccando con l’altra l’avambraccio dell’interlocutore. Non posso condividere fino in fondo questo insegnamento: il canale della Digitale (ovvero toccare se stessi o gli altri) è una delle vie più potenti in quanto coinvolge la sfera affettiva.

Quando tocchiamo qualcuno tendiamo ad esercitare un ruolo con implicazioni affettive e questo non sempre è possibile farlo, soprattutto con sconosciuti. È importante tarare il proprio comportamento in base al feedback: se chi ho di fronte vuole mantenere una distanza di un metro / un metro e mezzo, come posso pensare di poterlo toccare (anche solo con una pacca sulla spalla)? È pur vero che ci sono individui che hanno una modalità comunicativa cenestesica: questo atteggiamento può essere letto positivamente (quando non è costruito) in quanto vorrebbero entrare in empatia con noi.

Bisogna sempre tenere a mente che noi siamo responsabili al 100% dell’esito della comunicazione, sia positivamente che negativamente. Quindi, una gestione consapevole della gestualità, della prossemica e di alcuni segnali, può permetterci di migliorare (o peggiorare) la qualità della relazione. Ad esempio, comunicare tenendo le braccia conserte potrebbe provocare due effetti negativi:

1. esprimiamo chiusura a livello non verbale
2. limitiamo l’efficacia della nostra comunicazione

Il primo punto è semplice da comprendere in quanto le braccia conserte sono un segnale di rifiuto espresso quando viene trattato un argomento che desideriamo non toccare. A questo proposito bisogna aggiungere che il segnale acquista valore solo quando viene espresso su una determinata parola e/o argomento. In altre parole, se il mio interlocutore è già in chiusura, non necessariamente significa che il segnale è rivolto nei miei confronti. Invece, se è in apertura e (ad esempio) parlando di lavoro esprime il segnale di chiusura, vuol dire che c’è qualcosa che gli crea fastidio in relazione al lavoro.
Quindi, quando interagiamo con gli altri e vogliamo comunicare apertura, dovremmo evitare di farlo con le braccia conserte.

Il secondo punto (limitare l’efficacia della nostra comunicazione) si riferisce alla duplice via che la comunicazione segue: parola (logica) e gestualità/tono e ritmo di voce (parte emotiva). Quando interagiamo con gli altri non solo parliamo ma gesticoliamo, andiamo avanti e indietro rendendo molto più incisiva la comunicazione. Ad esempio, una cosa è dire :”Tavolo” tenendo le braccia ferme o conserte: un’altra è dire “Tavolo” raffigurando la superficie piana con il movimento delle mani. In questo ultimo caso il messaggio è molto più incisivo in quanto segue la duplice via.

Quindi, i segnali di rifiuto e chiusura hanno il potere di limitare la nostra efficacia come comunicatori. Ma è vero anche il contrario: i segnali di gradimento ed empatia tendono ad influenzare positivamente chi abbiamo di fronte: la sua parte emotiva li legge aprendosi nei nostri confronti riconoscendoci come persone “empatiche”. I segnali di apertura e disponibilità espressi volutamente possono predisporre positivamente chi abbiamo di fronte. La tecnica del Rispecchiamento rappresenta un utilizzo interattivo della comunicazione non verbale per entrare in empatia.

Concludendo, non dobbiamo lamentarci degli scarsi esiti se durante un’interazione esprimiamo segnali di scarico tensionale, chiusura o rifiuto (ad esempio, tamburellare con le dita sulla scrivania, braccia conserte, battere nervosamente il piede per terra ecc.). Paradossalmente siamo molti più efficaci quando siamo sciolti e spontanei.